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Sanremo, dalle lacrime nascono i fiori: Mr. Rain canta la resilienza

Tra spettacolo, promozione e dibattiti, Sanremo resta la celebrazione per eccellenza della canzone italiana. Vestite di abiti e scenografie da sogno, le strofe scorrono dal palco dell’Ariston, diventando cultura. Che cosa ci dicono (di noi) i testi di questo Festival? C’è spazio per la noia, l’amore, la libertà e Mr. Rain si siede al pianoforte e canta la resilienza.

Solo un anno fa, il rapper gentile aveva conquistato il pubblico con “Supereroi”, accompagnato da un coro di bambini. La canzone era dedicata al coraggio di costruire insieme il benessere psicologico, oltre lo stigma del disagio. Il valore della condivisione ritorna anche quest’anno, tra le sue note di “Due altalene”.

Il nuovo brano affronta coraggiosamente il tema del lutto e della sua gestione, ispirandosi alla storia vera di un padre che ha perso i figli. È una canzone che parla, sì, di dolore, ma soprattutto di speranza e resilienza, distillando il segreto del crescere, insieme. Si impara a ridere, piangere, curarsi le cicatrici, vincere le guerre interiori, passando da un incubo al sogno, perché “un fiore cresce anche nelle lacrime”. Proprio due altalene, vuote ma accoglienti, appaiono sul palco dell’Ariston, nella performance di Mr. Rain. Ci si può sentire sospesi, suggerisce, ma dondolando insieme, “sotto la pioggia, sotto la neve”, si impara anche a cadere e a rialzarsi.

Nell’intervista a Fondazione Patrizio Paoletti, il co-produttore di Supereroi aveva già sottolineato l’importanza del chiedere aiuto, per proteggere la nostra salute mentale. Essere Supereroi è, in fondo, proprio questo: riuscire ad affrontare tutte le piccole e grandi paure e sfide della vita. E lo è anche sedersi sull’altra altalena, aiutando nel modo giusto. Lì, il primo passo è imparare ad ascoltare: l’edukit gratuito “Parlami, ti ascolto” ci aiuta in questa piccola, fondamentale missione.

Il video ufficiale di “Due altalene” descrive con immagini poetiche lo sconforto e la resilienza di un padre nel vortice del lutto. Nel cuore del dolore, misteriosamente, piovono piume dal cielo e l’altalena vuota si muove da sola. Come un segno, come un sogno. Alla fine del clip, vediamo proprio Mr. Rain che osserva quel padre, da dietro una libreria, tra raggi di luce. È una citazione del film Interstellar: è forse quel figlio che continua a vedere il padre, mandandogli segnali. Oppure è l’artista che comprende il dolore e, con la sua musica, diffonde un messaggio intimo e universale. La libreria è l’ipercubo/tesseratto del film, quella dimensione di speciale comunicazione, oltre lo spazio e il tempo, che unisce e salva. E che, tra musica e fantascienza, noi chiamiamo amore.

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