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I determinanti sociali ed economici della salute globale

I fiori prosperano sul buon terreno: il nostro benessere dipende anche dal contesto in cui viviamo

I determinanti della salute globale sono quei fattori che influenzano il benessere della persona, delle famiglie e delle comunità. La salute ha certamente una radice genetica e biologica, su cui influiscono profondamente gli stili di vita individuali. Sul nostro benessere incide però anche il lavoro che facciamo, il quartiere in cui abitiamo, gli anni di scuola che abbiamo alle spalle, ossia i determinanti socioeconomici.

Capire l’impatto dei fattori socioeconomici

Per comprendere l’impatto dei determinanti socioeconomici della salute globale, possiamo immaginare due persone, nate nello stesso anno, nella stessa città. Una è cresciuta in un quartiere verde, con genitori istruiti e un lavoro stabile, l’altra in una zona periferica, tra instabilità economica e un clima comunitario più violento, con anche episodi di criminalità. Le storie di vita di queste due persone potrebbero rispecchiare non solo le loro scelte, ma anche il contesto in cui sono cresciute.

Le condizioni in cui le persone nascono, crescono, vivono, lavorano e invecchiano determinano, in una certa misura, il benessere e la salute globale. L’impatto di questi aspetti è enorme: nello studio World report on social determinants of health equity, l’Organizzazione Mondiale della Sanità denuncia gravi divari nella salute e nell’aspettativa di vita, a livello mondiale.

La salute non è una questione solo individuale, correlata ai personali stili di vita e scelte, è anche una questione comunitaria, condivisa, che si costruisce insieme.

Il lavoro, che logora o protegge

Il lavoro è molto più di una fonte di reddito: è identità, routine, relazioni sociali.

Un’occupazione stabile e dignitosa protegge la salute mentale, riduce i livelli di cortisolo cronico e consente di pianificare più serenamente il futuro. Al contrario, la precarietà o un clima disfunzionale o ostile sul luogo di lavoro generano un carico di stress fisiologico persistente che si traduce in maggior rischio cardiovascolare, disturbi del sonno e vulnerabilità psicologica.

Il lavoro è anche in relazione al reddito, che influenza la capacità di accesso a cibo di qualità, cure mediche adeguate e spazi sicuri per fare movimento. Continue preoccupazioni finanziarie rendono cronico lo stress, minacciando la funzione immunitaria, riducendo la qualità del sonno e creando un terreno fertile per depressione e ansia. Un reddito adeguato aumenta invece la nostra percezione di poter gestire l’incertezza, affrontando con maggiore serenità le sfide della vita quotidiana.

La casa come un corpo

La vostra casa è il vostro corpo più grande.

Così scriveva Khalil Gibran nel suo eterno “Il Profeta”. La nostra casa partecipa alla nostra salute. Gravi problematiche come sovraffollamento o mancanza di riscaldamento adeguato sono fattori di rischio per patologie respiratorie, cardiovascolari e per lo sviluppo cognitivo dei bambini. Anche l’insicurezza abitativa, ossia la paura di perdere il proprio alloggio o, genera un alto livello di stress cronico.

Lo stesso quartiere dove viviamo è un indirizzo di salute. La qualità dell’aria che respiriamo ogni giorno, la presenza o assenza di spazi verdi, l’inquinamento acustico, la disponibilità di mercati con prodotti freschi, la sicurezza percepita nelle strade: sono tutti fattori che determinano la salute globale.


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Istruzione come prevenzione

L’educazione è una vera forma di prevenzione e l’istruzione scolastica è correlata alla longevità, tramite l’apporto di benefici sociali, economici, psicologici e cognitivi.

Una ricerca pubblicata su The Lancet nel 2024 ha rilevato che ogni anno di scuola in più riduce quasi del 2% il rischio di mortalità. Questo succede perché le persone più istruite tendono ad avere maggiore capacità di interpretare le informazioni sanitarie, a fare scelte alimentari più consapevoli, a partecipare attivamente al proprio percorso di cura e a costruire reti sociali protettive, che sono essenziali per il nostro benessere.

L’istruzione amplia anche il nostro locus of control, quella sensazione di poter influenzare attivamente la nostra vita. È un fattore predittivo della salute mentale che ci permette di percepire che siamo noi i protagonisti della nostra esistenza.

L’impegno di Fondazione Patrizio Paoletti

Fondazione Patrizio Paoletti riconosce il ruolo dei determinanti socioeconomici per la salute globale, impegnandosi in prima linea per diffondere un’educazione di qualità come prima prevenzione. L’Ente promuove una progettazione didattica arricchita nella sua scuola AIS ad Assisisostiene insegnanti ed educatori in tutto il mondo e investe in specifici progetti in luoghi a maggiore rischio sociale, per esempio con i programmi di Oltre le Periferie nei quartieri periferici di Roma e Napoli. L’azione di Fondazione Patrizio Paoletti si estende anche a livello internazionale, con programmi psicoeducativi per i bambini del Kenya e del Brasile.

Tutti possiamo contribuire a promuovere la salute, partendo dalla consapevolezza che i nostri comportamenti si formano in un contesto, esattamente come i fiori prosperano su un buon terreno. Prendersi cura del contesto è prendersi cura del bambino, della persona, della famiglia e della comunità, perché la salute globale è di tutti e si costruisce insieme.



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Bibliografia
  • Balaj, M., Henson, C. A., Aronsson, A., Aravkin, A., Beck, K., Degail, C., … & Gakidou, E. (2024). Effects of education on adult mortality: a global systematic review and meta-analysis. The Lancet Public Health, 9(3), e155-e165.
Sitografia
  • https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/social-determinants-of-health
  • https://www.instituteofhealthequity.org/resources-reports/fair-society-healthy-lives-the-marmot-r
  • https://demografica.adnkronos.com/popolazione/scuola-istruzione-e-mortalita/eview
  • https://www.disuguaglianzedisalute.it/determinanti-sociali-dellequita-nella-salute-il-nuovo-report-delloms/
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