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“Investire sulle persone, dare priorità all’educazione” contro le perdite di apprendimento della pandemia

“To invest in people, prioritize education” è il tema della 5ª Giornata Mondiale dell’Educazione indetta dall’ONU per il 24 gennaio 2023. È una ricorrenza speciale quella di quest’anno perché preparata già dallo scorso settembre da un grande Summit Internazionale delle Nazioni Unite per la Trasformazione dell’Educazione, a cui hanno preso parte 133 Paesi. Il Summit è stato indetto in risposta ad una grave emergenza educativa, la necessità di recuperare le perdite di apprendimento dovute alla crisi pandemica.

Secondo il Rapporto Invalsi 2021, in Italia si è verificato un peggioramento significativo del rendimento degli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado. Una percentuale superiore al 40% di studenti non raggiungono “risultati adeguati”, secondo le Indicazioni Nazionali del Miur. Un peggioramento rispetto all’anno precedente tra il 5 e il 9% che alimenta una condizione di grave incertezza per il benessere psico-sociale, ovvero per la nostra capacità di conseguire la felicità personale. Si tratta di dati tanto più allarmanti in quanto i loro effetti più problematici saranno visibili solo più avanti e rischiano di non ricevere l’attenzione necessaria oggi.
D’altro canto, la crisi pandemica ha colpito un ambito educativo già in grave difficoltà. Secondo l’ONU, i mancati investimenti nell’istruzione minano alla radice la nostra capacità di resilienza, mettendo a rischio il nostro futuro in quanto comunità. I dati relativi alla povertà educativa nel mondo, infatti, sono allarmanti. Eccone alcuni:

  1. Si tende ad associare la povertà educativa ai Paesi meno sviluppati. Sebbene l’Italia sia un Paese sviluppato il livello di istruzione degli italiani è uno dei più bassi tra i Paesi dell’OCSE, mediamente gli adulti italiani hanno conseguito poco più di 10 anni di istruzione;
  2. Nei Paesi a medio e basso reddito già nel 2019 il tasso di povertà educativa era stimato al 57%, e nell’Africa subsahariana raggiungeva l’86%;
  3. Attualmente i progressi globali contro la learning poverty si sono arrestati, tra il 2015 e il 2019 non si è registrata alcuna riduzione del fenomeno;
  4. A partire dalla fase post pandemica nei Paesi a basso e medio reddito, 7 bambini su 10 soffrono di povertà educativa cronica. Ciò indica che tutti i progressi compiuti in termini di povertà educativa registrati dal 2000 al 2015 sono andati persi.

In Italia abbiamo il numero più alto in Europa di giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano, che hanno quindi interrotto il loro percorso di crescita. L’accesso a un’educazione di qualità, equa e inclusiva – codificata dalle Nazioni Unite come Sustainable Development Goal 4 – è un acceleratore esponenziale e uno snodo sistemico per il conseguimento degli altri obiettivi di sviluppo sostenibile: connette tra loro la dimensione ambientale, sociale ed economica e rende disponibili competenze e conoscenze, valorizzando abilità uniche ed esclusive di ciascun individuo, non facilmente trasferibili o replicabili. Un basso accesso ad opportunità educative di qualità influisce sulla capacità di creare una propria rete sociale, riduce le opportunità lavorative future, alimenta le ristrettezze economiche, l’insoddisfazione personale e la tensione sociale.

Per affrontare la crisi corrente, è necessaria un’educazione di qualità che è, innanzitutto, educare noi stessi a coltivare l’attitudine più utile, un atteggiamento di gratitudine per la vita, rilevarne le opportunità e coglierle con coraggio e dedizione. In quest’ottica, il Summit delle Nazioni Unite per la Trasformazione dell’Educazione si è concentrato sull’istruzione con l’obiettivo di renderla adatta al futuro, più inclusiva, pertinente e resistente alle scosse globali. La comunità internazionale si è concentrata su 6 aree critiche: apprendimento fondativo; transizione verde e digitale; uguaglianza di genere; formazione sulla crisi; e sulla gestione finanziaria.

Come Fondazione Patrizio Paoletti, abbiamo raccolto da oltre 20 anni la sfida della trasformazione educativa su basi scientifiche e, con la Pedagogia per il Terzo Millennio, siamo in prima linea per far fronte alle sfide dello sviluppo sostenibile. Grazie a chi ci sostiene, abbiamo realizzato tanto…

Siamo intimamente convinti, infatti, che la necessità cruciale per far fronte alla crisi globale, sia l’auto-consapevolezza, che ci spinge ad educarci e ri-educarci lungo tutto il corso della nostra vita. Il cervello umano è straordinariamente plastico, ma ha necessità che esprimiamo una sufficiente intenzionalità e gli proponiamo stimoli giusti per produrre nuove soluzioni.

È per questo che anche nel 2023 sono tantissime le novità che intendiamo attuare insieme ai nostri sostenitori. Stiamo facendo passi avanti nella ricerca neuroscientifica sui disturbi neurodegenerativi e dell’apprendimento nella speranza di poter condividere nel prossimo futuro novità di rilievo. La terza edizione di ICONS, la conferenza internazionale sulla neurofisiologia del silenzio, avrà luogo a settembre, seguita dal Fechner Day, conferenza annuale della Società internazionale di psico-fisica. Parallelamente prosegue il lavoro in ambito psico-pedagogico con il programma educativo Prefigurare il Futuro, che anche quest’anno coinvolge migliaia di studenti e docenti su tutto il territorio nazionale. Lo scopo è supportare la transizione verso una nuova educazione, incentrata sulle competenze necessarie ai giovani per partecipare attivamente al tempo storico che cambia con tanta rapidità. Competenze non solo tecniche, ma anche e soprattutto fondate sulle risorse interiori, come l’intelligenza emotiva.

L’impegno per un’educazione di qualità continua a vederci all’opera anche nelle aree più svantaggiate del nostro Paese e del Mondo, in collaborazione con New Life For Children, per garantire innanzitutto le condizioni minime necessarie all’apprendimento, ma anche per potenziare i contesti con strumenti pedagogici che cambino in modo duraturo la vita degli individui, per una profonda trasformazione sociale. Così stiamo facendo da anni nelle periferie di Napoli, Roma, come anche in Congo, Kenya, Nepal, dove, grazie al supporto dei nostri sostenitori, la vita di moltissime persone si è trasformata per sempre. Bambini, genitori in difficoltà, insegnanti hanno potuto ricominciare a prefigurare un futuro prospero.

L’estate ci vedrà per il 19esimo anno consecutivo sulle spiagge di tutta in Italia con la Carovana del Cuore, campagna di sensibilizzazione face to face sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, per incontrare a tu per tu e condividere empaticamente con il tessuto sociale del nostro Paese.

I webinar formativi per genitori ed insegnanti, che hanno riscosso tanta partecipazione durante il periodo della pandemia, continueranno con l’intento di offrire contenuti di qualità a supporto dell’attività educativa in cui tutti siamo coinvolti in quanto esseri umani: webinar, tutorial, brevi guide per genitori, insegnanti, educatori e tutti coloro che giorno dopo giorno vivono l’avventura di una vita appassionata, volta alla crescita e alla scoperta.

Il lavoro da fare è molto e richiede costanza e pazienza, poiché la ricerca scientifica, proprio come l’azione educativa, mostra i suoi frutti più preziosi nel tempo, a volte in modo sorprendente. Come avviene con un bimbo che all’improvviso pronuncia le sue prime parole o compie i primi passi. Chi si è dedicato al piccolo sa che quel risultato apparentemente istantaneo è in realtà il frutto maturo di una cura costante protratta nel tempo fino al manifestarsi dell’avanzamento.
Anche per questo siamo convinti che vorrete essere ancora con noi in questo anno per creare insieme un mondo migliore, per realizzare una nuova visione di Pace dentro e fuori di noi.

Gianni Bernardi
Presidente Fondazione Patrizio Paoletti

Sostieni la ricerca per dare ad ogni bambino un’educazione di qualità

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