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Apprendimento

Come possiamo definire l’apprendimento?

Il termine apprendimento – con i sinonimi imprare, assimilare, acquisire – indica il processo psicologico di acquisizione e di modificazione di capacità e abilità comportamentali degli organismi viventi animali e umani, attraverso le esperienze effettuate nell’ambiente. Entro questa cornice concettuale, si afferma che un soggetto ha appreso in modo significativo quando è possibile osservare manifestazioni del suo comportamento tali da attestare un cambiamento nella capacità di operare nell’ambiente.

Un tema da sempre oggetto di dibattito in ambito pedagogico, è quello dell’autonomia dell’apprendimento soggettivo o la sua dipendenza dall’insegnamento impartito. Nel primo caso, l’insegnamento è considerato un’occasione esterna per l’autoapprendimento soggettivo; nel secondo caso l’apprendimento è considerato come determinato da interventi e regole dell’insegnamento ricevuto. La ricerca più recente sulle leggi che regolano l’apprendimento ha portato a significative modificazioni della didattica basate su concetti quali stimolazione, rinforzo e feedback.

Le teorie che hanno determinato i maggiori cambiamenti nelle prospettive sull’apprendimento sono state quelle di ambito comportamentista , nate agli inizi del Novecento, che hanno prodotto il modello S-R (Stimolo-Risposta) per descrivere  l’apprendimento come insieme delle risposte agli stimoli cui veniva sottoposto il soggetto. Sarà lo psichiatra Viktor Frankl (1905-1997) a formulare il modello S-C-R (Stimolo-Comprensione-Risposta) adottato in Pedagogia per il Terzo Millennio.

 

Quali sono le tipologie di apprendimento?

La ricerca psicopedagogica distingue generalmente tre tipologie di apprendimento:

  • Apprendimento latente
  • Apprendimento formale o informale
  • Apprendimento esperienziale

 

L’apprendimento latente 

Si deve a Edward Tolman (1886-1959) la definizione di un apprendimento chiamato latente, in quanto avviene in assenza di un rinforzo o una ricompensa. La teoria di Tolman costituiva un avanzamento nella concezione dell’apprendimento, rispetto a quella basata sulla mera risposta a uno stimolo. Egli formulò il concetto di meta, o obiettivo, come motivazione dell’apprendimento, pur ammettendo che questo possa avvenire anche in assenza di uno scopo specifico e sempre in modo graduale.

L’apprendimento formale o informale

Nel caso di questa teoria, l’apprendimento viene distinto in: formale quando diretto verso un obiettivo specifico; informale quando risultato dell’interazione col contesto.

  • l’apprendimento formale è proprio di un ambiente strutturato e istituzionalizzato, come possono essere una scuola o un posto di lavoro.
  • l’apprendimento informale si realizza tipicamente nelle attività della vita quotidiana e viene a sua volta suddiviso in apprendimento esperienziale e apprendimento causale.

 

L’apprendimento esperienziale

Per quanto venga considerato una sottocategoria dell’apprendimento informale, l’apprendimento esperienziale è stato oggetto di uno sviluppo specifico a opera di David Kolb (1939-) nel corso degli anni Ottanta del Novecento. Kolb individuò quattro modalità di acquisizione o apprendimento:

1) esperienza concreta

2) riflessione

3) concettualizzazione astratta

4) sperimentazione attiva

Dal momento che individui diversi possono avere propensioni per stili di apprendimento diversi non solo tra loro, ma anche a secondo dei momenti e dei contesti,  un programma di didattico efficace dovrebbe includere tutte e quattro le modalità. Pertanto, ad esempio, un programma completo dovrebbe comprendere: trattazione di casi di studio per fare esperienza concreta; lezioni frontali per sviluppare capacità riflessiva; stimolando la concettualizzazione astratta attraverso il processo di  metacognizione, che vada poi a concretizzarsi in nella sperimentazione attiva con esercitazioni pratiche.

Secondo la teoria di Kolb, le quattro modalità sono consequenziali nel soggetto che apprende in un processo circolare.

 

Il punto di vista di Pedagogia per il Terzo Millennio

In PTM, l’apprendimento implica la mediazione (vedi Glossario: Mediazione), e viene inteso come frutto, in primo luogo, dell’interazione tra il discente e l’ambiente. Una mediazione efficace da parte dell’educatore è quella che produce per il discente uno spazio interno di auto-valutazione, il riscontro esteriore è finalizzato al potenziamento della competenza interiore.
Il processo di apprendimento viene inteso come flusso di valore delle capacità (saper fare) e del cambiamento, promuovendo differenti livelli di sviluppo dell’essere. Si tratta di un processo a spirale, che innesca l’espansione della capacità della mente di modificarsi continuamente in modo plastico, riorganizzando le sue rappresentazioni per consentire all’uomo di essere sempre pronto a rispondere alle richieste della vita.

Per approfondire:
P. Paoletti, Crescere nell’eccellenza, Armando Editore, 2008

 

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