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Incarnare le idee: la ricerca del RINED su come la consapevolezza corporea ci aiuta ad elaborare le idee

Come esseri umani viviamo costantemente in due mondi contemporaneamente, quello concreto e quello astratto. Potremmo dire che viviamo su una soglia dalla quale interagiamo ad ogni momento con queste due dimensioni facendole dialogare. Questo si riflette nel nostro linguaggio. Abbiamo concetti concreti, cioè che hanno un diretto corrispettivo nella materia, e concetti astratti, che non corrispondono ad oggetti materiali. Allo stesso tempo, la ricerca ci dimostra che anche i concetti apparentemente più astratti abitano il nostro corpo, sono specialmente connessi alla consapevolezza delle sensazioni interiori, la così detta interocezione.

La ricerca sull’interocezione è in pieno sviluppo in questi anni, perché si sta dimostrando determinante nel comprendere i meccanismi che guidano molti processi mentali, a partire dalla regolazione delle emozioni. Si è visto, infatti, che disturbi come l’ansia e la depressione sono spesso legati ad una disregolazione nella percezione dei segnali del corpo, poco percepiti o interpretati in eccesso. Da queste disregolazioni possono derivare difficoltà significative nella capacità di scelta.

È indispensabile allora comprendere come l’interocezione può essere educata ed allenata. In un processo di educazione globale possiamo comprendere l’allenamento a leggere i segnali del nostro corpo e gestire la relazione tra questi e i contenuti mentali. Possiamo osservarci e comprendere come spesso siano fastidi fisici – trovarci affamati in orari non abituali o altro – a metterci di cattivo umore e sollecitare pensieri non troppo luminosi. Possiamo scoprire in questi casi l’interdipendenza dei processi. Vedere come focalizzare certi pensieri può cambiare il nostro stato fisico e viceversa le sensazioni possono supportare gli stati mentali. L’essere umano è predisposto all’apprendimento di questa consapevolezza e del suo utilizzo, occorre fornire i giusti strumenti. Questi strumenti di consapevolezza di sé, quali ad esempio gli esercizi di meditazione, possono e devono essere forniti innanzitutto ai più giovani. Se, durante la crescita, l’individuo consolida una buona capacità di lettura e gestione dei segnali interni, ciò lo aiuterà ad affrontare le inevitabili sfide delle relazioni, del lavoro, della società, in modo in più efficace.

RINED – Research Institute for Neuroscience Education and Didactics, l’istituto di ricerca della Fondazione Paoletti, sta lavorando proprio sul tema dell’interocezione e in questi giorni partecipa al convegno internazionale “Embodied and situated language processing” 2022, a Lille, Francia.

Fabio Marson, ricercatore del RINED, presenterà nella conferenza internazionale gli ultimi risultati riguardanti gli effetti della permanenza in una camera di deprivazione sensoriale sulla comprensione delle parole. I risultati preliminari suggeriscono che aumentare l’ascolto dei nostri stati interni e del nostro corpo aumenterebbe a sua volta la capacità di elaborare il significato delle parole astratte attraverso le sensazioni corporee.

Dunque, per migliorare le nostre capacità, possiamo imparare a pensare non solo con la testa, ma con tutto il corpo!

Per maggiori informazioni sul convegno “Embodied and situated language processing”: https://embodiement.sciencesconf.org/

Per partecipare alla ricerca del RINED sull’interocezione: http://rined.institute/en/perceptual-deprivation-and-expectancy/

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