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informazione scientifica sui social

Salute: per un’informazione scientifica e affidabile, anche sui social

Fondazione Patrizio Paoletti lancia nel suo nuovo canale TikTok una linea editoriale di video-glossari per una corretta divulgazione agli adolescenti sui temi della salute mentale

I social media fanno ormai parte della nostra quotidianità: facilitano la connessione sociale, partecipano all’informazione e supportano le attività lavorative. Ma quando trattano di salute, sono sempre affidabili? Per quanto riguarda la salute mentale, da un lato i social stanno contribuendo ad abbattere il tabù della sofferenza psicologica, dall’altro alimentano l’infodemia digitale: un eccesso di informazioni non sempre di qualità che, paradossalmente, genera più confusione che consapevolezza. Per contribuire a diffondere una divulgazione scientifica di qualità che corre sui social e raggiungere ancora di più giovani e adolescenti, Fondazione Patrizio Paoletti rilancia il nuovo canale TikTok, comprensivo di un glossario che racconta i termini della salute mentale.

Il fenomeno della “Psicologia in pillole”

Secondo una recente inchiesta del Guardian, oltre il 50% dei contenuti più popolari sul benessere mentale contiene informazioni scientificamente infondate o fuorvianti. Il rischio dell’infodemia nell’ambito della salute non è solo la circolazione di fake news, ma quello di banalizzare la complessità. Video brevi e accattivanti possono spingere verso un’auto-diagnosi rapida. Per esempio, la descrizione di sintomi generici di ansia, ADHD o depressione possono condurre i giovanissimi a “etichettarsi”, senza il filtro critico di un professionista. Eppure, in Italia, oltre il 60% degli adolescenti si informa sulla salute mentale esclusivamente tramite social, spesso senza confrontarsi con adulti o esperti del settore.

Il rischio della spettacolizzazione

In un contesto di costante paragone con gli altri ed esposizione del mondo personale, anche il benessere psicologico sui social rischia di diventare performativo.

Da una parte, coach improvvisati o esempi autoproclamati di salute possono mettere in circolazione strategie di benessere discutibili o addirittura pericolose, dall’altra il dolore rischia di essere spettacolarizzato per accumulare like, trasformando la vulnerabilità in intrattenimento.

Tutto questo distorce la percezione dell’importanza della terapia e crea aspettative irrealistiche e fuorvianti, perché la vera cura di sé è un processo lento, profondo, a volte faticoso, che nasce in primis da un processo psicoeducativo e di autoconsapevolezza.

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Verso la consapevolezza digitale

Per proteggere il nostro equilibrio e quello dei più giovani, è fondamentale rieducarci al consumo critico delle informazioni. Tre semplici strategie possono esserci di grande aiuto:

  1. Verifica la fonte: chiediamoci sempre se l’autore è un professionista e divulgatore riconosciuto, che può ragionevolmente garantire l’affidabilità del contenuto della sua comunicazione.

  2. Sostituisci l’etichetta con la domanda: se un video può suggerire uno spunto di riflessione, non può mai sostituire una valutazione clinica. Valorizziamo quindi le informazioni che cogliamo dai social, per trasformarle sempre in una curiosità che ricerca risposte nei contesti adeguati e coi professionisti del settore.

  3. Educa al dubbio: insegniamo ai ragazzi che la complessità della mente umana non può essere ridotta a un hashtag virale, coltivando lo spirito critico e la capacità di giudizio.

Investire su un’educazione alla consapevolezza digitale è un passo fondamentale per coltivare una reale salute mentale, che supera gli specchi spesso distorti dei social per essere vera e concreta, nella vita reale.

L’impegno di Fondazione Patrizio Paoletti, anche sui social

In linea col suo portale di divulgazione e autoeducazione per una salute globale, Fondazione Patrizio Paoletti investe nella prevenzione con una divulgazione e comunicazione di qualità, scientificamente provata, anche sui social media. L’Ente rilancia oggi anche il suo nuovo canale TikTok, per parlare ancora più direttamente ai giovani, che spesso soffrono le maggiori criticità del nostro tempo, in termini di fragilità mentale e dipendenze comportamentali. Nel nuovo canale, uno spazio è dedicato al videoglossario, che esplora le parole più nuove e importanti del benessere psicologico, come brain rot e scrolling.

Fondazione Patrizio Paoletti continua a operare sui territori, nelle scuole e con le famiglie, con interventi di psicologia comunitaria e protocolli psicoeducativi, perché un algoritmo non potrà mai sostituire la profondità dell’incontro umano e professionale. Tuttavia, in particolare gli enti e operatori che si occupano di salute e divulgazione scientifica hanno oggi l’opportunità e la responsabilità di utilizzare adeguatamente le piattaforme social, per contribuire a espandere consapevolezza, conoscenza e salute, per il bene di tutta la comunità. Perché anche un buon clic può fare la differenza e la tecnologia, se utilizzata correttamente, può coltivare benessere e prosperità.

    Non temere mai di chiedere aiuto!

    Tutti i contenuti di divulgazione scientifica di Fondazione Patrizio Paoletti sono elaborati dalla nostra équipe interdisciplinare e non sostituiscono in alcun modo un intervento medico specialistico. Se pensi che tu o qualcuno a te vicino abbia bisogno dell'aiuto di un professionista della salute mentale, non esitare a rivolgerti ai centri territoriali e agli specialisti.



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Sitografia
  • https://it.euronews.com/next/2026/03/20/studio-la-disinformazione-sulla-salute-mentale-dilaga-sui-social
  • https://www.everyone4mentalhealth.it/disinformazione-su-tiktok-quando-i-consigli-per-la-mente-fanno-piu-male-che-bene/
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