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Educazione sessuale, tra scuola e famiglia

Il senso del crescere nell’intimità

Coltivare la salute è prendersi cura anche del benessere sessuale, che L’OMS descrive come uno stato non solo fisico, ma emotivo, mentale e sociale. L’UNESCO riconosce nella sessualità una via di realizzazione personale ed espressione di dignità. Secondo l’OMS, il diritto a un’educazione sessuale nasce già nell’infanzia. Insomma, di sesso ai ragazzi bisogna parlare. Ma come?

L’educazione alla sessualità rientra nella prevenzione per la salute mentale e fisica e nell’educazione alla cittadinanza. Comprende i temi dell’orientamento, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, contraccezione, rispetto, responsabilità e lotta alla violenza di genere. Intreccia anche il mondo degli affetti, trasmettendo il segreto del nascere e diventare adulti, con profonde connotazioni esistenziali. Per favorire l’armonia tra sessualità e affettività, l’approccio pedagogico deve andare di pari passo con l’educazione all’amore e alla compassione. Sempre centrale è l’affidabilità dei contenuti, accanto a un’efficace comunicazione. È fondamentale, quindi, educarsi ad educare, misurando precisione e delicatezza, autorevolezza ed empatia.

Chi ha il ruolo di garantire l’educazione sessuale? La famiglia e la scuola sono fondamentali per aiutare gli adolescenti a coltivare consapevolezza e autoregolazione emotiva, anche nella sfera intima. Nelle scuole, l’educazione sessuale è obbligatoria nella maggioranza degli stati europei, seppure in Italia la proposta del Ministro Valditara al riguardo resti ancora su base volontaria. In famiglia, per parlare di sesso a un figlio adolescente, per prima cosa, dobbiamo imparare ad ascoltare. Fondazione Patrizio Paoletti mette a disposizione l’edukit “Parlami, ti ascolto” per leggere i segnali di benessere negli adolescenti (puoi scaricarlo gratuitamente qui). Ricordiamo, poi, alcuni punti:

  • Sorridere dell’imbarazzo. Ammettere che un discorso è un po’ imbarazzante, ridendoci su, solleverà noi e anche i nostri ragazzi. La leggerezza non è superficialità.
  • Prima del primo appuntamento. Non aspettiamo l’uscita romantica, per affrontare il discorso, che altrimenti potrebbe suonare controllante o preoccupato.
  • Oltre la meccanica, il valore. Internet è un’enciclopedia di informazioni. Il gruppo dei pari la integra naturalmente. In famiglia, invece, trasmettiamo i valori, i significati e il senso del crescere, anche nell’intimità.
  • Gli spunti dei media. La scena nel film e la notizia al telegiornale possono essere spunti per parlare di sessualità in generale, proteggendo da un approccio troppo personale.
  • Oltre lo sguardo. A volte, affrontare certi argomenti è più facile senza guardarsi negli occhi. Proviamo a parlare, per esempio, in auto.
  • Felicità e salute. Nel parlare di sesso agli adolescenti, non concentriamoci solo sui pericoli, ma trasmettiamo la dimensione di bellezza e salute della sessualità.

In qualsiasi modo affrontiamo il discorso, ricordiamoci di riservare uno spazio alla dolcezza. Anche con questa, manifestiamo la nostra maturità e coltiviamo quella dei nostri ragazzi: in fondo, si sa, i frutti maturi sono dolci.

Bibliografia
  • Bortolotto, M. (2014). Educazione sessuale a scuola. Modelli pedagogici espliciti ed impliciti. Nuova Secondaria33(1), 12-37.
  • Educazione alla salute sessuale e riproduttiva: la guida UNICEF-UNFPA per adolescenti e giovani (2022). https://www.unicef.it/media/educazione-alla-salute-sessuale-e-riproduttiva-la-guida-unicef-unfpa-per-i-giovani/
  • Lozupone, E. (2015). Standard per l’educazione sessuale in Europa: un’analisi critica alla luce del pensiero montessoriano, dalla parte dei minori. MOMO MONDO MONTESSORI, 36-39.
  • Women, U. N., & UNICEF. (2018). International technical guidance on sexuality education: an evidence-informed approach. UNESCO Publishing.
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