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25 novembre: proteggere dalla violenza di genere con l’educazione

Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, il pensiero corre forte a Giulia Cecchettin, giovane vittima di un amore malato, che si unisce alle più di 100 donne che sono state uccise in Italia, dall’inizio dell’anno. Il problema è globale: al mondo una donna su tre è vittima di violenza, con un pericolo maggiore in presenza di emergenze umanitarie, limitazioni dei diritti e dell’accesso all’istruzione, con un gravissimo impatto sulla salute mentale e fisica.

L’esposizione alla violenza è precoce: un recente studio attesta che il 7% delle ragazze e il 5% dei ragazzi inglesi tra i 13 e i 17 anni è stato vittima di violenza sessuale, che dilaga anche sul web, dove il 26% degli intervistati ha assistito a scene violente contro donne e ragazzine. Il circolo vizioso del vedere, fare e subire violenza, che inghiotte gli adolescenti, si manifesta nel teen dating violence, che descrive le relazioni romantiche che tollerano l’aggressione e l’abuso, fra i più giovani. Questi tendono a confidarsi e denunciare poco, oltre a non essere sempre pienamente consapevoli di cosa sia la violenza: uno studio italiano testimonia che 1 ragazzo su 5 pensa che toccare le parti intime senza consenso non rappresenti una violenza e che questa, invece, possa essere provocata dall’abbigliamento o comportamento delle ragazze.

È necessario e urgente sradicare ogni forma di stigmatizzazione delle vittime e seminare la cultura del rispetto, investendo sull’educazione, il più potente mezzo di cambiamento: una svolta storica potrebbe giungere dalla nuova proposta del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che prevede l’introduzione dell’educazione relazionale nelle scuole, per riflettere sulla percezione di genere, sugli stereotipi e sul rispetto, attraverso gruppi di discussione e autoconsapevolezza. La formazione continua degli insegnanti sulle sfide ma anche sulle risorse dell’adolescenza gioca un ruolo cruciale, in grado di favorire l’empatia, l’autostima e la resilienza. I nostri progetti dedicati alle frontiere educative sono centrali per una diffusione capillare di un approccio all’infanzia, alla famiglia e alle relazioni più sano ed equilibrato, fondato su una pedagogia scientifica che tiene conto di emozioni e sentimenti. Attraverso la campagna Mai più soli possiamo sostenere insegnanti e genitori in un allenamento alla speranza, al miglioramento e alla prefigurazione.

La prevenzione passa anche sul filo del telefono: il numero 114 Emergenza Infanzia offre un servizio di tutela di bambini e adolescenti, mentre il 1522 è attivo 24 ore su 24 per garantire aiuto e sostegno a tutte le vittime di violenza. Attraverso il filo della relazione possiamo riconoscere, affrontare e infine sciogliere i nodi, per tessere le migliori e più felici versioni di noi, custodendo la vita e coltivando armonia.

 

Bibliografia
  • https://www.who.int/campaigns/16-days-of-activism-against-gender-based-violence/2023#:~:text=The%20global%2016%20Days%20of,th%20December%2C%20Human%20Rights%20Day
  • Children, violence and vulnerability 2023. The second annual Youth Endowment Fund report into young people’s experiences of violence. https://youthendowmentfund.org.uk/reports/children-violence-and-vulnerability-2023/
  • https://www.ipsos.com/it-it/violenza-adolescenti-italia-indagine-ipsos-actionaid
  • Divecha, D. (2017). Teenagers might have a problem with respect but it’s not the one you think. Developmental Science. https://www. developmentalscience. com.

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