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Adolescenti di oggi

Adolescenti di oggi: tempo libero impoverito, onlife e stereotipi di genere

Cosa vivono e cosa rischiano i nostri giovani. E come possiamo aiutarli

Gli adolescenti di oggi sono molto cambiati rispetto a quelli degli anni Duemila. La crescente digitalizzazione tende a prendere il posto di hobby e passatempi, che un tempo erano i preferiti, col rischio tuttavia di un impoverimento o appiattimento della vita sociale e culturale. Che impatto hanno le nuove abitudini dei giovani sul loro benessere?

Adolescenti: com’è cambiato il tempo libero

Il Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD ha condotto un’indagine sugli stili di vita degli adolescenti italiani, fotografando i cambiamenti intercorsi dal 2000 al 2025. Dai dati emerge che sono aumentati i viaggi per turismo e studio del 200%, rispetto al 2008, ma sembrano passate di moda diverse attività, come:

  • andare al cinema (passato dal 78,8% nel 2000 al 31,6% degli adolescenti nel 2025)
  • a un concerto (dal 23,5% al 7,5%)
  • a teatro (dal 28,7% al 23,4%)
  • a un evento sportivo (dal 55,7% al 19,4%)
  • a un evento locale, come sagre o fiere (dal 51,7% al 27,5%)
  • visitare mostre e musei (dal 48,9% al 31%)
  • leggere un libro (dal 48,9% al 15,1%)
  • suonare uno strumento musicale (dal 31,6% al 6.8%)

I grandi cambiamenti intercorsi in questi anni non sono imputabili solo all’uso pervasivo delle tecnologie digitali e dei social media, ma anche a fattori di tipo economico e sociale, andando fortemente a impattare sul ventaglio culturale ed esperienziale su cui possono contare i più giovani, col rischio anche di alimentare la povertà educativa.

Social media e benessere mentale

Il tempo libero di giovani e giovanissimi è invece sempre più caratterizzato dall’iperconnessione, che influisce sull’autostima e salute mentale.

Secondo le interviste di IARD, i social premiano soprattutto le idee vincenti per divenire virali (per il 32,1% del campione di ragazzi) e la bellezza (24,7%). Mentre la qualità dei consigli, in termini di utilità ed efficacia, peserebbe solo per il 15,5%, secondo i giovanissimi.

Dell’86,5% degli adolescenti che posta sui social, solo il 20% scarso afferma di non replicare l’esempio degli influencer, tracciando le dimensioni del rischio di alimentare fragilità e insicurezza. Queste procedono infatti anche dalla ricerca spasmodica della bellezza – spesso irraggiungibile, irrealistica e di facciata – che può condurci a mentire pur di mimare successo e perfezione, alimentando problematiche di relazione col proprio corpo vero e con la vita reale.

Cultura e stereotipi di genere

Nonostante le infinite possibilità di condivisione e anche cultura che offre la tecnologia, quando utilizzata in maniera consapevole e orientata, sono ancora diffusi in maniera preoccupante fra i giovanissimi gli stereotipi di genere. È quanto emerge dall’indagine del Gruppo di ricerca Mutamenti sociali, valutazione e metodi (MUSA) dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps).

I dati rilevano che il 62,3% dei 3mila studenti e studentesse quattordicenni intervistati ha dimostrato un’adesione medio-alta agli stereotipi, con un livello di stereotipia doppio fra i maschi. Resta diffusa la credenza che ruoli apicali e dirigenziali siano di competenza soprattutto maschile, mentre i lavori di cura e assistenza riguardino il genere femminile.

L’indagine fotografa una maggiore diffusione degli stereotipi in contesti di minore scolarizzazione, rimarcando il ruolo centrale dell’educazione per una necessaria evoluzione del pensiero condiviso, volta alla piena autodeterminazione, per la propria realizzazione e per il bene collettivo.

    Osservatorio Adolescenza

    OSSERVATORIO ADOLESCENZA

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Il dolore vero, dietro l’apparenza

Oltre il velo della bellezza patinata online, che pare non riesca neanche a smontare gli stereotipi di genere (o forse contribuisce addirittura a rafforzarli), secondo i dati IARD, gli adolescenti sarebbero invece profondamente preoccupati, soprattutto per la guerra (53,6%) e il degrado ambientale (48,7%), con una visione “grigia” che coinvolge il 62,4% dei ragazzi.

Le stime mondiali suggeriscono che circa un adolescente su sette soffre di disturbi mentali e quasi un intervistato su due nell’Unione Europea sperimenta un problema emotivo o psicosociale, come depressione o ansia.

I determinanti della salute mentale

Il nuovo documento “Insights into youth mental health and well-being: existing practices and new trends”, nato dalla partnership per la gioventù fra UE e il Consiglio d’Europa, mappa i determinanti della salute mentale giovanile.

La relazione cita i fattori socioeconomici, le crisi geopolitiche e ambientali, la qualità e accesso alle cure e, naturalmente, la trasformazione digitale e l’impatto pervasivo dei social media, ricordando che può aumentare il rischio di depressione, problemi del sonno e cyberbullismo, con una correlazione addirittura col rischio suicidario giovanile in America, secondo uno studio del 2017.

Per contenere il rischio digitale, diversi Paesi hanno già introdotto restrizioni per l’uso delle piattaforme da parte dei minori e anche l’Unione Europa sembra avviarsi verso regolamentazioni in questo senso, per proteggere la salute mentale dei più giovani.

Il rischio di autolesionismo

Il dolore che non trova risposta o conforto può aprire la pericolosa porta anche dell’autolesionismo, che diviene una strategia profondamente disfunzionale di autoregolazione emotiva, che cerca disperatamente uno sfogo alla tensione nel farsi del male. Le origini del fenomeno sarebbero da rintracciare nei rapporti tra vulnerabilità individuale e pressioni sociali, familiari e anche scolastiche, prendendo tuttavia in considerazione anche la componente più pericolosa della vita online o onlife.

Le dimensioni del fenomeno sono preoccupanti, con stime europee che ipotizzano il coinvolgimento di un ragazzino su 5, fra i 10 e i 19 anni. In Italia, negli ultimi dieci anni, si è registrato un aumento del 500% delle consulenze neuropsichiatriche al pronto soccorso all’Ospedale Bambino Gesù e l’autolesionismo è fra le prime cause di accesso al pronto soccorso pediatrico. Ed è necessario anche considerare che, nei casi più gravi, l’autolesionismo può tradursi addirittura in ideazione suicidaria.

La prevenzione è quindi una priorità di salute globale e pubblica, con la necessità di diffondere programmi di educazione socioaffettiva, diffondendo il valore protettivo di una sana socialità e superando lo stigma sul disagio psicologico.

L’impegno di Fondazione Patrizio Paoletti

Fondazione Patrizio Paoletti investe in programmi psicoeducativi nelle scuole, come Prefigurare il Futuro, per favorire lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali di tutta la comunità educante, e nei territori a più alto rischio sociale, attraverso i progetti di Oltre le Periferie, dove la psicologia comunitaria si integra a workshop che coinvolgono corpo, mente e dimensione affettiva dei partecipanti.

L’Ente sostiene parallelamente l’educazione alla sana socialità e al movimento fisico, con programmi specifici contro l’isolamento giovanile, in partnership con NIVEA Connect, e per la diffusione e valorizzazione dello sport quale strumento di crescita, anche tramite il progetto Sport per crescere, promosso insieme a Fondazione Niguarda.

Anche attraverso il suo portale di divulgazione scientifica ed autoeducazione, Fondazione Patrizio Paoletti investe nell’educazione a sani stili di vita quale prima prevenzione e riconoscendo nella consapevolezza il primo vero passo verso una salute globale, che intreccia dimensione personale e sociale, chiamandoci alla responsabilità delle nostre scelte quotidiane, per il bene nostro, dei nostri giovani e della società, di oggi e di domani.



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Sitografia
  • https://sapere.virgilio.it/scuola/mondo-scuola/cosa-fanno-i-giovani-nel-tempo-libero-il-confronto-col-2000
  • https://www.orizzontescuola.it/adolescenti-e-social-la-ricetta-del-successo-idee-virali-321-e-aspetto-fisico-battono-i-contenuti-utili-solo-il-15-cerca-consigli/
  • https://laboratorioadolescenzamagazine.org/3333/
  • https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-14165/aumentano-gli-stereotipi-di-genere-tra-gli-adolescenti
  • https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/autolesionismo-degli-adolescenti-lepidemia-silenziosa_103445
  • https://www.portaledeigiovani.it/notizie/nuove-tendenze-e-pratiche-sulla-salute-mentale-e-il-benessere-dei-giovani-europa
  • https://youth.europa.eu/news/new-trends-and-practices-youth-mental-health-and-well-being-across-europe_it
  • https://edoc.coe.int/fr/les-jeunes-en-europe/12397-insights-into-youth-mental-health-and-well-being-existing-practices-and-new-trends.html
  • https://www.ilsole24ore.com/art/ue-prepara-nuove-linee-guida-limitare-l-impatto-social-media-minori-AI6VbpDC
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