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determinanti della salute globale

I determinanti della salute globale: accesso e qualità dei servizi di cura

L’importanza di un sistema equo e accessibile, anche per la salute mentale

L’accessibilità e la qualità dei servizi di cura sono determinanti cruciali per la salute globale. Questi non riguardano solamente l’ambito sanitario, ma coinvolgono questioni educative, sociali e psicologiche, con conseguenze che rischiano di attraversare le generazioni. Anche attraverso meccanismi di genomica sociale.

La salute globale e il modello bio-psico-sociale

La scienza contemporanea ha abbandonato da tempo la visione riduzionistica della malattia come semplice disfunzione biologica. Il modello bio-psico-sociale, oggi universalmente riconosciuto, suggerisce che la salute è il risultato dell’interazione continua tra fattori biologici, psicologici e sociali.

Il concetto di salute globale fa riferimento alla stessa definizione della salute che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto nel 1948, non una semplice assenza di malattia, ma “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”.

Questa definizione, straordinariamente attuale, implica che occuparsi della salute di una persona significa prendersi cura del corpo, della mente, delle relazioni e del contesto in cui vive. I servizi di cura non possono ignorare questa complessità, al fine di essere veramente efficaci.

Il divario nell’accesso alle cure

I numeri globali raccontano profondi disequilibri nell’accesso alle cure: il 75% delle persone che soffrono di disturbi mentali nei Paesi a basso e medio reddito non riceve trattamento. E il problema non riguarda solo i Paesi più poveri.

Una revisione pubblicata su The Lancet nel 2025 ha rilevato che anche nei Paesi ad alto reddito i cosiddetti “gap di trattamento” sono preoccupanti. In Europa, per esempio, un trattamento minimo adeguato per la depressione maggiore è garantito solo nel 10% dei casi in Bulgaria e fino al 35% in Germania e Repubblica Ceca. Il trattamento per l’ansia è invece garantito nel 7% dei casi in Bulgaria, fino a un massimo del 47% in Svezia. Mentre i gruppi emarginati – comprensivi di persone rifugiate, senzatetto o minoranze sessuali – hanno registrato divari più gravi, a volte superiori all’80%.

Anche l’Italia presenta importanti divari regionali. Per esempio sulle politiche per la salute mentale, con un allarme lanciato dall’Osservatorio Salutequità, che evidenzia una grave carenza di personale e di risorse.

Le barriere all’accesso sono molteplici e possono sommarsi fra loro: barriere economiche (il costo delle prestazioni), geografiche (distanza dai servizi, soprattutto nelle aree rurali), culturali (stigma, sfiducia nelle istituzioni, barriere linguistiche) e organizzative (liste d’attesa, frammentazione dei servizi, carenza di professionisti formati).


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Health literacy: l’importanza di conoscere per saper scegliere

Il concetto di health literacy – letteralmente “alfabetizzazione sanitaria” – indica la capacità di ottenere, comprendere e utilizzare informazioni relative alla salute, per prendere decisioni adeguate. Secondo un’indagine del 2012, che ha coinvolto 17 Paesi europei e un campione di più di 42mila persone, il 46% della popolazione adulta presenta livelli insufficienti o problematici di health literacy. E la percentuale è ancora più elevata in Italia, dove raggiunge il 58%.

Le implicazioni sono enormi: la scarsa alfabetizzazione sanitaria può portare ad accedere tardi ai servizi, a interrompere i trattamenti, a fraintendere le diagnosi o a fare un uso meno efficace delle cure disponibili, semplicemente perché non si sono ricevuti gli strumenti educativi necessari per prendersi cura della propria salute. E, se non si sono ricevuti questi strumenti, difficilmente si sarà in grado di trasmetterli ai giovani, perpetuando per esempio stili di vita nocivi per il nostro benessere, che possono attraversare le generazioni tramite meccanismi epigenetici.

L’approccio psicopedagogico riconosce che la promozione della salute non possa prescindere dall’educazione, che è la prima prevenzione: essenziale nelle scuole, comunità, famiglie e luoghi di lavoro. Costruire competenze di cura di sé fin dall’infanzia significa ridurre le barriere invisibili all’accesso ai servizi nel lungo periodo.

Verso servizi di cura più equi e accessibili: cosa possiamo fare

Cambiare i sistemi di cura, rendendoli sempre più equi, di qualità e accessibili, è un compito complesso, che richiede azioni a più livelli: politico, istituzionale, comunitario, ma anche individuale.

  • A livello politico e istituzionale è necessario aumentare il finanziamento alla salute mentale, ridurre i tempi di attesa, formare più professionisti, distribuirli equamente sul territorio, ma anche lavorare sul superamento dello stigma, che spesso rappresenta il primo ostacolo al benessere.
  • A livello comunitario è fondamentale promuovere reti di supporto informale, valorizzare il ruolo dei mediatori culturali, sostenere le associazioni sui territori. Un ruolo importante è giocato dalla psicologia comunitaria, che arriva alla persona e ai gruppi, con una prospettiva preventiva e trasformativa. Fondazione Patrizio Paoletti implementa interventi specifici di psicologia di comunità nei suoi programmi di Oltre le Periferie, dedicati ai territori nazionali più a rischio.
  • A livello individuale ed educativo risulta necessario coltivare l’autoconsapevolezza emotiva, imparando a riconoscere precocemente i segnali di disagio in sé e negli altri, superando la cultura della solitudine e del “devo farcela da solo”.

Nella strada verso una salute equa, è importante ricordarsi che prendersi cura di sé è sempre un atto di responsabilità, anche verso la comunità, e non di debolezza. L’alfabetizzazione emotiva e l’allenamento delle competenze interiori sono elementi essenziali per costruire una rete di salute sostenibile che passa anche attraverso le risorse e le scelte individuali, per coltivare un futuro più equo e prospero per tutti.

    Non temere mai di chiedere aiuto!

    Tutti i contenuti di divulgazione scientifica di Fondazione Patrizio Paoletti sono elaborati dalla nostra équipe interdisciplinare e non sostituiscono in alcun modo un intervento medico specialistico. Se pensi che tu o qualcuno a te vicino abbia bisogno dell'aiuto di un professionista della salute mentale, non esitare a rivolgerti ai centri territoriali e agli specialisti.



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Bibliografia
  • Ausserhofer, D., Barbieri, V., Lombardo, S., Gärtner, T., Eisendle, K., Piccoliori, G., Engl, A., & Wiedermann, C. J. (2025). Health Literacy Gaps Across Language Groups: A Population-Based Assessment in Alto Adige/South Tyrol, Italy. European journal of investigation in health, psychology and education15(8), 153. https://doi.org/10.3390/ejihpe15080153
  • Barbui, C., Alonso, J., Chisholm, D., Evans-Lacko, S., Keynejad, R. C., Lazeri, L., … & Gastaldon, C. (2025). Mental health service coverage and gaps among adults in Europe: a systematic review. The Lancet Regional Health–Europe57.
Sitografia
  • https://www.epicentro.iss.it/passi/pdf2022/2017-2020_Salute%20Mentale_DEFINITIVO.pdf
  • https://www.cuore.iss.it/progetti/health-literacy/
  • https://www.saluteinternazionale.info/2022/10/health-literacy-in-europa/?pdf=20420
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