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Riconoscere il decadimento cognitivo lieve

Come riconoscere il decadimento cognitivo lieve?

L’importanza dell’autonomia e di proteggere il cervello con sani stili di vita

Il decadimento cognitivo lieve (MCI) si riferisce allo stato di transizione tra i cambiamenti cognitivi del normale invecchiamento e la demenza molto precoce. Più precisamente, il decadimento cognitivo lieve è una sindrome definita come un declino cognitivo superiore a quello atteso per l’età e il livello di istruzione di un individuo, ma che non interferisce in modo significativo con le attività della vita quotidiana. Si distingue quindi dalla demenza, in cui i deficit cognitivi sono più gravi e diffusi e hanno un effetto sostanziale sulle funzioni quotidiane.

La Global Deterioration Scale

Decadimento cognitivo lieveIl termine decadimento cognitivo lieve è stato utilizzato per la prima volta nella GDS Global Deterioration Scale, una scala che identifica sette stadi clinici, di cui quattro vanno dalla normalità alla demenza lieve. Gli individui allo stadio 1 della GDS sono privi di deficit clinici soggettivi e oggettivi.

Il decadimento cognitivo lieve è associato allo stadio 3 della scala. In questo stadio, le persone presentano deficit lievi nella cognizione e possono avere una certa compromissione del funzionamento esecutivo, che influisce sulle attività occupazionali e sociali complesse.

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Il decadimento cognitivo lieve amnestico

Il decadimento cognitivo lieveIl decadimento cognitivo lieve può essere accompagnato anche da disturbi e deficit della memoria. Si parla, in questo caso, di decadimento cognitivo lieve amnestico. Questo ha dimostrato di essere correlato a un rischio elevato di progressione verso la demenza, in particolare quella di tipo Alzheimer.

Nonostante sia una condizione molto importante da monitorare, l’effetto del decadimento cognitivo lieve sull’autonomia e sulla vita di tutti i giorni risulta relativamente minimo, se paragonato alla demenza. È comunque vero che non stiamo parlando di “invecchiamento sano” e che il decadimento cognitivo lieve, specialmente quello con sintomi collegati alla memoria, è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di demenza e Alzheimer.

Come riconoscere il decadimento cognitivo lieve?

Gli anziani con decadimento cognitivo lieve possono manifestare problemi più spiccati di:

  • Memoria, per esempio dimenticando gli eventi recenti o ripetendo molte volte la stessa domanda;
  • Ragionamento o risoluzione dei problemi;
  • Attenzione e concentrazione;
  • Linguaggio, per esempio con la difficoltà di trovare le parole giuste per esprimersi;
  • Elaborazione visiva, come ad esempio per l’interpretazione corretta di un oggetto a tre dimensioni o per la valutazione di profondità e distanze;
  • Sfera emotiva, con sintomi possibili di depressione, apatia, irritabilità o ansia;
  • Sonno, con maggiori difficoltà ad addormentarsi o una sensazione di riposo non sufficiente.

Perché è importante riconoscerlo?

Riconoscere il decadimento cognitivo lieve è importante perché:

  • Aiuta a pianificare il futuro, dando la possibilità di scegliere opzioni terapeutiche e modalità di assistenza, anche insieme all’anziano, quando ancora le sue capacità cognitive sono preservate;
  • Favorisce il trattamento, con la possibilità di agire in modo mirato sugli stili di vita protettivi, come fare esercizio fisico e attività mentali stimolanti;
  • Riduce l’ansia e lo stigma, perché aumenta la comprensione, accettazione e la possibilità di mettere in atto strategie mirate per la gestione dei sintomi.

L’importanza degli stili di vita

Affrontando il naturale processo di invecchiamento e anche le sfumate difficoltà del decadimento cognitivo lieve, è fondamentale preservare il più possibile l’autonomia dell’anziano, che è un fattore fondamentale per la sua salute globale. Contribuire a proteggere il nostro cervello è possibile, adottando sani stili di vita, tra cui:

Fondazione Patrizio Paoletti punta sull’integrazione dei saperi e sull’interdisciplinarietà, per progetti a favore della salute del cervello, come AIDA Alzheimer patients Interaction through Digital and Arts, che intreccia ricerca clinica, museale, artistica e tecnologica per l’inclusione sociale di pazienti e caregiver. L’obiettivo è coltivare felicità, ottimismo e benessere, partendo da forti basi scientifiche e orientamento etico, per favorire la salute globale a tutte le età.

 

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Bibliografia
  • Gauthier, S., Reisberg, B., Zaudig, M., Petersen, R. C., Ritchie, K., Broich, K., … & Winblad, B. (2006). Mild cognitive impairment. The lancet, 367(9518), 1262-1270.
  • Petersen, R. C., & Negash, S. (2008). Mild cognitive impairment: an overview. CNS spectrums, 13(1), 45-53.
  • Reisberg, B., Ferris, S. H., De Leon, M. J., & Crook, T. (1982). The Global Deterioration Scale for assessment of primary degenerative dementia. The American journal of psychiatry, 139(9), 1136-1139.
  • https://cambridgecognition.com/6-reasons-to-detect-mild-cognitive-impairment/
  • https://neuraleffects.com/blog/mild-cognitive-impairment-signs/
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