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Benessere lavorativo in contesti educativi sfidanti: narrazione di un’esperienza di studio

Al fine di proteggere la salute degli operatori del sociale e garantire loro massima capacità educativa, ci si dovrebbe avvalere di uno spazio di pensiero condiviso e di confronto in cui analizzare e comprendere la complessità dei diversi contesti e i bisogni emergenti specifici di cui sono tenuti a farsi carico, progettando interventi adeguati. I professionisti delle relazioni d’aiuto operano in contesti mutevoli incontrando molteplici problematiche e la complessità di utenti con diversi livelli di consapevolezza, capacità progettuali e decisionali: la percezione di controllo sul proprio lavoro e la percezione di supporto sociale sono elementi cruciali da considerare negli interventi a sostegno degli operatori che lavorano con persone in difficoltà (Michie, 2002; Kristensen et al., 2005; Nieuwenhuijsen et al., 2010).

La creazione di un ambiente di apprendimento positivo e stabile, unita alla condivisione delle esperienze e all’analisi e la gestione dei fattori socio-culturali emergenti, permette una valutazione ottimale dei fattori psico-pedagogici individuali e contestuali che permettono agli educatori di poter diventare veri e propri tutori di resilienza sia in ambito strettamente educativo e formativo sia nel rafforzamento delle abilità socio-relazionali (Weare & Nind, 2011; Jeanes et al., 2009; Day, 2008; Simonot et al., 2008).

Nello specifico, training targettizzati su: abilità cognitive (decision making, problem solving, pensiero critico e pensiero creativo); abilità psicologiche (empatia, autoconsapevolezza, gestione delle emozioni e gestione dello stress); abilità relazionali (comunicazione efficace e capacità di relazioni interpersonali) sono risultati efficaci per implementare le capacità degli operatori, soprattutto quelli che operano in contesti sfidanti (Gelana & Hindeya, 2014; Champe et al., 2013; Hülsheger et al., 2013; Newsome et al., 2012; Lang, 2010).

Un esempio dell’efficacia di questi training in contesti sfidanti specifici, come può essere quello del circuito penale minorile, è presentato nello studio, che fa parte del programma “Prefigurare il Futuro” (creato dall’équipe di ricerca neuropsicopedagogica della Fondazione Patrizio Paoletti e realizzato con la collaborazione del Centro di Giustizia minorile della Campania e dell’Università degli Studi di Padova), condotto su due gruppi di educatori operanti nell’ambito penitenziario minorile. Il training è stato svolto nel pieno dell’emergenza pandemica, a cavallo tra il 2020 e il 2021 (Paoletti et al., 2022b; Paoletti et al., 2023).

I risultati emersi dalle risposte dei 54 educatori del circuito penale minorile campano che hanno partecipato al training basato sul “Modello Sferico della Coscienza” (Paoletti & Ben-Soussan, 2019) e declinato nel percorso tematico “Le 10 chiavi della resilienza” (Paoletti et al., 2022a), mostrano i livelli generali di resilienza misurati più che buoni, così come quelli relativi all’autoefficacia nella gestione delle emozioni e alle strategie di coping. In particolare, relativamente all’efficacia del training, i risultati evidenziano una crescita in termini di stile di coping votato all’attitudine positiva e il bilanciamento tra l’autoefficacia nella gestione delle emozioni positive e negative.

Concludendo, i risultati mostrano che educatori con alti livelli di autoefficacia nella gestione delle emozioni positive e negative, attitudine positiva e coping orientato al problema presentano un profilo altamente resiliente. Se partiamo dal presupposto che gli assunti di base del “Modello Sferico della Coscienza” lavorano sull’osservazione delle dinamiche automatiche di pensiero e comportamento, sulla gestione delle emozioni e sul potenziamento di una ri-significazione intenzionale e continua delle esperienze, possiamo ipotizzare che questi tipi di training siano efficaci per mantenere e implementare il livello di efficacia e il benessere lavorativo degli operatori del sociale che operano in contesti altamente sfidanti.

 

Bibliografia

Champe, J., Okech, J. E. A., & Rubel, D. J. (2013). Emotion regulation: Processes, strategies, and applications to group work training and supervision. The Journal for Specialists in Group Work, 38(4), 349-368.

Day, C. (2008). Committed for life? Variations in teachers’ work, lives and effectiveness. Journal of educational change, 9(3), 243-260.

Gelana, G., & Hindeya, H. (2014). Correctional Education Teachers’ Teaching Competence and Use of Adult Learning Principles: Inmates and Teachers’ Views in Selected Correctional Institutions. Ethiopian Journal of Education and Sciences, 9(2), 83-98.

Hülsheger, U. R., Alberts, H. J., Feinholdt, A., & Lang, J. W. (2013). Benefits of mindfulness at work: the role of mindfulness in emotion regulation, emotional exhaustion, and job satisfaction. The Journal of applied psychology, 98(2), 310–325.

Jeanes, J., McDonald, J., & Simonot, M. (2009). Conflicting demands in prison education and the need for context-specific, specialist training for prison educators: an account of the work of the Initial Teacher Training project for teachers and instructors in London prisons and offender learning. Teaching in Lifelong Learning, 1(1), 16-20.

Kristensen, T. S., Hannerz, H., Høgh, A., & Borg, V. (2005). The Copenhagen Psychosocial Questionnaire-a tool for the assessment and improvement of the psychosocial work environment. Scandinavian journal of work, environment & health, 438-449.

Lang, N. C. (2010). Group work practice to advance social competence: A specialized methodology for social work. Columbia University Press.

Michie, S. (2002). Causes and management of stress at work. Occupational and environmental medicine, 59(1), 67-72.

Newsome, S., Waldo, M., & Gruszka, C. (2012). Mindfulness group work: Preventing stress and increasing self-compassion among helping professionals in training. The Journal for Specialists in Group Work, 37(4), 297-311.

Nieuwenhuijsen, K., Bruinvels, D., & Frings-Dresen, M. (2010). Psychosocial work environment and stress-related disorders, a systematic review. Occupational medicine, 60(4), 277-286.

Paoletti, P., & Soussan, T. D. B. (2019). The sphere model of consciousness: from geometrical to neuro-psycho-educational perspectives. Logica Universalis, 13(3), 395-415.

Paoletti, P., Di Giuseppe, T., Lillo, C., Anella, S., & Santinelli, A. (2022a). Le Dieci Chiavi della Resilienza. https://fondazionepatriziopaoletti.org/10-chiavi-resilienza/

Paoletti, P., Di Giuseppe, T., Lillo, C., Serantoni, G., Perasso, G., Maculan, A., & Vianello, F. (2023). Training spherical resilience in educators of the juvenile justice system during pandemic. World Futures, 79(4), 507-524.

Paoletti, P., Di Giuseppe, T., Lillo, C., Serantoni, G., Perasso, G., Maculan, A., & Vianello, F. (2022b). La resilienza nel circuito penale minorile in tempi di pandemia: un’esperienza di studio e formazione basata sul modello sferico della coscienza su un gruppo di educatori. Narrare i gruppi, pagine-01.

Simonot, M., Jeanes, J., MacDonald, J., Nicholl, M., & Wilkinson, I. (2008). Initial teacher training project for teachers and instructors in prison and offender education. Consultabile presso: https://equalityanddiversity.net/docs/teachers-instructors-prison.pdf

Weare, K., & Nind, M. (2011). Mental health promotion and problem prevention in schools: what does the evidence say?. Health promotion international, 26(suppl_1), i29-i69.

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