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Benessere meditativo: la proposta di Fondazione Patrizio Paoletti

Fondazione Patrizio Paoletti promuove la meditazione e il silenzio quali vie di salute

Dalle origini della sua storia, la meditazione accompagna l’uomo a un allenamento mentale, che apre le porte al benessere psicofisico. La sua pratica è particolarmente preziosa nella policrisi che vive l’Europa e il mondo. Fondazione Patrizio Paoletti promuove la meditazione e il silenzio quali vie di salute, attraverso ricerche scientifiche, seminari e tavole rotonde specialistiche.

1. Storia della meditazione

L’origine e la nascita dell’arte della meditazione sono alquanto incerte. Tuttavia, è noto che la pratica meditativa è un’attività molto antica e, per scoprirne l’origine, è necessario addentrarsi molto in profondità nelle voragini della storia. Il termine sanscrito che più si avvicina al significato di “meditazione” è dhyāna: letteralmente “allenamento della mente” o “contemplazione”. È attestato nella cultura indiana già diversi secoli prima dell’Era cristiana. Nella Cina di duemilacinquecento anni fa, il filosofo Lao-Tze integrava nei suoi scritti i saperi sull’arte meditativa e la contemplazione del silenzio. Li possiamo apprezzare nella sua opera e testo fondante del taoismo, il Tao Te Ching. Le pratiche meditative zen, invece, presero piede nel Giappone del VII secolo d.C., diffuse dal monaco Dōshō, che studiò in Cina i principi del Buddismo. In tempi più recenti, diverse pratiche meditative prima maggiormente diffuse nel mondo orientale hanno trovato posto nella cultura globale. Sia attraverso la diffusione di tradizioni preesistenti, che con la secolarizzazione di quelle pratiche e il loro adattamento al linguaggio postmoderno, le pratiche meditative si dimostrano efficaci supporti per il benessere e per la regolazione emotiva.

2. Il benessere a rischio

Nell’epoca odierna, la meditazione sta avendo un ruolo sempre più centrale, anche a seguito delle allarmanti statistiche sulla salute della mente delle popolazioni.  I dati sul benessere mentale in Italia descrivono un quadro non molto rassicurante. Secondo una ricerca del Gruppo Axa, l’Italia e il Giappone contano il minor numero di persone che percepisce uno stato psicologico di benessere. L’indagine, condotta in sedici Paesi, ha evidenziato che le fasce della popolazione più fragili sono le donne e i giovani. Dal 2022 al 2023 la percentuale di italiani che ha accusato stress è salita di otto punti percentuali. L’Headway – Mental Health Index 2.0 è un rapporto che indaga le cause del malessere nella popolazione dell’Unione Europea e del Regno Unito. I suoi dati confermano l’andamento delle altre ricerche. Tra gli adolescenti, le problematiche maggiori sono costituite da ansia (28%), depressione (23%), solitudine (5%), stress (5%) e paura (5%). Tuttavia, non si tratta di un problema esclusivamente adolescenziale. Il rapporto evidenzia che anche il 20% della popolazione in età da lavoro è colpita da problemi di salute mentale. La crisi economica, la pandemia da Covid-19 e i conflitti militari in Europa hanno minato sicurezza e benessere delle popolazioni. La diffusione di strumenti efficaci e di facile applicazione per la regolazione emotiva ed il benessere si mostra oggi più che mai necessaria.

 


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3. La meditazione come risposta e risorsa

Fondazione Patrizio Paoletti, attraverso diverse iniziative, si prodiga per dare risalto alle pratiche meditative e tecniche affini, come strumenti di contrasto al crescente malessere psicologico. Tra le tecniche che mirano al miglioramento dell’attenzione e delle funzioni cognitive abbiamo il Quadrato Motor Training, ideato dal fondatore Patrizio Paoletti. Questa innovativa e originale tecnica di training motorio si traduce nell’esecuzione di specifici movimenti, in risposta a determinate istruzioni verbali. Le ricerche hanno dimostrato che tale tecnica migliora la capacità di elaborazione delle informazioni, la cognizione spaziale, la percezione temporale e le funzioni cognitive. La Fondazione è anche promotrice di I.C.O.N.S. (International Conference on the Neurophysiology of Silence), tavola rotonda partecipata da neuroscienziati, psicologi e filosofi di livello internazionale. Questi si confrontano sui temi della meditazione e del silenzio, attraverso un approccio multidisciplinare, per comprenderne i benefici psicofisici di queste pratiche e il loro utilizzo nell’educazione emozionale. Proprio sull’educazione emozionale si concentra il progetto Erasmus Plus EQstudents, che pone grande accento sulla dimensione dell’autoregolazione nei più giovani. Tale dimensione è caratterizzata dalla capacità dell’individuo di gestire i propri pensieri senza lasciarsi trascinare da essi, mantenendo pace e serenità mentale. Una capacità che trova efficace campo di allenamento nell’arte meditativa.

 


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