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Neuroplasticità
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ToggleNeuroplasticità: quanto può davvero cambiare il cervello?
Tre mesi per imparare a tenere in aria tre palline. Sembra un esercizio da giocolieri, eppure è diventato uno degli esperimenti più citati sulla neuroplasticità: nel 2004 (Draganski et al. 2004) un gruppo di ricercatori osservò, con la risonanza magneticaLa risonanza magnetica (RM) è una tecnica non invasiva di im... Leggi, cambiamenti transitori nella materia grigia di adulti che avevano imparato a fare juggling, soprattutto in aree coinvolte nell’elaborazione del movimento visivo. Quando l’allenamento si interruppe, parte di quelle modificazioni si ridusse. Il messaggio era potente: anche il cervello adultoLa parola adulto evoca immediatamente un’idea di maturità e ... Leggi conserva una capacità concreta di modificarsi in risposta all’esperienzaC’è una parola che usiamo ogni giorno senza davvero fermarci... Leggi.
Per neuroplasticità, o plasticità cerebraleIn ambito neuroscientifico, si intende con plasticità cerebr... Leggi, si intende proprio questa proprietà del sistema nervoso: cambiare organizzazione, connessioni e modalità di funzionamento in relazione a ciò che facciamo, impariamo, subiamo o ripetiamo. Il cambiamento può essere microscopico, come il rafforzamento di una sinapsiLa sinapsi è un termine utilizzato in neuroscienze per descr... Leggi, oppure coinvolgere circuiti più ampi, materia grigia, sostanza biancaLa sostanza bianca è una parte del sistema nervoso centrale ... Leggi e coordinamento tra regioni cerebrali.
La ricerca degli ultimi anni ha reso l’immagine ancora più dinamica. Nel 2026, alcuni studi longitudinali (Aye et al. 2026; Emmenegger et al. 2026) hanno rilevato modificazioni legate all’apprendimentoIl termine apprendimento - con i sinonimi imparare, assimila... Leggi anche nella sostanza bianca dopo un compito di equilibrio e durante la riabilitazione motoria di persone con lesione midollare. La plasticità, dunque, accompagna lo sviluppo, l’apprendimento e il recupero neurologico lungo tutto l’arco della vita, pur con intensità, tempi e limiti diversi a seconda dell’età, del circuito coinvolto e delle condizioni individuali. Il cervello cambia. La domanda interessante è: come?
Che cosa cambia nel cervello quando impariamo qualcosa di nuovo?
Imparare una lingua, correggere un gesto sportivo, orientarsi in una città sconosciuta o modificare una risposta emotiva non significa semplicemente “aggiungere informazioni”. Nel cervello, l’esperienza lascia tracce su scale diverse e con velocità diverse. Alcune durano poco, altre possono stabilizzarsi e contribuire a trasformazioni più persistenti.
- Cambiano le sinapsi. Le connessioni tra neuroni possono diventare più efficaci oppure indebolirsi. Meccanismi come il potenziamento e la depressioneLa depressione è un disturbo caratterizzato da una tristezza... Leggi a lungo termine modificano l’efficacia della trasmissione sinaptica e sono strettamente legati ai processi di apprendimento e memoriaLa memoria è una funzione cognitiva fondamentale che consist... Leggi. È uno dei punti di partenza della plasticità: l’attività modifica il modo in cui i neuroni comunicano.
- Si riorganizzano le reti. Con la pratica, un compito inizialmente lento e faticoso può essere sostenuto da una configurazione diversa delle reti cerebraliIl cervello umano è composto da miliardi di neuroni che inte... Leggi. Imparare significa anche distribuire diversamente il lavoro: cambiano le interazioni tra regioni, mentre alcune operazioni acquistano progressivamente automatismo. Studi di neuroimagingIl neuroimaging è una disciplina scientifica di grande rilev... Leggi hanno osservato questa riconfigurazione dinamica durante l’apprendimento.
- Può cambiare anche la struttura. Le modificazioni associate all’apprendimento riguardano materia grigia e sostanza bianca. Ricerche recenti sul training motorio suggeriscono che persino proprietà collegate alla mielinaLa mielina è una sostanza lipidica e proteica che riveste le... Leggi e all’organizzazione dei fasci di fibre possono modificarsi nell’arco di settimane.
- In alcune regioni possono comparire nuovi neuroni. È il punto più delicato. Neuroplasticità e neurogenesi non sono sinonimi. Tuttavia, recenti studi genomici (Dumitru et al. 2025; Disouki et al. 2026) hanno rafforzato l’evidenza della presenza di progenitori neurali e di traiettorie di sviluppo verso neuroni immaturi nell’ippocampoL'ippocampo è una parte del cervello che si trova nella regi... Leggi umano adulto. È un tassello importante, non la spiegazione universale della capacità del cervello di cambiare
Perché alcune esperienze ci cambiano più di altre?
Se bastasse ripetere qualcosa per trasformare il cervello in modo utile, studiare sarebbe facile e ogni cattiva abitudine sparirebbe dopo qualche tentativo. La plasticità è più selettiva. Risponde all’uso, certo, ma anche alla difficoltà del compito, alla continuità dell’esperienza e al tipo di apprendimento richiesto.
- La sfida deve produrre apprendimento. Nel celebre esperimento sul juggling, le modificazioni comparvero mentre i partecipanti acquisivano una capacità visuo-motoria nuova. Anche studi successivi su compiti di equilibrio hanno rilevato cambiamenti cerebrali durante l’acquisizione della competenza. Fare sempre ciò che sappiamo già fare mantiene un’abilità; affrontare un problemaQuando un problema cambia il modo in cui vediamo il mondo C’... Leggi che richiede nuove soluzioni sollecita maggiormente la riorganizzazione dei circuiti.
- La ripetizione conta, ma conta ciò che viene corretto. Un musicista che ripete cento volte lo stesso errore rischia di diventare molto bravo… a ripetere quell’errore. La pratica efficace contiene confronto con il risultato, aggiustamenti e nuove prove. Il cervello non registra passivamente un esercizio: l’apprendimento procede attraverso modificazioni successive e selezione delle strategie che funzionano.
- Il cervello si specializza in relazione alle richieste reali. Nei tassisti londinesi studiati da Eleanor Maguire e colleghi (Maguire et al. 2000), una lunga esperienza di navigazione urbana era associata a differenze nella struttura dell’ippocampo, regione fondamentale per la memoria spaziale. È importante dirlo: lo studio originario era correlazionale e, preso da solo, non dimostrava che guidare il taxi avesse provocato quelle differenze. Ha però aperto una linea di ricerca decisiva sul rapporto fra esperienza prolungata e organizzazione cerebrale.
La plasticità, insomma, ha una geografia. Non potenzia genericamente “il cervello”: tende a interessare soprattutto i sistemi realmente chiamati in causa.
La neuroplasticità fa sempre bene?
La parola “plasticità” suona positiva: flessibilità, crescita, possibilità di recupero. Biologicamente descrive però una capacità di adattamento e gli adattamenti possono anche accompagnare doloreIl dolore è un'esperienza sensoriale ed emotiva complessa, s... Leggi, dipendenze o perdita di una funzione. Questo è uno degli aspetti più interessanti – e meno raccontati – della neuroplasticità.
- Nel dolore cronico, cambiamenti persistenti nelle rappresentazioni corticali sono stati associati, per esempio, al dolore da arto fantasma. La relazione tra riorganizzazione della corteccia e intensità del dolore mostra quanto profondamente una condizione persistente possa coinvolgere i circuiti che elaborano le sensazioni corporee.
- Nelle dipendenze sono state documentate alterazioni cerebrali che coinvolgono anche regioni legate alla regolazione del comportamento. Anche i percorsi terapeutici possono accompagnarsi a modificazioni misurabili nei circuiti cerebrali coinvolti nel controllo del comportamento, nella regolazione emotiva e nella risposta al desiderioIl desiderio è una delle forze più potenti e ambivalenti del... Leggi compulsivo, mostrando come la plasticità possa entrare in giocoIl gioco non è solo un'attività di svago, ma un elemento fon... Leggi anche nei processi di recupero dalle dipendenze.
- Dopo una lesione o una perdita sensoriale le mappe corticali possono modificarsi. Questa riorganizzazione può favorire strategie compensative oppure associarsi a fenomeni problematici, come alcune forme di dolore fantasma. La direzione del cambiamento dipende dal tipo di lesione e dall’esperienza successiva.
- Anche il disuso lascia una traccia. In persone costrette a immobilizzare un arto per alcune settimane sono state osservate modificazioni della corteccia motoriaLa corteccia motoria è una parte del cervello che si occupa ... Leggi e somatosensoriale associate alla riduzione del movimento. È un buon promemoria: il cervello risponde tanto a ciò che facciamo quanto, in certe condizioni, a ciò che smettiamo di fare.
- La specializzazione non equivale a un potenziamento globale. Le differenze osservate negli esperti – dai tassisti a chi acquisisce abilità motorie molto specifiche – tendono a riguardare sistemi direttamente collegati al compito praticato. Da qui la cautela verso formule commerciali come “allenare il cervello” senza precisare quale capacità dovrebbe migliorare e con quali prove.
Possiamo allenare la neuroplasticità senza inseguire false scorciatoie?
La promessa di “riprogrammare il cervello” vende bene sui social, ma la ricerca suggerisce qualcosa di più concreto e meno spettacolare. Non esiste un interruttore della neuroplasticità. Esistono esperienze e condizioni che possono favorire apprendimento, salute cerebrale e capacità di adattamento, con effetti diversi secondo età, stato di salute, intensità e continuità.
Muovere il corpo aiuta anche il cervello. Muoversi cambia anche il modo in cui il cervello lavora. Un’attività fisica regolare può sostenere memoria, attenzioneL'attenzione è un processo cognitivo complesso e multidimens... Leggi, controllo motorio e capacità di adattamento, favorendo modificazioni nei circuiti coinvolti in queste funzioni.
Il punto, però, non è immaginare il cervello come un muscolo che “cresce” automaticamente a ogni allenamento. Il movimento agisce attraverso una rete di processi: migliora la circolazione, influenza il metabolismoIl metabolismo è l'insieme dei processi biochimici che avven... Leggi, modula fattori neurotrofici e crea condizioni favorevoli alla plasticità. In altre parole, il corpo in movimento offre al cervello un ambiente biologico più adatto a cambiare.
Imparare qualcosa di difficile resta uno dei modi più diretti per sollecitare circuiti specifici. Un nuovo strumento musicale, una lingua, una sequenza motoria, un percorso riabilitativo o una competenza professionale richiedono attenzione, correzione dell’errore e pratica. Gli studi sul juggling, sull’equilibrio e sulla riabilitazione mostrano un principio comune: le modificazioni cerebrali diventano osservabili quando esiste un’esperienza sufficientemente intensa e specifica. Per scuole, luoghi di lavoro e servizi di curaLa parola "cura" appare semplice e quasi ovvia. Nel linguagg... Leggi è un’indicazione rilevante: progettare buone esperienze di apprendimento significa creare condizioni nelle quali persone e competenze possano evolvere.
Il cervello che resta aperto
La neuroplasticità ha cambiato il modo in cui pensiamo all’età adulta, alla riabilitazione, all’educazione e perfino all’identitàL’identità è una delle parole più usate – e meno comprese – ... Leggi. Numerose ricerche mostrano ormai che modificazioni funzionali e strutturali legate all’esperienza continuano ben oltre l’infanziaIl laboratorio silenzioso in cui prende forma la vita L’infa... Leggi. Sarebbe però altrettanto ingenuo trasformare questa scoperta nell’immagine di un organo infinitamente plasmabile. Età, storia individuale, condizioni biologiche, malattie e caratteristiche dei diversi circuiti rendono alcune trasformazioni molto più accessibili di altre. Proprio qui la plasticità cerebrale diventa interessante anche fuori dal laboratorio. Un insegnante che organizza occasioni di esercizio e feedback, un fisioterapista che costruisce una progressione motoria, una persona impegnata nel recupero da una dipendenzaLa dipendenza psicologica è una condizione in cui una person... Leggi, un adulto che impara a orientarsi in un ambiente nuovo stanno lavorando, ciascuno a modo proprio, con la stessa proprietà di fondo: il sistema nervoso registra l’esperienza e si modifica mentre la attraversa.
Le immagini cerebrali non ci dicono che ogni cambiamento sia possibile, né che basti “pensare positivo” per riscrivere i circuiti. Dicono qualcosa di più sobrio e, forse, più sorprendente: la nostra biologia conserva margini di revisione. Il cervello adulto assomiglia meno a un edificio terminato che a una città continuamente manutenuta. Alcune strade diventano più veloci perché le percorriamo ogni giorno; altre si restringono, altre ancora compaiono quando una nuova esigenza ci costringe a cercare un passaggio. E la mappa, per quanto stabile possa sembrare, continua a essere aggiornata.
- Aye, N., Kaufmann, J., Heinze, H. J., Düzel, E., Ziegler, G., Taubert, M., & Lehmann, N. (2026). Motor learning induces myelin-related white matter changes revealed by MRI-based in vivo histology. Communications biology, 9(1), 380.
- Draganski, B., Gaser, C., Busch, V., Schuierer, G., Bogdahn, U., & May, A. (2004). Changes in grey matter induced by training. Nature, 427(6972), 311-312.
- Disouky, A., Sanborn, M. A., Sabitha, K. R., Mostafa, M. M., Ayala, I. A., Bennett, D. A., … & Lazarov, O. (2026). Human hippocampal neurogenesis in adulthood, ageing and Alzheimer’s disease. Nature, 652(8112), 1264-1273.
- Dumitru, I., Paterlini, M., Zamboni, M., Ziegenhain, C., Giatrellis, S., Saghaleyni, R., … & Frisén, J. (2025). Identification of proliferating neural progenitors in the adult human hippocampus. Science, 389(6755), 58-63.
- Emmenegger, T. M., David, G., Mohammadi, S., Ziegler, G., Callaghan, M. F., Thompson, A., … & Freund, P. (2026). Neuronal plasticity during motor rehabilitation training after spinal cord injury. Communications biology, 9(1), 561.
- Erickson, K. I., Voss, M. W., Prakash, R. S., Basak, C., Szabo, A., Chaddock, L., … & Kramer, A. F. (2011). Exercise training increases size of hippocampus and improves memory. Proceedings of the national academy of sciences, 108(7), 3017-3022.
- Maguire, E. A., Gadian, D. G., Johnsrude, I. S., Good, C. D., Ashburner, J., Frackowiak, R. S., & Frith, C. D. (2000). Navigation-related structural change in the hippocampi of taxi drivers. Proceedings of the National Academy of Sciences, 97(8), 4398-4403.
- Scholz, J., Klein, M. C., Behrens, T. E., & Johansen-Berg, H. (2009). Training induces changes in white-matter architecture. Nature neuroscience, 12(11), 1370-1371.
- https://www.treccani.it/enciclopedia/plasticita-cerebrale_%28Dizionario-di-Medicina%29/ Consultato ad agosto 2026
- https://www.auxologico.it/mantenere-giovane-cervello Consultato ad agosto 2026
- https://www.stateofmind.it/neuroplasticita/ Consultato ad agosto 2026
- https://health.clevelandclinic.org/neuroplasticity Consultato ad agosto 2026
- https://www.verywellmind.com/what-is-brain-plasticity-2794886 Consultato ad agosto 2026
- https://www.health.harvard.edu/mind-and-mood/tips-to-leverage-neuroplasticity-to-maintain-cognitive-fitness-as-you-age Consultato ad agosto 2026
- Foto su Magnific
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