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Ripartire insieme è possibile. È iniziato il progetto “Prefigurare il futuro” per la comunità della Casa di reclusione di Padova

–   “Non pensavo che una cosa così importante e bella potesse essere organizzata proprio per noi”  –  “Mi sono sentito benvoluto, accettato e ho visto il mio futuro come possibile”  –  “ Questi argomenti sono utili per superare l’ansia e la solitudine”.

Sono alcune delle testimonianze dei detenuti della Casa di reclusione di Padova, quelle che descrivono nel miglior modo possibile la speranza, la fiducia e la forza che un progetto come “Prefigurare il futuro” può portare anche in contesto così difficile come quello del carcere.  È un percorso di educazione alla resilienza, che abbiamo appena inaugurato e che si svolgerà fino al 21 luglio per sostenere in questo lungo momento di emergenza l’intera comunità che opera in questo istituto carcerario. È ideato dalla Fondazione Patrizio Paoletti, promosso dalla direzione della Casa di reclusione, realizzato dalla Fondazione in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova e co-finanziato dalla Fondazione Mediolanum Onlus.

Lo abbiamo presentato mercoledì 26 maggio in una conferenza d’apertura, cui hanno partecipato oltre 100 tra operatori, detenuti, agenti di polizia penitenziaria, volontari, insegnanti, assistenti sociali, studenti. Sono intervenuti Patrizio Paoletti, presidente della Fondazione, Mirella Gallinaro, Garante regionale dei diritti della persona del Veneto, Claudio Mazzeo, Direttore della casa di reclusione di Padova, Oscar di Montigny, Chief Innovability & Value Strategy Officer di Banca Mediolanum, Tania di Giuseppe, psicologa della Fondazione Patrizio Paoletti e responsabile del progetto; Francesca Vianello, Professore associato di Sociologia del diritto, della devianza e del mutamento sociale dell’Università di Padova.

La scientificità e la trasversalità sono due caratteristiche importanti e uniche di questo percorso formativo, la cui parola chiave è resilienza. È quella straordinaria capacità umana che permette di trasformare la difficoltà e l’incertezza in opportunità di conoscersi, crescere, diventare più consapevoli e capaci di progettare il futuro, con una ritrovata fiducia in se stessi e negli altri.

In un meraviglioso viaggio all’interno del cervello umano, offriremo ai partecipanti conoscenze pratiche e strumenti concreti per creare maggiore consapevolezza di se stessi, migliorare le relazioni interpersonali, diminuire lo stress e attivare risorse personali e d’insieme inaspettate.

“Le idee ci cambiano perché sono materia. – ha detto Patrizio Paoletti – Se incarnate, hanno il potere di trasformare la realtà e i contesti in cui viviamo. Ho la certezza che, grazie alle idee e agli strumenti che condivideremo, ciò accadrà anche nella comunità della Casa di reclusione di Padova.”.

Nucleo centrale del percorso sono le video lezioni sulle 10 chiavi della resilienza, un sunto su alcune delle più attuali scoperte scientifiche utili a risollevarsi da incertezza e stress, messe appunto dall’equiipe interdisciplinare della Fondazione Paoletti. La sensibilizzazione ai temi che riguardano le risorse positive interiori delle persone e la possibilità di utilizzare strumenti pratici per aumentare la capacità di generare contesti resilienti è centrale per tutti gli attori del cambiamento, tanto più in un contesto come quello della Casa di reclusione.

“In quest’anno di pandemia all’interno del carcere – ha sottolineato il direttore della Casa di reclusione, Claudio Mazzeo – abbiamo tutti vissuto momenti di difficoltà, dovuti anche all’ingresso del virus nell’istituto. Abbiamo voluto fortemente questo progetto per far sì che all’interno del carcere si possano sviluppare strategie in grado di ridurre le situazioni stressanti attivando processi di integrazione e collaborazione.”

Il progetto assume un particolare valore simbolico anche per il momento in cui lo abbiamo avviato. In un momento in cui l’Italia sembra poter finalmente ripartire, è importante fare tesoro di ciò che abbiamo tutti imparato in questa pandemia: nessuno può affrontare da solo le difficoltà. Ripartiremo solo mettendo a servizio degli altri la nostra parte migliore.

“Ripartenza è una parola che mi piace molto, perché prevede che le persone si mettano in marcia. – ha affermato Mirella Gallinaro – A farlo in questo progetto sarà la comunità intera e lo farà insieme. Mi auguro che questa esperienza, oltre a produrre frutti per la Casa di reclusione di Padova, possa essere un modello anche in altri istituti penitenziari, perché trovo che l’idea sia eccellente.”

Un ringraziamento speciale va a tutti i donatori della Fondazione Patrizio Paoletti, che rendono possibile la realizzazione di progetti di altissimo valore come questo.

RASSEGNA STAMPA CONFERENZA DI PRESENTAZIONE

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