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Corpo in movimento, mente che apprende

Percorsi formativi per operatori sociali tra arti circensi e sviluppo delle competenze interiori, l’innovativo approccio di Fondazione Patrizio Paoletti

Fondazione Patrizio Paoletti scommette da sempre su un’educazione che si fa contrasto alla povertà e all’isolamento sociale. E che diventa la prima forma di prevenzione alla violenza, rafforzamento della resilienza personale, promozione di sane relazioni interpersonali, educazione socio-affettiva e sostegno alle famiglie. Tra i vari strumenti educativi, quello del circo sociale è un prezioso alleato per un allenamento delle competenze interiori, fondamentali per perseguire una salute globale.

Il circo sociale come strumento educativo, con Fondazione Patrizio Paoletti

La quinta edizione del corso di Circo Sociale partita in ottobre 2024 prevede un percorso formativo annuale per insegnanti di circo, educatori ed educatrici che vogliano utilizzare le arti circensi a fini comunitari e sociali. Il programma è stato definito dal progetto AltroCirco, in collaborazione con i formatori del Cirque du Soleil e i pedagogisti di Fondazione Patrizio Paoletti, integrato con le più recenti esperienze formative del network europeo Caravan e con le competenze educative della Cooperativa Minotauro.

L’offerta formativa consente a chi opera nel settore educativo, artistico e circense di evolvere nella pratica, strutturare una metodologia consapevole e confrontarsi con nuovi orizzonti e modalità, per promuovere il circo come strumento di intervento e trasformazione sociale.

Movimento e strumenti psicopedagogici

 Corpo e mente
Corpo e mente

La collaborazione storica tra la FIX Formazione Italiana Circo Sociale e Fondazione Patrizio Paoletti si basa sulla necessità di formare operatori in grado di lavorare in contesti complessi, trasferendo loro efficaci contenuti e strumenti.

Fondazione Patrizio Paoletti ha formato in Italia e all’estero più di 20mila insegnanti ed educatori. Grazie al lavoro di ricerca neuro-psicopedagogica didattica, riesce a fornire strumenti operativi che fanno la differenza, in contesti ad alto rischio ed elevata marginalità sociale.

Gli studi sul Quadrato Motor Training dell’Istituto di Ricerca RINED di Fondazione Patrizio Paoletti hanno anche evidenziato importanti correlazioni tra le capacità e funzioni cognitive e l’allenamento di alcuni movimenti. Ormai sappiamo che muoversi, soprattutto in modo coordinato e realizzando attività complesse, come quelle previste dal Circo Sociale, aiuta bambini e ragazzi a sviluppare un’ampia gamma di capacità, che comprende sia abilità cognitive sia competenze relazionali e socioaffettive. Laddove i contesti sono più complessi, difficili, spesso caratterizzati dalla resistenza al cambiamento e un alto livello di povertà educativa, questi strumenti risultano ancora più importanti, perché rappresentano la disponibilità per questi bambini di uscire da un circuito di disagio e imboccare una nuova strada di autodeterminazione e felicità.

 


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Il circo sociale, tra gli strumenti psicoeducativi di Oltre le Periferie

Le arti circensi fanno parte dei diversi strumenti psicoeducativi scientificamente provati del progetto Oltre le Periferie, che includono:
  • workshop per lo sviluppo delle soft skills a scuola
  • laboratori educativi di circo sociale a Scampia, presso il Teatro Area Nord
  • laboratori coi genitori dei minori beneficiari della Scuola di Circo Corsaro
  • servizio di ascolto psicologico a Scampia
  • formazione pedagogica per i docenti dell’Istituto Comprensivo Virgilio IV e per l’équipe educativa
  • formazione sull’uso dell’intelligenza artificiale per i docenti dell’Istituto Comprensivo Virgilio IV
  • supervisione dei docenti dell’Istituto Comprensivo Virgilio IV e dell’équipe multidisciplinare di Circo Corsaro

Arte come mediazione e relazione, con Fondazione Patrizio Paoletti

Il modulo formativo del corso per diventare insegnanti di Circo Sociale, realizzato in co-conduzione dalla Fondazione Patrizio Paoletti e AltroCirco, ha introdotto la mediazione come metodologia per costruire relazioni di qualità con i propri beneficiari.

Si tratta di una pratica pedagogica che mette in luce le modalità relazionali capaci di favorire l’apprendimento e che, nella quotidianità educativa, si traduce in una vera e propria arte che attraverso la riflessione attiva apre le porte del dialogo, della presenza e della cura educativa

In particolare, sono state analizzate le differenti tipologie di beneficiari e contesti dei progetti di Circo sociale e le competenze cognitive e relazionali necessarie dell’operatore per comprendere e declinare il proprio agire nel contesto di riferimento. Il modulo è stato tenuto da Marco Benini, pedagogista e responsabile dei progetti socio-educativi di Fondazione Patrizio Paoletti, e Maria Teresa Cesaroni, direttrice artistica del progetto Circo Corsaro e formatrice internazionale in materia di Circo Sociale.

Obiettivi del modulo formativo

Gli obiettivi del modulo sono stati:
  • Contribuire a rigenerare la pratica educativa attraverso una riflessione pedagogica su cura e mediazioneattenzione (interna ed esterna) e capacità di comunicare.
  • Acquisire strumenti per il ri-orientamento personale e di gruppo in situazioni ad elevato contenuto di stress.
  • Approfondimento relativo alle differenti tipologie di beneficiari dei progetti di Circo Sociale.

Contenuti

I contenuti affrontati comprendono:
  • I beneficiari del Circo Sociale
  • Il quadro teorico di riferimento: la pedagogia ad oggi
  • Il ruolo informativo delle emozioni
  • Il corpo nella comunicazione
  • Le difficoltà nella pratica educativa: un ruolo fondamentale
  • Il luogo della sintesi, la riflessione pedagogica
  • Il luogo della mediazione, comunicare con efficacia: trasparenza e coerenza
  • Il senso di essere riferimento: comunicare la continua ricerca dell’equilibrio

Il valore pedagogico della mediazione

Marco Benini, pedagogista e responsabile dei progetti socio-educativi di Fondazione Patrizio Paoletti, commenta: È stato un vero piacere partecipare a questo modulo formativo dedicato al Circo Sociale, un ambito in cui corpo, relazione e consapevolezza si intrecciano e danno vita a esperienze educative profonde e trasformative – e sempre più necessarie per i beneficiari dei nostri progetti sociali.

Abbiamo messo al centro il valore pedagogico della mediazione, intesa come arte della relazione, della presenza e della cura. Abbiamo lavorato sull’importanza di creare spazi di riflessione capaci di restituire senso al nostro agire educativo e di rafforzarne l’impatto.

In un tempo segnato da continue urgenze e frammentazione, credo sia essenziale offrire strumenti che aiutino i nostri educatori a fare davvero la differenza nella vita dei ragazzi che incontrano. Lavorare in contesti complessi richiede sì competenze tecniche, ma soprattutto qualità interiori: attenzione, comprensione, capacità di dialogo, flessibilità cognitiva. Il percorso con il gruppo è stato intenso, partecipato, e ha confermato quanto sia forte e attuale il legame tra le arti circensi e lo sviluppo delle competenze interiori. Grazie di cuore a tutte e tutti i partecipanti per lo scambio autentico, l’ascolto e la profondità con cui hanno attraversato questo viaggio formativo.

Le testimonianze

Giocare ai margini e nell’equilibrio

Francesca MondinFrancesca Mondin, educatrice e pedagogista che sta partecipando al corso per diventare insegnante di Circo Sociale, testimonia l’impatto del modulo formativo con Fondazione Patrizio Paoletti: “L’ho trovato  trovato molto interessante per la riflessione che ha portato interiormente, nel creare uno spazio dove si entra un ascolto di quello che viviamo quotidianamente, anche nell’esperienza educativa, perché spesso gli educatori non hanno questo spazio di riflessione disteso. Quando si è educatori, spesso si è in emergenza. Questo spazio – disteso, senza fretta –  penso sia molto funzionale, un momento utile e di cui c’è bisogno. Parlo per me, ma ho osservato anche le altre persone. Anche chi magari non è abituato a stare nel foglio di carta a scrivere, ho visto che ha tratto un momento di sollievo, di riflessione, di diversi punti di vista e sguardi nuovi”. Francesca spiega le motivazioni che la spingono a diventare insegnante di Circo Sociale: “Lo sto facendo anche per unire il movimento, l’equilibrio, la gestione dello spazio e del corpo nell’ambito del contesto di apprendimento ed educativo. Soprattutto per operare nei contesti sociali marginali, perché vedo il circo come una cosa che aiuta a giocare nel margine, nell’equilibrio”.

Uno strumento espansivo e trasformativo

Stefania ForesiStefania Foresi, educatrice di comunità, sottolinea come il modulo formativo con Fondazione Patrizio Paoletti abbia una profonda capacità anche orientativa: È stato molto utile, mi è servito a fare poi un po’ il focus rispetto a quello che sono i miei obiettivi professionali e a ciò che posso fare di questa professione”. Stefania sottolinea l’importanza dello strumento circense in ambito psicoeducativo: “Si tratta di uno strumento che dialoga in maniera diversa con un’utenza che va dai 0 ai 99 anni, perché non c’è un’età per il Circo Sociale, non ci sono frontiere sotto questo aspetto. C’è un circo in cui tu puoi giocare anche senza parole, lo trovo espansivo, da un punto di vista educativo, trasformativo, per poter seminare nuovi mondi, per raggiungere sempre nuovi obiettivi, in una sfida quotidiana proprio su misura per sé. È uno strumento magico che incanta, attira l’attenzione e crea armonia”.

 

 

 

 

 


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