Benessere a 360°? Bisogna frequentare il silenzio. Il nostro studio su Frontiers

Che il rumore sia dannoso per la salute era emerso da uno studio dell’OMS, che nel 2011 aveva dimostrato che più di 3000 infarti ogni anno sono causati dall’inquinamento acustico. Recentemente molti ricercatori hanno dimostrato che anche i disturbi del sonno, alcune difficoltà d’apprendimento e di problem solving possono essere causati dalla frenesia acustica che caratterizza la società moderna. Proprio l’OMS in questi mesi di emergenza ha fortemente consigliato di “frequentare” maggiormente momenti di silenzio come la meditazione, definendola uno strumento prezioso per rafforzare le difese immunitarie e migliorare la salute psico-fisica.

È oggi lo studio della Fondazione Patrizio Paoletti pubblicato sulla rivista Frontiers a dare ulteriore scientificità a questo invito, che anche l’Unione Europea ha recentemente rivolto a tutti i suoi cittadini.

Lo studio, firmato dal presidente Patrizio Paoletti e da Tal Dotan Ben-Soussan, direttore dell’Istituto di Ricerca della Fondazione (RINED), spiega da un punto di vista neuroscientifico come il silenzio sia in grado di ripulire i sensi dalle continue sollecitazioni del mondo esterno, restituendo benessere alla nostra mente e al nostro corpo. Non solo, secondo le ricerche della Fondazione, la frequentazione di stati di silenzio è in grado di aiutarci a cambiare il nostro rapporto con le memorie, permettendoci di creare una nuova narrazione del passato e del presente, per focalizzare al meglio il futuro. Il silenzio si presenta, dunque, come uno straordinario toccasana per la mente, a patto di praticare con costanza e nel modo più neutro possibile.  Ma il silenzio di cui parlano i ricercatori della Fondazione non è semplicemente un “ambiente esteriore di silenzio”, cioè assenza di rumore proveniente dal mondo esterno.

Frequentare il silenzio significa interrompere anche per un solo minuto al giorno quel flusso di pensieri che talvolta non ci da tregua e che non ci permette di entrare in contatto con il nostro mondo interiore.

In questo senso, lo studio suggerisce che creare e frequentare con costanza un “ambiente interiore di silenzio” possa funzionare ancor meglio del “silenzio esteriore” per donarci benessere. Questo stato di silenzio infatti, alla portata di tutti grazie a pratiche come la meditazione, permette di rilassarci, prendere distanza dai nostri pensieri abituali, sospendere i giudizi e gestire le emozioni negative. In poche parole: ci connette con la nostra dimensione più profonda, la nostra auto-coscienza, rendendoci più consapevoli di noi stessi e più equilibrati nei nostri comportamenti.

In questi tempi di incertezza, allenarsi al rilassamento, ad un miglior contatto con se stessi, ad un’attenta lucidità è indispensabile per tutti noi. Lo è per iniziare concretamente ad amarci di più, prendendoci più cura di noi stessi dentro e fuori.

Fondazione Patrizio Paoletti pubblicherà tra pochissimi giorni, sempre sulla rivista internazionale Frontiers, due nuovi contributi relativi a una ricerca su 480 persone che ha dimostrato come una pratica costante del silenzio migliori la capacità degli individui di fare scelte più consapevoli e orientate al raggiungimento dei propri obiettivi.

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