Skip to main content

Ricerca: scoperte le cellule che alimentano le decisioni

Cosa rende una persona capace di prendere decisioni? Lo svela una ricerca tutta italiana dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano che ha individuato le cellule nel cervello che regolano la nostra capacità di decidere. Ma qual è l’importanza delle decisioni nella nostra vita?

Prendere decisioni cambia la nostra percezione del mondo: abbiamo la sensazione di trovare soluzioni ai problemi e questo ha un effetto calmante sul sistema limbico, sempre impegnato a darci l’allerta quando percepiamo situazioni che potrebbero metterci in pericolo. Decidere ingaggia la nostra corteccia prefrontale e quei circuiti che ci aiutano a sentirci meglio. In particolare, la decisione riduce la preoccupazione e l’ansia, specialmente quando intorno a noi tutto sembra instabile.

Alla base delle decisioni vi è un meccanismo cognitivo complesso di cui, grazie alla ricerca neuroscientifica, negli ultimi anni sappiamo sempre di più, almeno a livello delle aree cerebrali coinvolte nell’azione di prendere decisioni. Gli studi in merito hanno rivelato quali parti del cervello si attivano quando pensiamo e decidiamo ma ancora poco è noto in merito alle cellule e alle molecole coinvolte nel nostro processo decisionale. Ma da oggi possediamo una consapevolezza in più su come funziona a livello biologico la nostra capacità di decidere.

Secondo i ricercatori dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano guidati da Gianvito Martino, neurologo, neuroscienziato e direttore scientifico dell’istituto, le cellule staminali periventricolari, situate intorno ai ventricoli cerebrali in cui scorre il liquido cerebrospinale che irrora e alimenta il cervello, secernono una proteina – IGFBPL1il cui ruolo è quello di ‘nutrire’ alcune cellule situate in una area cerebrale profonda denominata corpo striato. La mancanza di questa proteina sembrerebbe rendere meno capaci di decidere, ossia più indecisi. La scoperta potrebbe essere molto utile nella lotta alle malattie neurodegenerative.

La ricerca neuroscientifica e neurobiologica non è importante soltanto a fini terapeutici ma è fondamentale anche dal punto di vista pedagogico e sociale. Scoprire come funzionano i meccanismi alla base di alcuni comportamenti umani è di vitale importanza per tutti noi perché ci permette di acquisire maggiore consapevolezza nei confronti di noi stessi, delle nostre azioni e dell’impatto che hanno sugli altri.

Sempre a proposito delle decisioni, gli studi interdisciplinari che da anni la Fondazione Paoletti conduce sottolineano l’importanza dell’interconnessione tra aree cerebrali. La sincronizzazione neuronale è infatti associata a una maggiore consapevolezza di sé, la quale presenta molti vantaggi pratici tra cui, ad esempio, prendere decisioni più solide, come ha sottolineato di recente la psicologa Tasha Eurich nella Harvard Business Review. Possiamo quindi svolgere un ruolo attivo nell’allenare il nostro cervello a comportarsi in modo più “consapevole” impegnandoci in attività che facilitano una maggiore connessione o sincronizzazione neurale.

Bibliografia
  • Gallagher, S. (2000). Philosophical conceptions of the self: implications for cognitive science. Trends in cognitive sciences, 4(1), 14-21.
  • James, W. (1890/1950). The Principles of Psychology, Vol. 1. New York, NY: Dover.
  • Paoletti, P., & Ben-Soussan, T. D. (2020). Reflections on inner and outer silence and consciousness without contents according to the sphere model of consciousness. Frontiers in Psychology, 11, 1807
  • Paoletti, P., & Soussan, T. D. B. (2019). The Sphere Model of Consciousness: From Geometrical to Neuro-Psycho-Educational Perspectives. Logica Universalis, 13(3), 395-415.
  • Paoletti, P., Ben-Soussan, Emotional Intelligence, Identification, and Self-Awareness According to the Sphere Model of Consciousness. The Science of Emotional Intelligence, S. G. Taukeni (Ed.), Doi: 10.5772/intechopen.98209
  • Paoletti, P., Leshem, R., Pellegrino, M., & Ben-Soussan, T. D. (2022). Tackling the Electro-Topography of the Selves Through the Sphere Model of Consciousness. Frontiers in Psychology, 1534. Raffone, A., and Srinivasan, N. (2009). An adaptive workspace hypothesis about the neural correlates of consciousness: insights from neuroscience and meditation Prog. Brain Res. 176, 161–180. doi: 10.1016/S0079-6123(09)17620-3.
  • Srinivasan, N. (2007). Cognitive neuroscience of creativity: EEG based approaches. Methods, 42(1), 109-116.
  • Varela, F. J. (1996). Neurophenomenology: a methodological remedy for the hard J. Conscious. Stud. 3, 330–349.
  • Wittmann, M. (2009). The inner experience of time. Philosophical Transactions of the Royal Society B: Biological Sciences, 364(1525), 1955-1967.

Sii parte del cambiamento. Condividere responsabilmente contenuti è un gesto che significa sostenibilità

Iscriviti alla newsletter

NEWSLETTER GEN

Modulo per l'iscrizione alla newsletter FPP

Nome(Obbligatorio)
Email(Obbligatorio)
Privacy Policy(Obbligatorio)
Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.