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Estate: la filosofia della gioia

Tre strategie per contenere le “ombre estive”, godersi la stagione del Sole e il suo insegnamento

Già da qualche settimana l’estate si sentiva nell’aria: l’arrivo del caldo, la natura rigogliosa, i lunghi giorni da riempire di attività all’aperto con le persone che amiamo. Con l’arrivo dell’estate, non maturano solo i frutti sugli alberi, ma anche qualcosa dentro di noi. Portandoci una sensazione di leggerezza e un’apertura al divertimento, alla gioia e alla socialità. Capire le radici neurobiologiche della spensieratezza sotto il sole estivo ci permette di trasformare questa rinnovata vitalità in una risorsa di salute mentale per tutto l’anno. E, al contempo, comprendere anche le “ombre” emotive, che possono nascondersi sotto gli ombrelloni e come possiamo affrontarle consapevolmente e serenamente.

Neurobiologia del sole: la formula chimica del buonumore

Il motore principale della positività estiva è la luce. Il nostro cervello è un sistema fotosensibile, i cui ritmi biologici sono sintonizzati sui cicli solari.

Quando l’esposizione alla luce naturale aumenta, il sistema nervoso risponde attivando un vero e proprio “meteo interiore positivo”, correlato a:

  • Il picco della serotonina: la luce solare stimola la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore associato alla regolazione dell’umore, della serenità e del senso di appagamento. Studi di neuroimaging mostrano che i livelli di serotonina nel cervello sono direttamente proporzionali alle ore di luce quotidiane.

  • Il reset del cortisolo: le vacanze e il cambio di routine riducono l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, la “centrale di comando” dello stress. Il calo dei livelli di cortisolo nel sangue disinnesca lo stato di ipervigilanza cronica, a cui a volte, purtroppo, ci abituiamo nella routine quotidiana, permettendo finalmente alla nostra muscolatura di distendersi e alla mente di decelerare.

  • La ricarica di vitamina D: sintetizzata proprio grazie ai raggi UVB, la vitamina D agisce come un neurosteroide, proteggendo i neuroni e supportando la plasticità cerebrale, anche nelle aree deputate alla gestione delle emozioni.

Il valore psicopedagogico della mente libera

Dal punto di vista psicoeducativo, l’estate ci offre un insegnamento preziosissimo: fare tesoro di un tempo libero, vuoto. Durante l’anno, spesso siamo intrappolati in un flusso continuo di attenzione focalizzata e ricerca, a volte spasmodica, della performance.

In estate, può emergere addirittura una sana noia, che può essere l’anticamera della riflessione e della creatività, con momenti di inattività che permettono al cervello di attivare il Default Mode Network (DMN), la rete neurale del “pilota automatico” che si accende quando la mente vaga liberamente.

Questo vagabondaggio mentale non è affatto un tempo perso: è uno spazio in cui l’ippocampo può organizzare i ricordi a lungo termine e l’inconscio può risolvere problemi complessi, mentre ritroviamo la nostra coerenza narrativa. Sotto l’ombrellone o camminando in un bosco, non stiamo “facendo niente”, ma stiamo integrando la nostra identità.

La socialità estiva

L’estate modifica anche il nostro cervello sociale. Le serate all’aperto, la convivialità e la condivisione di spazi ricreativi favoriscono il rilascio di ossitocina, l’ormone dell’empatia e del legame.

Gli esseri umani si rigenerano attraverso la sincronizzazione sociale e la risonanza positiva. Condividere un tramonto, ridere attorno a un tavolo o fare un gioco di squadra in spiaggia attiva i neuroni specchio, riducendo l’ansia relazionale e abbassando le difese emotive.

L’estate diventa così un incubatore di sicurezza psicologica, dove è più facile mostrarci nella nostra autenticità e stringere legami sinceri, lontani dalle maschere performative della quotidianità lavorativa o scolastica.

Le ombre dell’estate

Se la luminosità stagionale tende a illuminare positivamente anche il nostro orizzonte emotivo, l’estate può portare con sé anche delle zone d’ombra.

La SAD estiva

Per alcune persone, l’aumento delle ore di luce e del calore può comportare il ritorno di una depressione stagionale, nota come SAD estiva, un Disturbo Affettivo Stagionale (Seasonal Affective Disorder), con sintomi quali:

  • stanchezza e apatia
  • umore negativo
  • ansia
  • sensi di colpa
  • disturbi del sonno, come insonnia o ipersonnia

L’eccesso di luce solare può in effetti alterare la produzione di melatonina, frammentando il sonno e innescando stati di irritabilità, ansia e agitazione. La SAD estiva può anche essere esacerbata da cambiamenti destabilizzanti nella routine quotidiana e dall’aumento delle temperature e dell’umidità, che hanno un effetto sul cervello, con potenziali scompensi funzionali.

Vuoto, disorientamento e iperattivazione compensativa

L’assenza o modifica dei ritmi prevedibili della nostra quotidianità può privare il cervello di quella stabilità cognitiva necessaria a regolare le emozioni, amplificando un senso di vuoto e di disorientamento.

In risposta al “vuoto” e all’arrivo della maggiore libertà, potremmo sperimentare una furia di fare tutto e velocemente, viaggiare ovunque e riempire i social di foto perfette, nel tentativo di colmare il vuoto e non perdere il prezioso tempo estivo, magari cadendo nella trappola insidiosa della FOMO, l’ansia di non perderci neanche un’occasione di divertimento.



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Confronto e ansia sociale

Il confronto digitale e anche corporeo, con l’abbigliamento più leggero e la famigerata “prova costume” (che invece sarebbe meglio fosse sempre e solo la semplice “gioia costume”), possono aumentare l’ansia sociale, soprattutto di fronte all’esposizione costante sui social media a corpi idealizzati e vacanze perfette. L’imperativo percepito del doverci divertire a tutti i costi rischia di portare a un’iperattivazione dell’amigdala, con conseguente senso di insicurezza e inadeguatezza.

La solitudine

Proprio nella stagione della gioia della relazione e della socialità, potremmo sperimentare solitudine e isolamento, se per qualsiasi motivo sentiamo di non poter partecipare pienamente alla “grande festa estiva”, per esempio, semplicemente, perché siamo anziani, oppure in un momento della vita che ci richiede un impegno differente, una dimensione di riposo o di riflessione.

I pericoli per gli adolescenti

I giovani, in particolare, possono risentire delle profonde modifiche alla quotidianità, correlate alla sospensione delle attività scolastiche, che possono tradursi in alterazioni del ritmo sonno/veglia e a un uso più intensivo dei social media, con esposizione a modelli spesso irrealistici o addirittura nocivi. Questo può contribuire ad esacerbare la fragilità psicologica, anche in relazione al rapporto col proprio corpo. Per la salute globale degli adolescenti, risulta quindi fondamentale moderare e regolare l’uso dei dispositivi digitali, per puntare invece su attività sportive all’aperto e condivise, per coltivare la fondamentale connessione sociale, concreta, non idealizzata e offline.

Tre passi per un’estate di benessere

Per goderci allora la stagione estiva in modo equilibrato e salutare, rispettoso della nostra unicità, possiamo provare ad applicare tre strategie:

1. Seguiamo il ritmo del nostro corpo

Assecondiamo il più possibile i segnali biologici del corpo. Se sentiamo che l’estate ci invita a svegliarci prima per godere di un’alba spettacolare oppure a concederci un riposino pomeridiano, proviamo a farlo senza sensi di colpa ma anche senza pressioni, se ne abbiamo la possibilità. Riconnetterci con i nostri ritmi circadiani naturali è un trattamento rigenerativo per il nostro sistema nervoso e ci riporta alla presenza del qui e ora, che è essenza della nostra salute.

2. Creiamo ancoraggi sensoriali positivi

Il cervello memorizza le emozioni anche attraverso i sensi. In estate possiamo essere piacevolmente attivati neurobiologicamente dal profumo della salsedine, il rumore delle cicale, il calore della sabbia, il sapore dolce di un frutto estivo. Quando ci troviamo in un momento di benessere, possiamo fermarci, chiudere gli occhi e assaporare intensamente quell’esperienza per una manciata di secondi o di minuti. Questo spazio-tempo che così creiamo ci aiuta a sedimentare un ricordo emotivo stabile, un vero e proprio ancoraggio, a cui la nostra corteccia prefrontale potrà attingere in futuro, magari in un pomeriggio nuvoloso di novembre. Imparare a godere pienamente del presente, in tutte le stagioni, è una vera e propria via di benessere, che ci ricorda l’opportunità di distillare la bellezza in tutti i giorni dell’anno e della nostra vita.

3. Pratichiamo una sana “JOMO” (Joy of Missing Out)

Possiamo scegliere intenzionalmente di rinunciare a qualcosa: non è necessario rispondere affermativamente a ogni invito, fotografare ogni piatto o panorama, essere presente a tutti gli eventi delle lunghe serate estive.

Possiamo invece scegliere consapevolmente quello che desideriamo di più e sperimentare la gioia di abitare la nostra esperienza senza il bisogno di saturarla di impegni e attività oppure di esibirla necessariamente e totalmente sui social media.

Un saggio passo per il nostro benessere è preservarci piuttosto preziosissimi momenti di pausa e di silenzio intenzionale, dove ascoltarci senza giudizio e accogliere tutto il ventaglio emotivo che può aprirsi sotto il sole, consapevoli che le emozioni sono bussole straordinarie di benessere e di orientamento, quando illuminate dalla luce calma della coscienza. Questo ci aiuterà a proteggerci dalla rincorsa cieca alla microgratificazione digitale e alla dopamina, dalla chimera della “perfetta estate”, nonché dal costante confronto digitale.

La JOMO è la gioia di capire e scegliere ciò che veramente ci fa felici, non per dovere di esserlo o di apparire tali: è la scoperta o riscoperta della nostra soggettiva, concreta, legittima, unica e irripetibile gioia estiva.

Cosa ci rende davvero felici?

L’estate come postura mentale

Sebbene innescate da fattori ambientali, le emozioni estive ci ricordano la bellezza e potenza di alleggerire il carico. Nonché la semplice constatazione che non siamo fatti per performare in modo incessante, ma per alternare in modo equilibrato attività e riposo, rumore a silenzio. Questo è un insegnamento da onorare sempre, tutto l’anno, non solo in estate.

Prenderci cura della nostra salute globale significa capire che la spensieratezza non deve essere un lusso da spiaggia, ma può essere una vera e propria postura mentale: una capacità di fare spazio, di guardare il mondo con curiosità e di ricordare che la presenza consapevole conta di più della produttività.

L’estate ci invita a ricordare che lei non è la sola stagione per il divertimento e per la gioia. E che, quindi, non occorre avere fretta di divertirci a tutti i costi e tutti i giorni. Ci invita a non fare del divertimento un obbligo, ma una possibilità durante tutto l’anno. A vivere con maggiore leggerezza, se possibile, dovunque siamo e in qualunque stagione della vita ci troviamo, dall’infanzia all’anzianità.

L’estate è un po’ una filosofia di vita, che non nasce in giugno per esaurirsi in settembre, ma matura nel cuore, dove c’è posto per tutte le stagioni e per tutte le emozioni. Consapevoli che siamo in un corpo e su un Pianeta in continuo movimento. E che, dietro alle nuvole, splende sempre il Sole, a cui giriamo attorno in una misteriosa e bellissima passeggiata celeste.

Bibliografia
  • Immordino-Yang, M. H., Christodoulou, J. A., & Singh, V. (2012). Rest is not idleness: Implications of the brain’s default mode for human development and education. Perspectives on psychological science7(4), 352-364.

  • Lambert, G. W., Reid, C., Kaye, D. M., Jennings, G. L., & Esler, M. D. (2002). Effect of sunlight and season on serotonin turnover in the brain. The Lancet360(9348), 1840-1842.

  • Lebedev, A. S., Shevlyakov, A. D., Ilyin, N. P., Galstyan, D. S., Golushko, N. I., & Kalueff, A. V. (2024). The Neurosteroid Hormone Vitamin D: Modern Prospects. Journal of Evolutionary Biochemistry and Physiology60(6), 2152-2171.

  • O’Neill, C. M., Kazantzidis, A., Ryan, M. J., Barber, N., Sempos, C. T., Durazo-Arvizu, R. A., … & Cashman, K. D. (2016). Seasonal changes in vitamin D-effective UVB availability in Europe and associations with population serum 25-hydroxyvitamin D. Nutrients8(9), 533.

  • Sari, M., & Yuniarti, E. (2023). The effect of Sun exposure on the effectiveness of the serotonin hormone: Literature review. Jurnal Biologi Tropis23(4), 91-97.

  • Wehr, T. A., Sack, D. A., & Rosenthal, N. E. (1987). Seasonal affective disorder with summer depression and winter hypomania. The American journal of psychiatry144(12), 1602-1603.

Sitografia
  • https://www.grupposandonato.it/news/2024/luglio/mal-estate-sintomi-cause
  • https://www.rainews.it/articoli/2026/06/la-fine-delle-lezioni-gli-adolescenti-puo-far-emergere-o-aggravare-fragilita-psicologiche-e0679ff3-e94d-429e-a754-63788bbe1373.html 
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