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Che cos’è la risonanza positiva?

Capacità di ascolto, connessione e reciprocità

La risonanza positiva è una percezione di connessione sociale e interpersonale, caratterizzata da una sensazione condivisa di positività, cura e interesse reciproco, nonché da una sincronia comportamentale, non verbale e persino biologica, che favorisce il senso di benessere e una migliore salute mentale. Una nuova ricerca la studia in relazione alla capacità di ascolto, confermando che l’ascolto attivo e di qualità è il primo passo per la risonanza e una comunicazione autentica e profonda. L’importante è che sia reciproco.

Un nuovo studio su ascolto, risonanza e connessione

Uno studio recentemente pubblicato su Nature ha indagato la relazione fra capacità di ascolto, connessione e risonanza positiva, analizzando alcune brevi conversazioni di persone che non si conoscevano fra loro. Lo studio ha coinvolto complessivamente 335 partecipanti, con l’approvazione delle procedure da parte del Comitato Etico Istituzionale dell’UNC-Chapel Hill.

I partecipanti alla ricerca sono stati coinvolti in un’esperienza di dialogo amichevole breve, suddivisi a coppie, fra persone sconosciute, per simulare il più possibile le conversazioni casuali che possono capitarci nella vita quotidiana. Nell’esperimento, la risonanza positiva è stata misurata, secondo consuetudine, attraverso percezioni auto-riportate e soprattutto indicatori comportamentali, che riflettono attenzione, comprensione e intenzione positiva.

Dai risultati emerge che l’ascolto di qualità reciproco è la chiave per favorire il senso di connessione e la risonanza positiva. Se solo uno dei due interlocutori cerca di offrire un ascolto attivo, la “magia” della connessione e della risonanza può non funzionare: serve reciprocità.

Educazione alla reciprocità

Lo studio pubblicato su Nature pone l’attenzione sull’importanza sia dell’ascolto attivo sia dell’educazione alla reciprocità e all’equilibrio, quali pilastri fondamentali per costruire relazioni autentiche e durature. Imparare fin da piccoli e sin da giovani che l’amicizia non è un pretendere o un dare in modo unilaterale, in una sorta di Love Bombing amicale, ma è uno scambio continuo ed equilibrato, aiuta a sviluppare autoconsapevolezza emotiva e rispetto per se stessi e per l’altra persona.

La reciprocità insegna che ogni relazione richiede impegno da entrambe le parti: ascoltare oltre che parlare, sostenere oltre che essere sostenuti, comprendere i bisogni altrui senza dimenticare i propri. Questa educazione aiuta a prevenire anche dinamiche tossiche, dove una persona offre tutto e l’altra prende soltanto, creando squilibri che generano risentimento, frustrazione e svalutazione.

Comprendere il valore della reciprocità significa imparare a riconoscere quando una relazione rischia di crescere sbilanciata e avere gli strumenti per comunicarlo, aggiustare la rotta e, se necessario, anche allontanarsi. Nei rapporti più intimi, come quelli amorosi, la reciprocità è cruciale: costruisce fiducia, alimenta l’intimità e crea quello spazio sicuro dove entrambi possono essere visti e anche vulnerabili, senza timore, per crescere e migliorare insieme.

Educare alla reciprocità significa formare individui capaci di relazioni mature e consapevoli, dove il dare e il ricevere si intrecciano naturalmente, in una danza che non è rigida né statica, ma in continuo movimento, evoluzione e armonia, in un legame che non svuota, ma nutre.

Come allenare l’ascolto attivo?

Possiamo allenare le nostre capacità di ascolto attivo, cercando di fare piccoli esercizi che poi, nel tempo, diventeranno naturalmente sane abitudini di comunicazione, per esempio:

  1. Riduciamo le distrazioni: quando ascoltiamo, cerchiamo di ridurre al minimo le distrazioni, come i controlli al cellulare, che possono trasformarsi in una vera e propria tecnoferenza;
  2. Manteniamo il contatto visivo: cerchiamo di guardare il nostro interlocutore negli occhi, per trasmettere interesse e presenza;
  3. Facciamo epoché: quello stato di sospensione del giudizio, che ci permette di aprirci autenticamente all’altro, senza controbattere, ma per capire;
  4. Non interrompiamo: cerchiamo di interrompere il meno possibile, per non inibire il flusso spontaneo dei pensieri e riflessioni dell’altro;
  5. Attendiamo prima di rispondere: non è detto che dobbiamo per forza rispondere subito, possiamo prenderci qualche attimo di silenzio, per riflettere, senza prepararci in anticipo la risposta;
  6. Proponiamo domande: offriamo uno spazio di maggiore approfondimento e comprensione, facendo domande interessate, pensate, anche aperte, che richiedano una risposta articolata, oltre un semplice sì o no;
  7. Ascoltiamo il silenzio: impariamo a prestare attenzione a tutti i messaggi non verbali, come i silenzi, i piccoli movimenti, le espressioni del volto, che spesso raccontano anche più delle parole.
  8. Riconosciamo le emozioni: cerchiamo di capire quali emozioni sta provando o abbia provato l’altro, per aiutarlo a riconoscerle a sua volta e nominalizzarle.

Mentre ci alleniamo, ricordiamoci sempre che il successo della connessione e la magia della risonanza positiva nasce dalla reciprocità, come suggerisce il nuovo studio su Nature: è un invito a metterci in gioco, con le nostre migliori competenze relazionali, e a scommettere al contempo sulle risorse e volontà dell’altra persona, che potrà venirci incontro, allineandosi sullo stesso “gioco” del benessere relazionale, che è un bisogno naturale e fondamentale per gli esseri umani e anche per molte creature animali, nonché un pilastro per la nostra salute globale.



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Fondazione Patrizio Paoletti per la socialità

Fondazione Patrizio Paoletti è in prima linea per favorire la connessione sociale e contrastare l’epidemia di solitudine che, nonostante la rivoluzione tecnologica, minaccia la nostra salute fisica e mentale. NIVEA e Fondazione Patrizio Paoletti hanno dato vita al progetto Insieme oltre l’isolamento – un modello integrato per il benessere mentale dei giovani, ideato per prevenire e contrastare l’isolamento sociale negli adolescenti, adottando un approccio multidisciplinare che combina neuroscienzepsicologia, pedagogia e didattica.

Favorire una sana, equilibrata e consapevole socialità, a scuola e in famiglia, è un’urgenza educativa, per costruire un futuro di salute, equità e rispetto.

 

Bibliografia
  • Major, B. C., Le Nguyen, K. D., Lundberg, K. B., & Fredrickson, B. L. (2018). Well-Being Correlates of Perceived Positivity Resonance: Evidence From Trait and Episode-Level Assessments. Personality & social psychology bulletin44(12), 1631–1647.
  • West, TN, Huston, S., Chandler, KR et al. Comportamenti di ascolto di alta qualità collegati alla connessione sociale tra estranei. Commun Psychol 3 , 165 (2025).

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