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Dispersione scolastica

Qual è la differenza tra abbandono scolastico e dispersione scolastica

La dispersione scolastica si riferisce alla situazione in cui un giovane non frequenta regolarmente la scuola o l’istituto di formazione. Come abbiamo chiarito nella relativa voce di glossario, ‘abbandono scolastico’ è diverso da ‘dispersione scolastica’, anche se i due termini vengono spesso usati in modo intercambiabile per riferirsi al fenomeno dell’uscita prematura dalla scuola. In generale, l’abbandono scolastico si riferisce all’interruzione definitiva degli studi da parte di un giovane, mentre   la dispersione scolastica è un fenomeno più ampio, di cui l’abbandono scolastico costituisce un caso limite.

 

Il fenomeno della dispersione scolastica

La dispersione scolastica è un fenomeno complesso che presenta molti aspetti:

– Assenza totale di istruzione anche nei primi anni: un fenomeno che è scomparso ormai all’inizio del secolo scorso nelle società avanzate, ma che persiste in alcune aree geografiche economicamente svantaggiate.

– Abbandono: interruzione spesso definitiva dei percorsi educativi (per maggiori dettagli vedi la voce ‘abbandono scolastico’ nel glossario).

– Ripetenza: coinvolge coloro che devono affrontare nuovamente lo stesso corso dopo averlo frequentato senza successo. Negli ultimi decenni, questa situazione ha interessato in misura minore la scuola primaria, in modo modesto ma significativo la prima fase dell’istruzione secondaria e in modo più consistente la fascia di istruzione superiore.

– Ritardo: interruzioni temporanee nella frequenza scolastica per varie ragioni o distacco dalla scuola per periodi determinati.

 

Quali sono le cause della dispersione scolastica?

Molti sono i fattori di rischio che possono portare alla dispersione scolastica, ma alcune tendenze chiave emergono quando si cerca di comprendere questo fenomeno:

– Fattori socioeconomici: uno dei principali fattori che contribuiscono alla dispersione scolastica è la situazione economica delle famiglie. Le famiglie a basso reddito spesso affrontano sfide finanziarie che rendono difficile per gli studenti proseguire gli studi. I costi associati all’istruzione, come i libri di testo, il trasporto e le spese scolastiche, possono diventare un ostacolo insormontabile.

– Ambiente familiare: un ambiente familiare instabile o disfunzionale può influire negativamente sulla partecipazione scolastica degli studenti. Problemi come il divorzio, la violenza domestica o la mancanza di supporto emotivo possono distrarre gli studenti e impedire loro di concentrarsi sugli studi.

– Problemi di salute e benessere: la salute fisica e mentale può avere un impatto significativo sulla partecipazione scolastica. Gli studenti che affrontano problemi di salute cronici, disabilità o disturbi mentali possono affrontare gravi difficoltà per rimanere a scuola e impegnarsi negli studi.

– Mancanza di motivazione: la mancanza di interesse o di scopo nell’ambiente scolastico può portare all’abbandono. Gli studenti hanno bisogno di sentirsi motivati e impegnati nelle loro attività educative per avere successo.

– Problemi di bullismo e discriminazione: il bullismo e la discriminazione creano un ambiente scolastico tossico, mettendo gli studenti in una situazione di disagio e ansia. Questi fattori possono portare al rifiuto della scuola come luogo sicuro e accogliente.

– Cattiva qualità dell’istruzione: la qualità dell’istruzione fornita da una scuola può influire sulla partecipazione degli studenti. Scuole con risorse limitate, insegnanti poco qualificati o programmi educativi non adeguati possono rendere l’apprendimento meno interessante e efficace.

– Pressioni sociali e culturali: in alcune comunità, le aspettative culturali o sociali spingono gli studenti a lavorare anziché a proseguire gli studi. Queste aspettative possono influenzare le decisioni degli studenti riguardo alla loro istruzione.

 

La situazione italiana

Il fenomeno della dispersione scolastica continua a rappresentare in Italia una sfida significativa. Di seguito sono riportati alcuni punti chiave sulla situazione italiana:

Tassi di dispersione scolastica: recenti dati, provenienti da Eurostat, dicono che nel 2021 il 12,7% dei giovani italiani tra i 18 e i 24 anni ha abbandonato precocemente la scuola, fermandosi alla licenza media. È un dato importante, considerata la media europea del 9,7%, che pone l’Italia agli ultimi posti della classifica europea. Le differenze sono legate al territorio, all’ambiente sociale di origine, al genere e alla cittadinanza. Ci sono dati diffusi dal MIUR, secondo cui a lasciare la scuola media e superiore sono soprattutto i maschi, gli alunni stranieri, i residenti nel Mezzogiorno e coloro che sono in ritardo scolastico.

Disparità regionali: le disparità nella dispersione scolastica sono marcate tra le diverse regioni italiane. Le regioni del sud, in particolare, hanno storicamente registrato tassi più elevati di abbandono scolastico rispetto al nord. Queste differenze possono essere attribuite a sfide socioeconomiche e culturali specifiche di alcune aree.

Obbligo scolastico: in Italia nel 2006 l’obbligo scolastico è stato esteso fino all’età di 16 anni, il che ha contribuito a ridurre il tasso di dispersione tra i giovani fino a questa età. Tuttavia, i tassi di dispersione aumentano significativamente tra i 16 e i 18 anni, quando l’obbligo scolastico cessa.

Disabilità e inclusione: la dispersione scolastica è un problema particolarmente rilevante per gli studenti con disabilità in Italia. La necessità di un’educazione inclusiva e di risorse adeguate per supportare questi studenti è un’area di particolare preoccupazione e lavoro.

Migrazione e dispersione: l’immigrazione è un fattore aggiuntivo che influenza la dispersione scolastica in Italia. Gli studenti immigrati affrontano sfide linguistiche e culturali che fanno aumentare il rischio di abbandono scolastico, se non vengono forniti adeguati programmi di integrazione e supporto.

 

Quali sono le conseguenze della dispersione scolastica?

L’insieme dei fenomeni di dispersione scolastica ha un impatto significativamente negativo sia sui costi pubblici dell’istruzione che sui bilanci familiari. Tuttavia, le conseguenze più rilevanti riguardano il contesto socioculturale e le prospettive di sviluppo economico dei paesi che soffrono a causa dell’inefficienza dei loro sistemi educativi. Questi sistemi sono i principali responsabili della difficoltà di aumentare i tassi di istruzione ai livelli più elevati possibili, una necessità sempre più pressante data l’influenza crescente della globalizzazione dei mercati.

 

Cosa fare per affrontare il problema della dispersione scolastica?

Per combattere o contenere quanto più possibile i fenomeni di dispersione scolastica quasi tutti i sistemi di istruzione hanno cercato di elaborare strategie più o meno mirate, comprendenti misure e opportunità di vario genere. Fra queste misure segnaliamo:

– Pratica dell’accoglienza: un insieme di iniziative (di informazione, primo orientamento, socializzazione) curate dalle istituzioni scolastiche e destinate a favorire l’inserimento di ragazzi o di giovani nelle strutture formative.

Individualizzazione dell’insegnamento: una misura definibile soltanto nel quadro di una programmazione didattica flessibile e qualificata.

– Istituto del tutorato: misura concepita nella prospettiva di facilitare e aiutare il percorso formativo degli allievi, eventualmente coinvolgendo nel processo anche le famiglie degli allievi in difficoltà.

 

Bibliografia
  • Albarea, R., Burelli, A., Zoletto, D. (2000). Aspetti della complessità in educazione, Kappa Vu, Udine
  • Drago, R. (2004). Dispersione, in Voci della scuola, a cura di G. Cerini, M. Spinosi, Napoli 2004, pp. 118-27.
  • Grammegna, D. A., & Giarrizzo, D. D. I. (2020). Original Paper Education and the Determinants of Early School Leaving in Campania, Journal of Education and Culture Studies, Vol. 4, No. 1, pp. 40-55
  • Presti, F. L., & Tafuri, D. (2020). Interpretare la diversità. La formazione per l’inclusione come argine della dispersione scolastica. Italian Jounal of Health Education, Sport and Inclusive Didactics, 4(1_Sup), pp. 15-23

 

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