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I determinanti della salute globale: gli stili di vita

Come lo stile di vita, i nostri comportamenti e le scelte quotidiane incidono sulla salute

I determinanti della salute globale sono quei fattori che influenzano lo stato di benessere della persona, delle comunità e delle popolazioni. Secondo il modello dell’Institute for the future (IFTF), il nostro stato di salute è condizionato principalmente dai comportamenti e stili di vita (50%), seguiti da fattori ambientali, compresa la componente sociale (20%), genetici (20%) e dall’assistenza sanitaria (10%). I nostri comportamenti quotidiani sono quindi decisivi per la nostra salute globale, fisica e mentale. Alimentazione, sport, natura, socialità, meditazione, equilibrio: scopriamo insieme come scegliere consapevolmente uno stile di vita sano e protettivo per il benessere.

La salute oggi

In un’epoca caratterizzata da iperconnessione, rivoluzioni scientifiche e tecnologiche, nonché ritmi accelerati, anche il concetto di salute si è profondamente evoluto. Già nel 1948 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva descritto la salute non come semplice assenza di malattia, ma come un completo stato di benessere, fisico, mentale e sociale.

Oggi la salute globale non è qualcosa che possiamo delegare semplicemente ai medici, ma è un vero e proprio processo attivo e partecipativo di costruzione di un benessere integrale e condiviso: una complessa architettura, con diverse componenti (mentale, fisica, sociale, esistenziale), di cui siamo in prima persona progettisti e responsabili.

Equilibrio e sostenibilità

La salute globale è in primis equilibrio: tra gli impegni, responsabilità, carichi e ambiti della nostra esistenza. Scegliere l’equilibrio significa mettere in discussione l’iperproduttività come virtù assoluta: fare di più, essere sempre reperibili, con obiettivi crescenti.

Il nostro corpo e la nostra mente hanno sempre bisogno di alternare lavoro e riposo, impegno e leggerezza. Scegliere l’equilibrio significa imparare anche a riconoscere i nostri limiti – fisici ed emotivi – rispettandoli prima che si traducano in segnali di allarme e di disagio, imparando a fare delle scelte di priorità, allineate al nostro sentire più profondo.

Scegliere l’equilibrio è puntare alla qualità e sostenibilità, allenandoci a stare in movimento, ma senza perdere il nostro centro. Significa distribuire le energie fra lavoro, affetti, cura di sé e hobby, valorizzando la natura complessa e integrale dell’essere umano, che comprende i diversi ruoli nella società, ma anche il mondo interiore.

Sana alimentazione

Nella cornice di una riflessione sul ruolo degli stili di vita nella salute, è importante ricordare che questa inizia a colazione, a tavola. Nutrirsi va ben oltre il semplice approvvigionamento calorico: il cibo è cultura, piacere, rituale e anche cura.

La scienza nutrizionale e l’educazione alimentare offrono chiare fondamenta generali, come varietà, prevalenza di alimenti vegetali e riduzione di quelli ultra-processati, per prevenire obesità e infiammazione cronica, che è precursore di numerose patologie croniche non trasmissibili. La scienza premia in particolar modo la cucina mediterranea, dove regnano olio d’oliva, legumi, cereali integrali, verdure di stagione e frutta secca.

Oltre la scelta del regime alimentare, conta anche la qualità della relazione con il cibo, che è bene sia libera, gioiosa e consapevole. Un’alimentazione sana non richiede rigidità (che può portare invece all’ortoressia), ma attenzione e consapevolezza.

Non è importante infatti solo quello che mangiamo, ma come ci alimentiamo. Per esempio, ci prendiamo il tempo per pranzare seduti, con calma, magari insieme ad altre persone? E siamo consapevoli di perché mangiamo: ci alimentiamo per vera fame, oppure per noia, stress, ansia o semplice piacere? Imparare ad ascoltarci, anche a tavola, e prendere scelte consapevoli è un passo fondamentale per una salute globale, nostra e delle persone che amiamo.

Muoversi per una salute globale

Il nostro corpo è biologicamente progettato per muoversi. L’attività fisica è essenziale per la salute fisica e mentale:

  • Riduce il rischio cardiovascolare
  • migliora il sonno
  • regola l’umore
  • rinforza il sistema immunitario
  • rallenta l’invecchiamento cognitivo
  • migliora l’autostima e la resilienza.

Per costruire una salute globale, è essenziale educare allo sport fin da giovanissimi, per superare l’idea fuorviante che lo sport sia eccessiva fatica, obbligo o necessariamente confronto. L’obiettivo per il benessere non è allenarsi come atleti, ma trovare semmai forme di movimento che abbiano un senso per la nostra vita e che si possano praticare con continuità.

Camminare, nuotare, ballare, andare in bicicletta, fare yoga: l’importante è che il corpo si muova ogni giorno, in modo piacevole e sostenibile. Anche integrare il movimento nella vita quotidiana, come fare le scale anziché usare l’ascensore, dedicarsi a una piacevole passeggiata dopo pranzo, scegliere la bicicletta per gli spostamenti, ha un impatto sulla salute a lungo termine.

Socialità per una salute globale

La qualità delle nostre relazioni è uno dei predittori più forti di salute e longevità. La solitudine cronica è associata a rischi per la salute paragonabili al fumo di sigaretta ed è vissuta come un vero dolore. Le persone con reti relazionali solide vivono più a lungo, si ammalano meno e si riprendono più in fretta.

La qualità delle relazioni conta più della quantità, per la nostra salute. Non si tratta di avere necessariamente molti contatti, ma di sentirsi visti, compresi e accolti dalla propria rete sociale. Un’amicizia vera, una conversazione profonda, la sensazione di appartenere a una comunità sono elementi che nutrono il sistema nervoso, proteggendone il funzionamento.

Nell’era digitale che viviamo, coltivare relazioni reali richiede un impegno deliberato, intenzionale: mettere da parte il telefono, quando necessario, per ascoltare davvero ed essere presenti nella vita concreta. Tuttavia, anche i social media possono aiutarci ad arricchire la nostra rete sociale, a patto di utilizzarli con equilibrio e moderazione, senza sostituire mai le relazioni frontali.

Per contrastare l’isolamento giovanile, che è un importante fattore di rischio per la salute e per la tenuta dei sistemi sociosanitari, Fondazione Patrizio Paoletti collabora con NIVEA Connect al progetto “Insieme oltre l’isolamento – un modello integrato per il benessere mentale dei giovani”, che integra neuroscienze, psicologia, pedagogia e didattica, per il benessere delle nuove generazioni.

Alfabetizzazione emotiva

Le emozioni sono fonti preziose di informazioni: ci dicono qualcosa di importante su di noi, sulle nostre relazioni, sui nostri bisogni e sull’ambiente dove ci muoviamo. Imparare a riconoscerle con precisione, a nominarle, a gestirle senza reprimerle né esserne travolti è la base dell’alfabetizzazione emotiva, centrale per il nostro benessere.

L’alfabetizzazione emotiva definisce proprio la capacità di identificare, comprendere ed esprimere ciò che si prova ed è una competenza di che si apprende e si allena, in grado di cambiare profondamente la qualità della nostra vita interiore e delle nostre relazioni. Riconoscere la differenza tra tristezza, rabbia o ansia permette di gestire i conflitti interni ed esterni con maggiore equilibrio, evitando che le emozioni diventino un carico insostenibile. E riducendo la reattività miglioriamo la comunicazione e gestiamo meglio lo stress, contrastandone anche la somatizzazione.

Fondazione Patrizio Paoletti ha dedicato l’intera Collana Emozioni all’alfabetizzazione emotiva, per vincere l’analfabetismo emotivo – che si traduce in disagio, discriminazione e violenza – e promuovere la competenza emotiva personale e condivisa, per costruire benessere anche partendo dalle emozioni.

Il rapporto con la natura

Esattamente come è nato per muoversi, l’essere umano ha un legame ancestrale con l’ambiente naturale, che è alla base anche del concetto della biofilia, ossia l’innata tendenza umana ad essere attratti dalla natura e dalle forme di vita.

Pratiche come il bagno nella foresta (Shinrin-yoku) hanno dimostrato importanti benefici, come l’abbassamento della pressione sanguigna e il potenziamento del sistema immunitario. Trascorrere tempo nel verde riduce la fatica mentale e ripristina le capacità attentive, grazie al meccanismo della fascinazione, ossia dell’attenzione spontanea, offrendo una necessaria decompressione dall’iperstimolazione anche digitale.



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Mindfulness e meditazione

La meditazione ha attraversato millenni di tradizioni spirituali e ora è approdata sui tavoli dei neuroscienziati. Le diverse tecniche meditative producono cambiamenti nell’attività cerebrale, nella risposta allo stress, nella capacità attentiva, offrendoci la possibilità di affrontare le difficoltà con meno reattività, gestire meglio le emozioni intense, goderci al meglio anche i momenti ordinari.

La meditazione riduce anche i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, ed è un vero allenamento cognitivo ad alta intensità, inducendo cambiamenti strutturali nella morfologia cerebrale, con un aumento della densità della materia grigia nell’ippocampo. Le pratiche di meditazione o respirazione consapevole agiscono sull’amigdala, riducendo la reattività emotiva e aumentando lo spessore della corteccia prefrontale, sede del controllo razionale, della regolazione emotiva e concentrazione.

Da un punto di vista psicopedagogico, meditare significa educare la mente alla meta-cognizione, ovvero alla capacità di osservare i propri pensieri senza lasciarsene travolgere. Questo processo favorisce il passaggio da una modalità di reazione (istintiva e spesso stressogena) a una di risposta (consapevole e ponderata), essenziale per la resilienza quotidiana.

Anche pochi minuti al giorno di meditazione, con regolarità, magari in movimento come nella pratica del Quadrato Motor Training, costruiscono nel tempo la nostra salute globale.

Cervello e neuroplasticità

Oggi, si parla sempre di più di brain economy, per sottolineare l’assoluta centralità dell’intelligenza umana anche nei processi produttivi e nelle priorità pubbliche. Preservare la salute del nostro cervello è una delle maggiori sfide dell’era contemporanea, alle prese con rivoluzioni tecnologiche e invecchiamento della popolazione.

Gli stili di vita possono profondamente influire sulla nostra salute cognitiva e cerebrale, anche tramite meccanismi di plasticità cerebrale, grazie alla quale ogni nostra abitudine modella fisicamente la struttura del nostro cervello.

Il ruolo del sonno

Durante il riposo, il sistema glinfatico agisce come uno “spazzino”, eliminando le tossine accumulate durante il giorno, come la proteina beta-amiloide, che gioca un ruolo nella genesi della Malattia di Alzheimer. Il sonno è anche il momento in cui avviene il consolidamento dell’apprendimento e il perfezionamento della regolazione emotiva, nonché la riparazione cellulare e del DNA. Impegnarci per garantirci un sonno di qualità e giusta durata è quindi essenziale per la salute del nostro cervello e del nostro corpo.

Movimento e BDNF

Abbiamo visto come l’attività fisica non porti importanti benefici solo al tono muscolare. L’esercizio aerobico stimola anche la produzione di BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), il fattore neurotrofico derivato dal cervello: una proteina che favorisce la nascita di nuovi neuroni nell’ippocampo, l’area dedicata alla memoria e alla gestione dello stress. Livelli elevati di BDNF sono associati a una migliore plasticità sinaptica, memoria e capacità di apprendimento.

Alimentazione per la salute cerebrale

A tavola costruiamo anche la nostra salute cognitiva e cerebrale, tramite l’asse intestino-cervello. L’alimentazione influisce sul microbiota, ossia la popolazione di microrganismi che popola il nostro intestino, che è in grado di sintetizzare molecole neuroattive, come la serotonina e la dopamina, che agiscono come neurotrasmettitori, regolando le funzioni cognitive, il comportamento e anche l’umore.

Un progetto quotidiano

Da una breve analisi dell’impatto delle nostre scelte sulla salute, possiamo vedere come la salute è un progetto quotidiano. Nessuna delle diverse scelte funziona da sola, ma ognuna contribuisce alla costruzione del benessere, intrecciandosi vicendevolmente. Il movimento migliora infatti il sonno, l’alfabetizzazione emotiva rafforza le relazioni, la natura favorisce la meditazione, l’equilibrio rende sostenibile ogni scelta. La salute globale non è tendere alla perfezione su tutti gli ambiti della nostra esistenza, piuttosto ci richiedere di iniziare, in modo conscio, onesto e progressivo, da ciò che ci risuona di più: una passeggiata in natura, un passaggio a un’alimentazione più verde, una nuova pratica di meditazione. La salute non è una destinazione, è piuttosto un modo gioioso e consapevole di camminare.

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