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Psicologia della primavera: come coltivare il benessere di stagione?

Dai benefici del colore verde al decluttering, dall’esercizio fisico al journaling: esercizi pratici per la fioritura quotidiana

I fiori e i primi nidi ce l’avevano detto già da un po’: è tornata la primavera. E adesso anche il calendario rende ufficiale questo passaggio della natura, che ci coinvolge in un cambiamento biologico e psicologico. In primavera tutto rinasce ed è il momento perfetto per goderci l’aria fresca e seminare nuove fioriture, anche nella nostra vita. Come valorizzare al meglio questo passaggio, con piccole azioni quotidiane?

Il ritorno della luce, dei colori e dei profumi

La primavera sancisce il ritorno dei colori e dei profumi saturi della stagione della fioritura. Il colore per eccellenza della primavera è il verde. Questo comprende anche la sfumatura “verde primavera”: una tonalità brillante, mista al giallo, tipica dei germogli, che sono esempi e simboli di rinnovamento. La scienza suggerisce che la visione del verde è un’alleata per il nostro benessere psicofisico. Ed è in grado di ridurre lo stress e addirittura il rischio di neurodegenerazione.

Ma la tavolozza primaverile ci sorprende con tutte le sfumature cromatiche: dal giallo del sole al rosa, arancione e fucsia dei petali, nella cornice azzurra dei cieli più limpidi.

La luce si fa più intensa e il giorno più lungo, inducendo una minore produzione di melatonina (l’ormone del sonno) a favore di quella della serotonina, il neurotrasmettitore associato al benessere, alla fiducia in sé e alla regolazione dell’umore.

In primavera, i colori si sposano ai profumi inebrianti della fioritura, che spesso si accompagnano tuttavia ai primi sintomi di allergie e riniti, per le quali possiamo trovare sollievo anche grazie a specifici esercizi di Pranayama, lo Yoga del Respiro.

Il richiamo congiunto di colori, profumi, luce e tepore primaverile ci coinvolge in una naturale attivazione sensoriale, che ci risveglia dalla pace lenta dell’inverno, invitandoci a uscire dai piccoli letarghi del freddo, per godere del tempo all’aria aperta e partecipare alla danza vitale della rinascita.

Apertura ed esplorazione

L’attivazione sensoriale e i cambiamenti biologici tipici della primavera ne fanno una stagione orientata all’esplorazione, all’espansione, alla propensione al mondo e alla curiosità. Dal punto di vista evolutivo, infatti, per i nostri antenati questa era la stagione perfetta per scoprire nuovi territori, risorse e anche riprodursi.

Questa eredità antica riaffiora in noi oggi sotto forma di entusiasmo e apertura emotiva, che può tradursi in una voglia di cambiamento, una revisione valoriale della nostra quotidianità, una riorganizzazione delle priorità e una maggiore disponibilità a investire energia nei nostri sogni e desideri.

Negli adulti, la primavera può facilitare un maggiore interesse nella ricerca di un partner o nella sessualità, considerando che anche gli esseri umani sono coinvolti nella “stagione dell’amore”, che coglie tanti animali in questo periodo dell’anno. Le ragioni sono anche evolutive: studi scientifici hanno dimostrato che i periodi attorno all’equinozio sembrerebbero più favorevoli alla fecondazione, dimostrando che anche il desiderio ha un ritmo naturale.

L’ombra della primavera

Se tutto attorno a noi ci invita a fiorire, la primavera può anche portare con sé una dose d’ansia, angoscia, malinconia o una strana sensazione di doversi aspettare qualcosa, che resta tuttavia indefinito.

Fra marzo e aprile tendono a concentrarsi i picchi di episodi maniacali del disturbo bipolare e alcuni studi suggeriscono che anche il tasso di suicidi aumenti. Il fenomeno sembrerebbe correlato a variazioni e disallineamenti del ritmo circadiano, influenzato dalla variazione della luce e del ciclo del sonno.

La chiave dell’attività fisica

Proprio per la particolare attivazione della primavera, che può condurre anche a squilibri, i ricercatori suggeriscono il ruolo centrale dell’attività fisica, che migliora la qualità del sonno e favorisce la produzione di serotonina, dopamina e noradrenalina, neurotrasmettitori legati all’umore, alla motivazione e alla concentrazione.

Il movimento sostiene anche il rilascio della proteina BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), che promuove la crescita di nuovi neuroni nell’ippocampo, l’area cerebrale deputata alla memoria e alla regolazione emotiva. Un esercizio regolare rafforza inoltre il sistema immunitario, riduce i livelli di cortisolo e abbassa il rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative.

La primavera diventa quindi il momento perfetto per prendere buone abitudini di movimento, preferibilmente all’aria aperta: anche una semplice camminata quotidiana di trenta minuti, svolta con regolarità, è sufficiente a produrre effetti misurabili sul benessere fisico e mentale.

In famiglia, coltivare preziosi momenti di attività fisica in natura è una via di salute globale, che valorizza anche la naturale spinta primaverile all’esplorazione dei bambini, che in questa stagione hanno grandi possibilità di imparare da esperienze immersive nella natura, in forma di gioco e piccole avventure, fra camminate, orti didattici, gite fuori porta e visite a fattorie.

Primavera: tempo di decluttering

Se la primavera può portare con sé un po’ di ansia, che può essere modulata anche grazie all’esercizio fisico regolare, questo è al contempo il periodo perfetto per qualche pulizia di stagione, che si rileva un’attività benefica per il benessere interiore, aiutandoci a costruire equilibrio e serenità.

Le ricerche scientifiche dimostrano che dedicarci alla cura e all’ordine della nostra casa può favorire un senso positivo di gestione dell’ambiente, con un effetto addirittura calmante, per la ripetitività di certe azioni, che diventano una vera e propria meditazione in movimento.

Il decluttering – ossia l’azione del riordinare, sgomberare e fare spazio, liberandosi anche del superfluo – diventa così un piccolo rito che modula l’ansia, un sostegno alla percezione di agency negli anziani, nonché un modo per fare del sano esercizio fisico, con pratici benefici per l’ambiente dove viviamo.

Esercizi di fioritura

Oltre a rinnovare il tempo dedicato all’attività fisica e alle piccole pulizie di casa, che ci aiutano a fare ordine e rinnovare anche il benessere interiore, possiamo integrare le nostre giornate con piccole pratiche di benessere, per valorizzare al meglio la preziosa stagione della primavera:

  1. Esposizione mattutina alla luce naturale: la luce solare nelle prime ore del mattino aiuta a sincronizzare il ritmo circadiano, stabilizzare l’umore e migliorare la qualità del nostro sonno.
  2. Journaling delle emozioni: tenere un diario in cui annotare le emozioni emergenti in questo periodo, senza giudicarle, può aiutare a sviluppare la nostra competenza emotiva, fondamentale per il benessere psicologico.
  3. Contatto meditativo con la natura: proviamo a trarre ispirazione dal forest bathing (shinrin-yoku), la pratica giapponese di immersione consapevole nella natura, che ha dimostrato effetti misurabili sulla riduzione del cortisolo, sulla pressione arteriosa e sui marker infiammatori. In fondo, per una meditazione con la natura non serve necessariamente un bosco: basta un parco urbano, un giardino o persino un piccolo vaso di basilico sul balcone, per un allineamento consapevole e benefico con il ritmo naturale.

Un piccolo rito di Primavera

Possiamo dare il benvenuto alla primavera anche con un piccolo rituale di passaggio. I riti, anche i più semplici, hanno una funzione profonda, aiutando il cervello a completare simbolicamente un capitolo e aprirne un altro, voltando pagina con serenità e apertura al nuovo.

Possiamo quindi celebrare la nuova stagione con un piccolo gesto simbolico, come un’uscita in bicicletta, un picnic con gli amici o, semplicemente, aprendo le finestre di casa, con l’intenzione gioiosa di far entrare l’aria della primavera anche nel nostro cuore, con tutte le opportunità che siamo pronti a cogliere, per la nostra migliore fioritura.

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