Attenzione ai consigli non richiesti. E cos’è il divario di supporto?
Scopriamo la preziosa alternativa delle domande chiave e della maieutica di Socrate
Dare consigli ci piace, a volte troppo, perché può farci sentire importanti, utili, saggi e autorevoli. Tuttavia, non sempre il consiglio fa davvero bene a chi lo riceve, soprattutto quando non desiderato e desiderabile. Spesso, le persone che ci stanno accanto non hanno bisognoA volte il bisogno arriva senza fare rumore. Non esplode, ma... Leggi di consigli, ma di ascoltoL’ascolto è una delle competenze più antiche e, allo ste... Leggi, accoglienzaLa competenza silenziosa che riduce la distanza L’accoglie... Leggi, accettazione, presenza. E magari di essere accompagnate alla scoperta di una loro propria verità, paceLa pace è un'emozione caratterizzata da un profondo senso d... Leggi o allineamento interiore.
A volte, più che un consiglio, funziona meglio una domanda amorevole. La quale comunica fiduciaLa fiducia, un'emozione cruciale nel tessuto delle relazioni... Leggi nelle risorse dell’altra persona e le riconosce la piena efficacia e capacità di autodeterminarsi. Cosa significa questo per te? Cosa senti a riguardo? Cosa ti spaventa e cosa desideri? Riconoscere il nostro stesso bisogno di sentirci utili e importanti, dietro la fretta di offrire consigli, è un passo essenziale per prenderci cura delle relazioni. E ci aiuta a prevenire il fenomeno del divario e della lacuna di supporto, chiedendoci davvero, profondamente: di cosa ha bisogno l’altro in questo momento?
INDICE
ToggleIl consiglio di troppo: un bisogno nascosto di autostima, certezze e controllo
L’autore Michael Bungay Stanier ci ha dedicato un intero libro. The Advice Trap, ossia “La trappola dei consigli”, sottolineando il meccanismo psicologico che a volte ci spinge a dare molti (a volte troppi) consigli: il desiderioIl desiderio è una delle forze più potenti e ambivalenti d... Leggi o l’illusione di certezza e controllo.
Secondo Stanier, dare consigli ci fa sentire di essere “quelli che hanno le risposte”, sostenendo la nostra autostimaIl termine autostima indica, letteralmente, la valutazione d... Leggi. Ma la fretta di dispensare il nostro parere potrebbe farci dimenticare che, forse, quel consiglio magari potrebbe andare bene per noi, ma non necessariamente per la persona che ci sta di fronte e in quel preciso momento della sua vita. Inoltre, potrebbe farci dimenticare la fondamentale domanda: questo consiglio come la farà sentire?
I rischi emotivi e relazionali dietro l’eccesso di consigli
Una certa incontinenza emotivaL’incontinenza emotiva è una condizione psicologica compl... Leggi o carente consapevolezza può spingerci a dire tutto ciò che pensiamo, compresi i consigli, senza fermarci a riflettere se ciò che stiamo per dire è vero, è buono ed è utile. Ossia se passa la prova dei tre setacci comunicativi che Socrate raccomanda, per una comunicazione davvero di qualità, che necessita sempre di uno spazio generativo e riflessivo di silenzio.
Le possibili insidie di un consiglio non ben filtrato e orientato sono notevoli, sia per il benessere emotivo dell’altra persona, sia per il nostro.
Il fastidio di un consiglio non gradito
Il consiglio non richiesto può essere non gradito e addirittura ingenerare emozioniLe emozioni sono risposte psicofisiologiche complesse che ci... Leggi negative in chi lo riceve. L’altra persona può arrivare a provare un senso di pesantezza, contrazione o addirittura fastidio, fino a sentirsi giudicata, inadeguata, inesperta, inefficace a interpretare o navigare la vita, di fronte ai nostri occhi o alla nostra sicurezza (perlomeno ostentata).
L‘effetto finale potrebbe essere addirittura opposto al nostro obiettivo: la persona, per esempio un figlio adolescente, potrebbe trovarsi a fare esattamente il contrario di quanto suggerito, proprio come atto (più o meno consapevole) di affermazione di libertàLa libertà sembra un’idea astratta, eppure il corpo la ri... Leggi e autodeterminazioneL’autodeterminazione in psicologia si riferisce alla capac... Leggi.
In Pedagogia per il Terzo MillennioPedagogia per il Terzo Millennio (PTM) è un metodo interdis... Leggi, potremmo dire che il consiglio non desiderato rischia di chiudere la via alla Mediazione, che lascia sempre uno spazio libero all’altra persona, affinché questa possa fare i suoi passi e le sue proprie scelte, aumentando il senso di autoefficaciaDi fronte alle sfide quotidiane che dobbiamo affrontare, ogn... Leggi e fiducia in se stessa.
Il consiglio ignorato: quando lascia l’amaro in bocca
Se offriamo un consiglio non richiesto è facile che questo “regalo non desiderato” sia semplicemente ignorato dall’altra persona, lasciandoci in bocca tuttavia una certa amarezzaL'amarezza è un'emozione persistente che si manifesta in ri... Leggi. Perché succede?
In questi casi, spesso è facile raccontarci che siamo genuinamente preoccupati per la persona cara, che ignora i benefici/rischi che sottolineiamo, anche quando magari si tratta del semplice colore di una tazzina o dello stile di un nuovo vestito (la poca rilevanza del tema dovrebbe far scattare un campanellino interiore di consapevolezza). Oppure possiamo trovarci a interpretare l’amarezza come dispiacere che non sia stato riconosciuto il nostro puro desiderio di aiutare. In realtà, come abbiamo visto prima, questa amarezza potrebbe nascondere soprattutto la frustrazioneLa frustrazione, dal punto di vista neuroscientifico e psico... Leggi del nostro stesso bisogno di sentirci utili e importanti, magari senza considerare abbastanza i veri bisogni dell’altra persona.
Per il benessere nostro e condiviso, è importante riconoscere che non è sano o funzionale cercare di “sfruttare” i bivi decisionali nella vita degli altri (comprensivi di momenti di insicurezza o indecisione) per consolidare la nostra autostima. Questa può anche crescere in modo naturale da un buon consiglio offerto che si rivela di concreto aiuto, ma non deve mai essere il motore nascosto che ci spinge a donarlo.
L’amarezza come cartina tornasole
L’amarezza che possiamo sperimentare di fronte a un consiglio ignorato può essere una cartina tornasole delle nostre più profonde intenzioni.
Se il consiglio non è stato davvero offerto in modo amorevole e disinteressato, in ascolto empatico con l’altro, rispettoso della sua identitàL’identità è una delle parole più usate – e meno comp... Leggi, ciò che ci pesa, in realtà, potrebbe non essere il suo “mancato bene”, ma il nostro “mancato bene”: il fatto di non essere stati riconosciuti nella nostra saggezza, esperienzaC’è una parola che usiamo ogni giorno senza davvero ferma... Leggi o importanza, cogliendo al volo l’occasione del consiglio.
Se il consiglio è stato invece veramente disinteressato, anche un’eventuale diversa scelta da parte della persona che l’ha ricevuto probabilmente non ci lascerà un’amarezza in bocca, perché riconosciamo con grande serenitàLa serenità è uno stato di calma interiore e di equilibrio... Leggi la perfetta autodeterminazione dell’altra persona, onorandone la completa libertà. In questo caso, la tristezzaLa tristezza è un'emozione fondamentale che rappresenta una... Leggi può nascere semmai se la decisioneOgni giorno prendiamo circa 35.000 decisioni. La maggior par... Leggi finale dell’altra persona è causa di grave doloreIl dolore è un'esperienza sensoriale ed emotiva complessa, ... Leggi, ma non se “sbaglia” la scelta di un vestito o di una destinazione di un weekend.
AMICI IN RETE
Una video-lezione per comprendere il paradosso della solitudineLa solitudine è un'emozione complessa caratterizzata da un ... Leggi digitale degli adolescenti e guidarli verso relazioni autentiche, dentro e fuori dal web.
"*" indica i campi obbligatori
Il consiglio come un dono e un seme
Il buon consiglio sarà sempre un vero dono gratuito, che passa pienamente nelle mani di chi lo riceve, che ha la piena libertà di farne tutto ciò che desidera, sollevando chi lo offre dalla responsabilitàL'arte di rispondere alla vita invece di reagire agli eventi... Leggi delle future scelte connesse.
Il buon dono, una volta consegnato, avvia una sua propria vita, se ne va in circolo, libero, come un buon seme, la cui discendenza può arrivare in terre sempre più lontane, passando di mano in mano, di bocca a orecchio, amorevolmente</strong>. Forse non vedremo nemmeno le sue molte fioriture, ma il buon seme ha grandi possibilità di trovare una buona terra e una buona stagione per portare frutto.
A chi dona il proprio consiglio resta l’importante responsabilità di offrirlo, se sente di farlo, nel modo giusto e per i giusti obiettivi. Di seminare un buon seme. Una volta passati i tre setacci di Socrate – è un consiglio davvero buono? È vero, basato su dati certi e verificati? È utile oppure non è poi così importante? – lì si completa la propria responsabilità di semina e si apre il bellissimo ventaglio del libero arbitrio, in tutte le dimensioni decisionali.
Dare senza soffocare: scopriamo il divario di supporto
Il buon consiglio rappresenta anche il giusto equilibrio del dare senza soffocare né abbandonare. Uno studio pubblicato sul Journal of Social and Personal Relationships, che ha coinvolto 200 coppie di giovani amici fra i 18 e i 25 anni, dimostra quanto il supporto debba essere equilibrato e misurato, per riuscire a sostenere efficacemente il benessere psicologico.
Il rischio che emerge dalla ricerca è quello di offrire troppo di qualcosa di cui l’altro non ha realmente bisogno e di offrire troppo poco di qualcosa di cui l’altro, invece, ha più bisogno, generando una lacuna o un divario di supporto, ossia una discrepanza fra ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che ci viene offerto, sia per eccedenza sia per carenza.
Dallo studio emerge che una buona amiciziaAnche se forme rudimentali di amicizia sono presenti in dive... Leggi si basa proprio sul garantire il giusto supporto. Sostenendo l’altra persona con la propria presenza e ascolto, ma senza sommergerla di consigli, nel tentativo di aggiustarle ogni problemaQuando un problema cambia il modo in cui vediamo il mondo C... Leggi. La virtù, insomma, anche nel supporto e nel consiglio, sta nel mezzo.
Oltre i consigli: la maieutica di Socrate e le domande chiave
Spesso, più di un vero e proprio consiglio, funzionano bene le domande che aiutano a comprendersi e orientarsi, in modo autonomo. Ancora una volta ci viene in aiuto Socrate, col suo metodo dialogico e maieutico. Il grande filosofo greco sceglieva di accompagnare l’interlocutore alla scoperta della sua verità, tramite domande che favorivano l’auto-osservazione e l’emersione di una consapevolezza interiore.
La parola “maieutica” deriva dal grego maieutiké ed indica, etimologicamente, l’arte della levatrice, ossia di chi è capace di far nascere i bambini. Anche un buon educatore, un insegnante, un genitore o un amico può essere maieutico, ogni volta che accompagna la nascita di una consapevolezza, qualsiasi essa sia. Senza forzarla in alcun modo. Ma facilitandola nel venire alla luce.
Esempi di buone domande maieutiche potrebbero essere:
- Cosa rappresenta questa scelta per te?
- Se un tuo amico si trovasse nella tua stessa situazione, cosa gli consiglieresti?
- Qual è la cosa che ti fa più pauraLa paura è un’emozione primaria che si attiva in risposta... Leggi di questo contesto?
- E, se andasse tutto bene, qual è lo scenario migliore possibile?
- Che cos’è veramente importante per te, di tutto questo?
- Hai vissuto in passato sfide simili?
- Quali aspetti di questa situazione dipendono davvero da te e quali, invece, non sono una tua responsabilità?
- Se provi a immaginarti fra dieci anni, guardando indietro a questa situazione, cosa ti diresti?
Questa tipologia di domande aiuta l’altra persona a fermarsi a riflettere sui propri timori, bisogni e desideri. Senza la fretta di decidere e non necessariamente in una determinata direzione. Il messaggio che diamo a chi ci è vicino con queste domande è: so che hai dentro di te la chiave giusta per darti la giusta risposta, tu vali, puoi farcela.
Il miglior dono che possiamo offrire alla persona che ci è di fronte è riconoscere il suo valore, la sua unicità preziosa e la sua piena capacità di orientarsi.
Nel rinunciare a dare un granitico consiglio, comunichiamo parallelamente, in modo autentico e sereno, che anche noi, come tutti, siamo persone in cammino, con dubbi e fragilitàLa parola “fragilità” evoca subito qualcosa che si romp... Leggi. Che tutti abbiamo il diritto gioioso di esplorare il mondo, di cambiare idea, di fermarci e persino di “sbagliare”. Nella libera e sempre rispettosa esplorazione della vita, come parte integrande e necessaria del processo di crescita, apprendimentoIl termine apprendimento - con i sinonimi imparare, assimila... Leggi e miglioramento. E che nessuna di queste cadute ci rende meno amabili. Perché la caduta è solo un segnale, un feedback, un’informazione, che offre un nuovo punto di vista. E uno splendido trampolino di partenza per ricominciare a camminare più consapevoli e leggeri, verso sempre nuove e migliori versioni di noi.
Quindi, come ci sentiamo, davvero, oggi? Qual è la scelta che ci aspetta sulla porta della nostra bellissima fioritura?
- https://www.psychologytoday.com/us/blog/the-questionologist/202103/how-guide-people-without-giving-advice
- https://medium.com/@martinadf/il-metodo-socratico-larte-di-fare-le-domande-giuste-nella-vita-di-tutti-i-giorni-2700ac37b884
- https://www.psychologytoday.com/us/blog/navigating-relationships-in-the-digital-age/202504/when-friends-miss-the-mark-social-support
- Foto di drobotdean su Magnific
Sii parte del cambiamento. Condividere responsabilmente contenuti è un gesto che significa sostenibilità
Alleniamo l'intelligenza emotivaLa prima definizione di Intelligenza Emotiva in quanto tale ... Leggi: che emozione ti suscita questo articolo?
Potrebbe interessarti
Parole chiave
- Salute mentale
- Attenzione
- bisogno
- ascolto
- accoglienza
- pace
- fiducia
- desiderio
- autostima
- incontinenza emotiva
- emozioni
- libertà
- autodeterminazione
- Pedagogia per il Terzo Millennio
- autoefficacia
- amarezza
- frustrazione
- identità
- esperienza
- serenità
- tristezza
- decisione
- dolore
- solitudine
- responsabilità
- amicizia
- problema
- paura
- fragilità
- apprendimento
- intelligenza emotiva
- crisi