Lo stile di vita è il primo alleato per prevenire le vasculopatie del cervello
Prevenzione delle malattie cerebrovascolari
Le malattie cerebrovascolari, definite anche vasculopatie cerebrali, sono tra le principali cause di morte e disabilità a livello globale. Secondo studi condotti dal Global Burden of Disease, ogni anno oltre dodici milioni di persone nel mondo vengono colpite da ictus ischemico. Questa è la patologia cerebrovascolare maggiormente diffusa, con un’incidenza destinata ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione. Si tratta di dati che possono incutere timoreIl timore è un'emozione complessa che coinvolge l'amigdala,... Leggi, ma una buona notizia c’è. Come riporta l’Istituto Superiore di Sanità, il 90% dei casi di ictus può essere evitato, a patto di assumere uno stile di vita sano. E volto a tenere sotto controllo i principali fattori di rischio.
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ToggleVasculopatie cerebrali, tipologie e cause
Il termine vasculopatia indica qualsiasi alterazione funzionale o strutturale dei vasi sanguigni presenti nelle diverse parti del corpo. Quando a essere colpiti sono i vasi del cervello, si parla di vasculopatia cerebrale.
Tra le malattie cerebrovascolari più diffuse figurano:
- ictus ischemico: dovuto all’ostruzione di un’arteria cerebrale a causa di un trombo o di un embolo
- ictus emorragico: causato dalla rottura di un vaso sanguigno
- Aneurisma cerebrale: dilatazione anomala di una parete arteriosa del cervello che, rompendosi, può provocare un’emorragia subaracnoidea
A fondamento di questi disturbi figurano sia fattori non modificabili, quali età e predisposizione genetica, che modificabili, tra cui spiccano fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa, tabagismo, colesterolemia e obesità.
Prevenzione delle malattie cerebrovascolari, una storia lunga una vita
Il documento “Prevenzione delle malattie cerebrovascolari lungo il corso della vita”, sottoscritto dal Ministero della Salute, fornisce indicazioni sulle misure che ogni persona, in base all’età, può assumere per proteggere il cervello. Ciononostante, i punti fondamentali dello stile di vita raccomandato sono gli stessi. Dieta mediterranea, attività fisica, disassuefazione dal fumo, igiene del sonno e controllo dello stressDal punto di vista clinico, lo stress è una reazione fisiol... Leggi sono regole valide dall’infanzia all’età senile.
Durante l’infanzia e l’adolescenzaPer adolescenza si intende il periodo di transizione dalla f... Leggi il principale fattore di rischio è l’eccesso di peso corporeo, spesso dovuto a sedentarietà e alimentazioneLa vita non conosce pause: in ogni essere vivente le funzion... Leggi scorretta. In questa direzione, è fortemente consigliato l’allattamento al seno fino al sesto mese di vita quale elemento protettivo contro l’obesità. Seguito dall’introduzione di una dieta basata sul modello mediterraneo.
A questo proposito, uno studio del 2026 pubblicato su Neurology, sottolinea l’efficacia della dieta mediterranea nel ridurre il rischio di ictus. Soprattutto nelle donne, grazie al carattere nutraceutico dei suoi alimenti. Pesce, noci, olive, frutta e verdura contengono sostanze bioattive come antiossidanti, antinfiammatori e polifenoli, sostanze atte a prevenire gli eventi cerebrovascolari. Durante l’infanzia è importante dormire almeno dodici ore a notte e dedicarsi al movimento fisico, sotto forma di giocoIl gioco non è solo un'attività di svago, ma un elemento f... Leggi all’aria aperta per i bambini e di attività sportiva quotidiana per gli adolescenti.
Nei giovani adulti (19-29 anni) la diffusione dei classici fattori di rischio è bassa, ma possono consolidarsi comportamenti inadeguati, come il consumo eccessivo di alcol e il tabagismo. È opportuno limitare l’assunzione di alcol a 2 unità alcoliche al giorno negli uomini e a 1 nelle donne, mentre il fumo andrebbe completamente evitato: servono ben 5-15 anni di astensione affinché il rischio di ictus si attesti ai livelli di chi non ha mai fumato. A questa età è salutare dormire tra le sette e le nove ore a notte, mentre l’attività fisica dovrebbe essere praticata per 30-60 minuti da quattro a sei volte alla settimana.
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Età adulta: controllare i fattori di rischio
Tra i 30 e i 65 anni è consigliabile dormire tra le sette e le nove ore a notte, praticare dalle tre alle cinque ore di attività fisica settimanale e cominciare a monitorare regolarmente pressione arteriosa, glicemia, lipidemia e salute del cuore, organo strettamente connesso al benessere cerebrale. I ricercatori dell’ospedale universitario di Basilea hanno evidenziato, infatti, come la fibrillazione atriale, aritmia cardiaca piuttosto comune, possa comportare un elevato rischio di ictus silenti, con ripercussioni sulle capacità esecutive.
Anche lo stress, responsabile del rilascio eccessivo di cortisoloLe ghiandole surrenali, piccole ghiandole piramidali sopra i... Leggi, può essere alla base di infiammazione vascolare, disfunzione endoteliale e pressione sanguigna elevata, fattori riconducibili all’ictus. Dedicarsi alla meditazioneEsistono tanti modi per definire la meditazione, ma forse il... Leggi, alla terapia cognitivo comportamentaleCos'è la terapia cognitivo comportamentale (TCC) e perché ... Leggi, all’esercizio fisico e alle tecniche di respirazione diminuiscono i livelli di stress e migliorano la funzione vascolare.
Dopo i 65 anni il rischio di vasculopatie cerebrali aumenta, fatto che deve indurre a tenere maggiormente sotto controllo i fattori di rischio e a seguire le eventuali terapie farmacologiche prescritte dal medico. Dormire almeno 7/8 ore per notte e seguire una dieta mediterranea restano alleati preziosi, così come il movimento fisico, da praticare per almeno 40 minuti per 3 o 4 volte la settimana.
Tuttavia, quando si parla di terza età non va sottovalutata l’importanza della socializzazione. Uno studio condotto dai ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health sulla solitudine cronica ha rivelato che percepirsi soli, indipendentemente dal numero di relazioni di cui si dispone, può incrementare del 56% il rischio di ictus. Il senso di solitudineLa solitudine è un'emozione complessa caratterizzata da un ... Leggi è spesso associato a un peggior funzionamento del sistema immunitario e a comportamenti meno salutari, come fumare di più e trascurare l’attività fisica, ponendo dunque l’accento sull’importanza di poter contare, soprattutto durante la senescenza, su relazioni significative. Il neurologo Vladimir Hachinski, esperto mondiale di ictus, ha affermato:
L’ictus è in gran parte prevedibile. La prevenzione è il trattamento più potente che abbiamo.
- Gallai V., Paciaroni M., Trattato italiano delle malattie cerebrovascolari, Centro Scientifico Editore, 2007
- Gorelick, P. B., Atlante delle malattie cerebrovascolari, Cic Edizioni Internazionali, 2003
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