Passa al contenuto principale

Orienteering: lo sport che fa crescere la famiglia

Esploriamo il mondo insieme

Il profumo dell’aria, il respiro degli alberi, l’energia che anima corpo e mente quando si persegue una meta. Questo è l’orienteering, sport dove i partecipanti, dotati solo di mappa e bussola, devono percorrere un tragitto fatto di tappe, chiamate punti di controllo, segnalate da una bandiera bianca e arancione detta “lanterna”. Vince chi termina il percorso nel minor tempo possibile, riuscendo a individuare il tracciato più veloce per raggiungere tutti i punti di controllo.

La diffusione dell’orienteering

L’orienteering, solitamente praticato in aree verdi come boschi, montagne o parchi naturali, registra circa 3 milioni di praticanti abituali nei cinque continenti, mentre in Italia conta circa 9000 tesserati tra atleti, tecnici e dirigenti.

A praticare questo sport figurano anche migliaia di famiglie italiane non tesserate, che rinvengono nell’orienteering l’occasione di condividere un’avventura capace sia di migliorare la condizione psico-fisica individuale che di sviluppare senso di cooperazione, capacità strategiche e decisionali, facendo della famiglia una comunità affiatata.

Una palestra nella natura

Svolgendosi prevalentemente su terreni sconnessi, salite e discese, l’orienteering è un internal training naturale, utile a migliorare capacità aerobica e resistenza cardiorespiratoria.

Il movimento permette di regolare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), riducendo la secrezione di cortisolo, ormone responsabile dello stress, oltre che stimolare la neurogenesi, cioè la produzione di nuovi neuroni. La luce solare favorisce la sintesi di vitamina D, pro-ormone fondamentale per la salute delle ossa, del sistema metabolico e immunitario, oltre a facilitare la secrezione di serotonina, essenziale alla salute mentale e alla regolazione dell’umore.

Nello specifico, l’orienteering aiuta i giovanissimi a migliorare coordinazione motoria, concentrazione, apprendimento e memoria, mentre per i più grandi si rivela un vero alleato contro l’invecchiamento cognitivo.



    LEGGI APPASSIONATAMENTE

    Il periodico semestrale sugli stili di vita e le risorse interiori, le emozioni, le relazioni e le intelligenze, per una salute globale

    "*" indica i campi obbligatori

    Dati Anagrafici*

Orientarsi è leggere lo spazio

I ricercatori canadesi della McMaster University hanno dimostrato che praticare orienteering non solo contrasta il declino cognitivo legato all’età, ma sviluppa la memoria spaziale. Secondo gli studiosi, questo sport, integrando attività fisica e navigazione, potenzia parti del cervello che, se in passato erano fortemente usate dagli antenati per cacciare, oggi risultano poco sfruttate, a causa dell’accesso immediato al cibo e all’impiego di app GPS per l’orientamento.

Potenzialmente, l’essere umano può codificare l’ambiente attraverso due strategie. Nella prima, denominata “egocentrica”, lo spazio viene visto in prima persona mentre nella seconda, detta “allocentrica”, la mente rappresenta lo spazio sotto forma di una mappa che consente di rappresentare la realtà guardandola dall’esterno.

La ricerca ha osservato che chi pratica orienteering utilizza entrambe le strategie di lettura dello spazio, dimostrando un più alto livello di memoria spaziale e combattendo meglio il declino delle facoltà mnemoniche riconducibili all’età.

Orienteering, allenamento per una vita senza ansia

Rispetto al mondo adulto, la letteratura di impronta fenomenologica ed ecopsicologica interpreta l’orienteering come un’esperienza di “guarigione esistenziale”. Nell’epoca dell’iper-controllo e dell’efficienza, il genitore sperimenta ansia da performance e da errore sia in famiglia che sul lavoro. In questo sport, invece, l’errore di percorso è parte del gioco, aspetto che sviluppa la tolleranza all’imprevisto e abbassa i livelli di ruminazione mentale.

Nell’ottica dell’Attention Restoration Theory di Stephen e Rachel Kaplan, la mappa è un codice da tradurre che, richiedendo una concentrazione non ansiogena, permette il passaggio dall’attenzione diretta e faticosa, tipica del luogo di lavoro, all’attenzione morbida (soft fascination), eliminando lo stato di allerta cronico tipico della vita moderna.

Nello sviluppo infantile, la pedagogia interpreta l’orienteering come uno strumento di autoefficacia e resilienza, in grado di offrire al bambino l’esperienza del rischio calcolato: trovare una lanterna da soli, o correggere la strada, sono esperienze che costruiscono senso di autonomia e agency, ovvero la percezione di essere autori efficaci della propria vita. Nondimeno, studi psicologici fatti sulle abilità di Map Reading nei bambini hanno suggerito che la comprensione dei simboli spaziali e del linguaggio topografico stimolano ragionamento analogico e autonomia decisionale.

Quando la famiglia diventa comunità

Nell’orienteering la famiglia può perdere la propria struttura tradizionale per trasformarsi in una vera comunità. L’imprevedibilità del percorso offre ai genitori un’opportunità educativa preziosa, ovvero la de-sintonizzazione dal mito della perfezione. Accettando di perdersi, riferendo incertezza o stanchezza, l’adulto demolisce la propria immagine di persona onnisciente, riconducendo il rapporto con la prole a una dimensione più autentica e umana, fatta di reale complicità.

Il nucleo familiare si confronta, prende decisioni, assume dei rischi. Il figlio può intuire la direzione giusta, divenendo temporaneamente guida del genitore, portando a una fluidificazione dei ruoli che fortifica la fiducia alla base del rapporto.

In questo contesto viene meno la comunicazione legata ai doveri, come i voti a scuola, o gli orari da rispettare, per lasciare spazio a un dialogo ancorato al momento presente, fatto di fatica fisica, gioia, silenzio, nel quale i protagonisti possono sperimentare quella che la sociologia relazionale definisce una “presenza piena”, fondata sulla condivisione. Un tempo da vivere insieme, dove genitori e figli crescono e si ritrovano esploratori dello stesso mondo, uniti verso la stessa meta.

  • Dona a ogni bambino un'educazione di qualità

    Scegli l'importo della tua donazione

Bibliografia
  • Muffato, C. Meneghetti, E. Borrella, R. De Beni, Orienteering : What relation with visuospatial abilities, wayfinding attitudes, and environment learning? in Applied Cognitive Psychology, 35 (6), 1592-1599, (2021)
  • Kaplan, S. Kaplan, The experience of nature: a psychological perspective, Cambridge University Press, (1989)
  • S. Ulrich et al., Stress recovery during exposure to natural and urban environments, Journal of Environmental Psychology, 201-230, (1991)
  • Batista et al, Psychological and cognitive demands of orienteering: a systematic review, in Sport Sciences for Health, 591-600, (2020)
Sitografia
  • https://www.alzheimer-riese.it/contributi-dal-mondo/ricerche/12188-orienteering-combattere-la-demenza-aiutando-il-cervello
  • https://o-sign.eu/the-synergistic-impact-of-orienteering-on-mental-health-and-emotional-balance/#
  • https://www.scielo.br/j/jpe/a/kdMXDy5Q8VQxjWQDGPQhr3K/?lang=en
  • https://www.mdpi.com/2227-9067/10/4/630
  • https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9579527/
  • https://efsupit.ro/images/stories/februarie2021/Art%2085.pdf#
  • https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4246567/#
  • https://holisticrecreation.com/index.php/pub/article/view/107#
  • https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35342766/
Immagini

Sii parte del cambiamento. Condividere responsabilmente contenuti è un gesto che significa sostenibilità

Alleniamo l'intelligenza emotiva: che emozione ti suscita questo articolo?

Potrebbe interessarti

Come usare i social media, senza minacciare il benessere?

Perdersi in uno scrolling ipnotico prima di andare a dormire, controllare le notifiche appena svegl…

FOMO: l’ansia digitale di esserci sempre

La FOMO può sorprenderci in qualsiasi momento, a volte senza neanche che ce ne accorgiamo davvero…

Bambini nel mondo virtuale

Ritornare con la mente all’infanzia è ricordare quel momento della vita avvolto dalla magia del “tu…

    Iscriviti alla newsletter

    NEWSLETTER GEN

    Modulo per l'iscrizione alla newsletter FPP

    Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.
    Nome(Obbligatorio)
    Email(Obbligatorio)
    Privacy Policy(Obbligatorio)
    Exit mobile version