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BellaLab al Convegno “Educazione poetica: Perché la bellezza salverà il mondo?”

Dalla riflessione sull’educazione poetica all’azione concreta nei territori: l’esperienza di Fondazione Patrizio Paoletti

Il II Convegno “Educazione poetica: Perché la bellezza salverà il mondo?”, svoltosi il 17 e 18 aprile 2026, ha rappresentato un importante momento di confronto tra pedagogia, arte e pratiche educative. Ma è nei territori che queste riflessioni trovano la loro piena realizzazione. In questo scenario, l’esperienza di BellaLab – insieme al contributo delle relatrici Laura Bartoletti di Fondazione Patrizio Paoletti e Claudia Bernabucci di Cubo Libro – racconta come la bellezza possa diventare una pratica educativa concreta, anche nei contesti più complessi.

Oltre l’evento: dalla teoria alla pratica

Il convegno “Educazione poetica: Perché la bellezza salverà il mondo?” ha riunito docenti, ricercatori e professionisti attorno a una domanda centrale: quale ruolo può avere oggi la bellezza nel generare nuove forme di consapevolezza, relazione e convivenza? L’educazione poetica è emersa come prospettiva capace di valorizzare i linguaggi espressivi e il potenziale trasformativo dell’esperienza estetica. Ma queste riflessioni trovano senso pieno quando si traducono in azioni quotidiane. È proprio nei contesti educativi sul campo che la bellezza diventa leva di cambiamento reale.

BallaLab: la bellezza come pratica quotidiana

Nel quartiere di Tor Bella Monaca, BellaLab, progetto di Fondazione Patrizio Paoletti, si configura come un presidio educativo in cui la bellezza viene costruita e condivisa ogni giorno. Qui bambini, bambine e comunità sperimentano percorsi che intrecciano arte, natura, lettura e relazione, dando vita a uno spazio inclusivo e generativo. In questo contesto, la bellezza non è un dato preesistente, ma un processo partecipato: emerge dalle relazioni, dalle attività e dallo sguardo nuovo che educatori ed educatrici contribuiscono a costruire insieme ai partecipanti.

Il contributo delle relatrici: esperienze che nascono nei territori

All’interno del convegno, le relatrici di Fondazione Patrizio Paoletti e di Cubo Libro hanno portato testimonianze radicate nell’esperienza diretta dei territori, offrendo uno sguardo concreto sul tema “Periferie. Compartecipare alla bellezza anche dove, apparentemente, la bellezza non c’è”.

Laura Bartoletti, pedagogista esperta in linguaggi espressivi e processi sociali di cambiamento, ha raccontato il suo lavoro che intreccia arte e pedagogia in contesti socio-educativi. Il suo percorso l’ha condotta a Tor Bella Monaca nel 2021, dove, attraverso BellaLab, ha potuto conoscere e valorizzare le molteplici forme di bellezza presenti nel territorio, spesso invisibili a uno sguardo superficiale.



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Accanto a lei, Claudia Bernabucci ha portato l’esperienza di Cubo Libro, realtà culturale nata nel cuore della periferia romana. Bibliotecaria, educatrice e attivista culturale, ha costruito nel tempo un progetto fondato sulla partecipazione, sull’accesso alla cultura e sull’inclusione. Attraverso libri, attività educative, orti urbani, esperienze in natura e pratiche ecosostenibili, il suo lavoro contribuisce a generare comunità e opportunità nei contesti più fragili.

Educare alla bellezza nelle periferie

Le esperienze raccontate mostrano come la bellezza possa essere coltivata anche dove sembra mancare. Nei contesti periferici, essa assume un valore ancora più significativo: diventa strumento di riscatto, occasione di incontro e possibilità di trasformazione.

BallaLab e Cubo Libro condividono una visione educativa che mette al centro la relazione, l’espressione e la partecipazione attiva. In questi spazi, bambini e bambine non sono semplici destinatari, ma protagonisti di processi creativi e comunitari.

Un percorso che continua

Se il convegno ha rappresentato un momento di riflessione e dialogo, le esperienze di BellaLab e delle realtà coinvolte dimostrano che il cambiamento prende forma nella quotidianità. Educare alla bellezza significa creare le condizioni affinché ogni persona possa riconoscerla, viverla e generarla. È nei territori, nelle periferie, nei luoghi spesso marginalizzati che questa sfida si fa più urgente e – al tempo stesso – più ricca di possibilità. Ed è proprio da qui che può nascere una nuova idea di educazione: concreta, inclusiva e profondamente trasformativa.

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