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Come i genitori o chi si prende cura di pre-adolescenti e adolescenti possono proteggerli dagli effetti dannosi del binge-watching?

Come genitori e adulti di riferimento è importante essere presenti e sensibili, nei confronti di pre-adolescenti e adolescenti.

Per i più piccoli, l’adulto è importante per: la selezione dei contenuti, con attenzione che siano adeguati alla loro età; la rielaborazione dei contenuti assorbiti, dedicando un tempo e uno spazio di condivisione per prevenire il generarsi di vissuti difficili da gestire, in relazione ad alcuni di essi; lo stabilire una routine nella quale non si trascurino attività alternative, da svolgere anche insieme.

In relazione agli adolescenti è importante non farli sentire censurati, giudicati o screditarli a causa di comportamenti collegati al binge-whatching. È importante ricordare che gli adolescenti sono più sensibili all’influenza dei pari in questo particolare momento di vita e che tra di loro sono sempre più diffuse le ‘gare’ di binge-whatching, spesso accompagnate dalla paura di ‘essere tagliati fuori’ (Fomo – fear of missing out) dal gruppo, se non si sta al passo con la visione, che permette di ‘commentare’ i contenuti fruiti dagli amici in rete. È naturale che, come qualsiasi attività condivisa con i coetanei, l’adolescente investa quindi tempo ed energia nel binge-whatching.

Come adulti possiamo quindi coltivare un’attitudine di non-giudizio, di ascolto e soprattutto essere di esempio, aiutandolo a diventare sempre più consapevole dell’uso che fa della tecnologia, fornendo nuovi punti di vista e incoraggiandolo a ricercare alternative. Se sono presenti però dei campanelli di allarme, che segnalano il possibile instaurarsi di una dipendenza, è importante essere disponibili ad aiutarlo e ad accompagnarlo, con gli strumenti giusti, non esitando a chiedere anche l’aiuto di un esperto, se necessario.

 

Bibliografia

 

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