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Educare alla felicità: come aiutare bambini e adolescenti a stare bene?

Il benessere emotivo di bambini e adolescenti e il ruolo degli adulti

Possiamo davvero educare alla felicità? La domanda può sembrare ambiziosa. Soprattutto oggi, mentre ansia, stress, isolamento e disagio emotivo fanno sempre più parte del racconto dell’infanzia e dell’adolescenza. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a livello globale circa un adolescente su sette tra i 10 e i 19 anni vive una condizione di sofferenza psicologica, mentre ansia, depressione e disturbi comportamentali sono tra le principali cause di malattia e disabilità in questa fase della vita.

Eppure è proprio in questo scenario che parlare di felicità acquista un significato diverso. Non come ricerca di uno stato di allegria permanente, né come tentativo di cancellare tristezza, paura o frustrazione, ma come possibilità di aiutare bambini e ragazzi a costruire gli strumenti necessari per attraversare ciò che sentono, conoscersi e crescere. È da questa prospettiva che nasce il webinar di Fondazione Patrizio Paoletti “Educare alla Felicità. Connettersi con il loro cuore e sostenere i talenti”, rivolto a genitori, insegnanti ed educatori.

Bambini e adolescenti sono meno felici?

L’adolescenza è una fase fondamentale per lo sviluppo di abitudini sociali ed emotive che contribuiscono al benessere anche nell’età adulta. Imparare a riconoscere e gestire le emozioni, sviluppare capacità relazionali e di problem solving e poter contare su ambienti familiari e scolastici supportivi sono alcuni dei fattori che l’OMS considera importanti per la salute mentale degli adolescenti.

Di fronte al disagio, quindi, una delle domande che possiamo porci è: che cosa stanno chiedendo bambini e ragazzi agli adulti?

Nel webinar emerge un elemento importante: il valore delle relazioni e della connessione reale. La famiglia, la scuola e le altre figure educative possono rappresentare punti di riferimento nel percorso di crescita.

La salute mentale, in altre parole, non riguarda soltanto ciò che accade dentro di noi ma riguarda anche gli ambienti nei quali cresciamo e le relazioni che costruiamo.

Cos’è davvero la felicità

Quando diciamo “felicità”, a cosa stiamo pensando? A una bella giornata? A ottenere qualcosa che desideravamo? Al successo? A un momento trascorso con le persone che amiamo?

La ricerca psicologica sul benessere distingue tradizionalmente due grandi prospettive. La prima, edonica, associa il benessere alla ricerca del piacere e all’evitamento del dolore. La seconda, eudaimonica, guarda invece alla realizzazione delle proprie potenzialità, al significato e al pieno funzionamento della persona.

Non significa che una forma di felicità sia “giusta” e l’altra “sbagliata”. Un’esperienza piacevole, una gratificazione o un momento di leggerezza fanno parte della vita.

Ma la distinzione apre una domanda educativa molto più interessante: quale felicità desideriamo aiutare bambini e adolescenti a costruire?

Nel webinar Educare alla Felicità si parte proprio da qui per esplorare cosa accade quando il benessere viene collegato anche alla conoscenza di sé, alla motivazione, ai valori e ai propri talenti.


  • EDUCARE ALLA FELICITà

    Una video-lezione con strumenti concreti per aiutare bambini e ragazzi a coltivare benessere, motivazione e gioia, anche nei momenti più difficili.

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Educare alla felicità non significa eliminare le difficoltà

Quando un bambino soffre o un adolescente fallisce in qualcosa a cui teneva, il desiderio di un genitore o di un educatore è spesso immediato: vorremmo poter eliminare quella sofferenza. Ma aiutare qualcuno a stare bene significa necessariamente evitargli ogni esperienza difficile?

Educare alla felicità può significare anche cambiare il nostro rapporto con l’errore, lo sforzo e la frustrazione. Non cercare deliberatamente la difficoltà, naturalmente, ma riconoscere che crescere significa anche incontrare momenti nei quali qualcosa non riesce immediatamente.

È uno dei punti sui quali il webinar invita gli adulti a interrogarsi: cosa accade quando, nel tentativo di proteggere bambini e ragazzi dal malessere, cerchiamo di offrire soprattutto gratificazioni immediate? E cosa cambia quando li aiutiamo invece a scoprire che possono restare davanti a una difficoltà, conoscersi meglio e continuare a provare?

Imparare a conoscersi

C’è poi un’altra parola che entra nel discorso sulla felicità: motivazione.

Scoprire ciò che ci interessa, riconoscere le nostre capacità, comprendere cosa è importante per noi e provare a migliorare sono esperienze che contribuiscono alla costruzione dell’identità.

In questo percorso può emergere anche quella particolare condizione definita flow: uno stato di profondo coinvolgimento nell’esperienza, nel quale l’attenzione è fortemente concentrata sull’attività che stiamo svolgendo.

Motivazione, attenzione, sforzo, passioni, talenti: che rapporto hanno con la felicità? E soprattutto, come possiamo aiutare bambini e ragazzi a scoprirli senza decidere al posto loro chi dovranno diventare?

Genitori e insegnanti come “allenatori emotivi”

Educare alla felicità, allora, chiama in causa anche gli adulti.

Nel webinar viene proposta un’immagine particolarmente efficace: cominciare a pensarci come “allenatori emotivi”. Non adulti che hanno sempre la risposta giusta e nemmeno modelli di felicità permanente, ma persone capaci di accompagnare bambini e ragazzi nell’esplorazione del proprio mondo emotivo.

Anche imparare a riconoscere e nominare ciò che proviamo può avere un ruolo: mettere in parole gli stati emotivi – il cosiddetto affect labeling – è associato a una minore risposta dell’amigdala agli stimoli emotivi negativi e a una maggiore attività di aree prefrontali coinvolte nella regolazione emotiva.

L’educazione emotiva diventa così parte di un lavoro più ampio di prevenzione: offrire strumenti per comprendere ciò che accade dentro di sé e costruire relazioni nelle quali sia possibile esprimerlo.

Possiamo allenare il cervello alla felicità?

Resta allora la domanda da cui siamo partiti: possiamo educare alla felicità? La questione più interessante non è trovare una formula per rendere felici bambini e adolescenti, ma capire quali condizioni possiamo creare perché imparino a costruire il proprio benessere.

Come possiamo sostenere la loro motivazione? Quale spazio lasciare all’errore? Come aiutarli a riconoscere passioni e talenti? Come accompagnarli nelle emozioni difficili senza cercare necessariamente di eliminarle? E cosa possiamo imparare noi adulti per essere guide più consapevoli?

Sono alcune delle domande approfondite nel webinar “Educare alla Felicità. Connettersi con il loro cuore e sostenere i talenti” di Fondazione Patrizio Paoletti.

Guarda il webinar e scopri come accompagnare bambini e adolescenti nel loro percorso verso la felicità.

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Bibliografia
  • Csikszentmihalyi, M. (1990). Flow: The Psychology of Optimal Experience. New York: Harper and Row.
  • Lieberman, M. D., Eisenberger, N. I., Crockett, M. J., Tom, S. M., Pfeifer, J. H., & Way, B. M. (2007). Putting feelings into words: affect labeling disrupts amygdala activity in response to affective stimuli. Psychological science, 18(5), 421–428.
  • Ryan, R. M., & Deci, E. L. (2001). On happiness and human potentials: a review of research on hedonic and eudaimonic well-being. Annual review of psychology, 52, 141–166.
Sitografia
  • https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/adolescent-mental-health
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