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Creatività, neuroscienze e benessere: un nuovo contributo scientifico per ripensare l’educazione

Dal RINED un invito a integrare corpo, mente ed emozioni nei sistemi educativi

È stato pubblicato il capitolo The creative brain in education: Integrating neuroscience, movement, and contemplative practices for holistic development all’interno del volume internazionale “Psychological well-being and digitalization: the great challenge of psychology today” (Bienestar psicológico y digitalización: el gran reto de la Psicología hoy, CIPE 2025), curato da Jose Carlos Nunez e Celestino Rodríguez e pubblicato da Editorial ASUNIVEP. Il contributo, firmato dal Tal Dotan Ben-Soussan, direttore di RINED – Research Institute for Neuroscience, Education and Didactics di Fondazione Patrizio Paoletti, esplora il ruolo della creatività nei processi educativi e propone un nuovo paradigma formativo basato sull’integrazione tra neuroscienze, movimento e pratiche contemplative.

Creatività e benessere: una connessione sempre più evidente

Nel contesto attuale, segnato da profondi cambiamenti tecnologici e sociali, cresce anche la preoccupazione per la salute mentale delle nuove generazioni. Ansia, stress e difficoltà emotive sono sempre più diffusi tra bambini e adolescenti. Secondo le ricerche presentate nel contributo scientifico di RINED, la creatività non rappresenta soltanto una competenza utile per l’apprendimento, ma è strettamente collegata al benessere psicologico. Sviluppare capacità come la regolazione delle emozioni, la flessibilità cognitiva e la consapevolezza di sé aiuta gli studenti non solo a imparare meglio, ma anche a diventare individui più equilibrati e resilienti.

Superare i modelli educativi tradizionali

Nonostante queste evidenze, molti sistemi scolastici continuano a privilegiare modelli centrati sulla memorizzazione e sulla standardizzazione delle competenze. Il capitolo sottolinea invece l’importanza di un approccio educativo olistico, che integri dimensioni cognitive, emotive, fisiche e sociali. L’apprendimento, infatti, non è solo un processo mentale: coinvolge il corpo, le emozioni e la relazione con gli altri. In questa prospettiva, la creatività dovrebbe essere considerata una competenza educativa fondamentale e non una abilità secondaria.


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Il ruolo del movimento e delle pratiche contemplative

Tra gli strumenti più promettenti per favorire questo approccio integrato ci sono le pratiche corporee e contemplative, come lo yoga, il movimento consapevole e programmi di allenamento senso-motorio strutturato, tra cui il Quadrato Motor Training (QMT), una tecnica di “meditazione in movimento” e allenamento sensorimotorio, creata da Patrizio Paoletti.

Numerosi studi mostrano che queste attività possono contribuire a:
• migliorare le funzioni esecutive, come memoria di lavoro e flessibilità cognitiva
• rafforzare la regolazione emotiva e l’empatia
• aumentare l’attenzione e sostenere il rendimento scolastico

Le neuroscienze evidenziano inoltre come specifiche attività cerebrali, in particolare nelle bande alfa e theta, siano associate a stati di attenzione interna, consapevolezza e pensiero creativo.

Verso un’educazione che promuove salute e sviluppo umano

Il capitolo “The creative brain in education: Integrating neuroscience, movement, and contemplative practices for holistic development” evidenzia anche la necessità di rafforzare la ricerca scientifica e sviluppare modelli educativi che permettano di integrare queste pratiche nei sistemi scolastici su larga scala. Investire in approcci interdisciplinari, promuovere interventi accessibili e sostenere studi longitudinali sono passi fondamentali per costruire un’educazione capace di rispondere alle sfide del presente. Ripensare la scuola in questa prospettiva significa andare oltre la semplice trasmissione di conoscenze e promuovere uno sviluppo integrale della persona, in cui creatività, consapevolezza e benessere diventano parte centrale del percorso educativo.

Puoi leggere il capitolo a cura di Tal Dotan Ben-Soussan qui sotto o cliccando qui.

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