Invecchiamento cerebrale e microplastiche
Come proteggere la salute del cervello e le funzioni cognitive?
A più di un decennio dalla crescente attenzioneL'attenzione è un processo cognitivo complesso e multidimen... Leggi scientifica verso l’inquinamento da plastica, le microplastiche sono oggi considerate una delle minacce emergenti per la salute globaleNel vasto e sfaccettato panorama della salute globale, la de... Leggi. Invisibili a occhio nudo, diffuse nell’aria, nell’acqua e negli alimenti, queste particelle sono ormai parte integrante dell’ambiente in cui viviamo. Questo ha spinto la ricerca scientifica a interrogarsi non solo sui loro effetti tossicologici immediati, ma anche sulle conseguenze a lungo termine per la nostra salute. Tra queste, il loro possibile ruolo nell’invecchiamento precoce dell’organismo, e in particolare del cervello. Sebbene le microplastiche siano oggetto di studio da relativamente poco tempo, non mancano le evidenze sperimentali che suggeriscono come l’esposizione continua possa contribuire a processi biologici associati al declino cognitivoIl declino cognitivo è un fenomeno complesso che riflette l... Leggi e all’invecchiamento cellulare.
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ToggleCosa sono le microplastiche
Le microplastiche sono frammenti di polimeri plastici (principalmente polietilene e propylene) di dimensioni inferiori ai 5 millimetri. Derivano dalla degradazione di oggetti di plastica più grandi, in particolare bottiglie e imballaggi, ma anche da fibre sintetiche spesso utilizzate nei vestiti. Si stima che il 35% delle microplastiche presenti negli oceani sia di derivazione tessile.
Sono presenti ovunque, in maniera pervasiva. Oltre che negli oceani si trovano nel suolo, sospese per l’aria, e tendono quindi anche ad accumularsi all’interno del corpo umano.
La causa della loro persistenza è la resistenza chimica della plastica, che non si degrada facilmente ma si frammenta invece in particelle sempre più piccole. Queste possono essere ingerite attraverso il cibo e l’acqua, oppure inalate.
Una volta entrate nell’organismo, le microplastiche si accumulano nei tessuti e finiscono con l’interferire con processi biologici fondamentali. Studi dell’Università di Alicante, Spagna, suggeriscono che le microplastiche, legandosi ad altre sostanze cancerogene o tossiche (i cosiddetti composti organici persistenti), possano fungere da vettore per il loro trasporto all’interno del nostro organismo.
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IL CERVELLO CHE CAMBIA
L’effetto delle microplastiche sul nostro cervello
L’accumulo nei nostri tessuti di sostanze tossiche e difficili da smaltire va a inficiare il corretto funzionamento dei nostri sistemi corporei, in particolare il sistema nervoso centrale. Studi sperimentali su modelli animali hanno dimostrato che le microplastiche di dimensioni nanometriche possono attraversare la barriera emato-encefalica, una struttura protettiva che normalmente impedisce l’ingresso di sostanze nocive nel cervello.
Una volta raggiunto il tessuto cerebrale, le microplastiche sono in grado di indurre una risposta infiammatoria cronica. L’infiammazione è uno dei principali motori dell’invecchiamento biologico: contribuisce al danno neuronale, altera la comunicazione tra le cellule nervose e favorisce la perdita di plasticità cerebraleIn ambito neuroscientifico, si intende con plasticità cereb... Leggi. Inoltre, le microplastiche sembrano aumentare lo stressDal punto di vista clinico, lo stress è una reazione fisiol... Leggi ossidativo, un processo in cui la produzione di radicali liberiI radicali liberi sono protagonisti silenziosi, ma potenzial... Leggi supera la capacità dell’organismo di neutralizzarli.
Uno studio della Northeast Forestry University in Cina ha inoltre evidenziato alterazioni nei meccanismi di autofagia, il sistema attraverso cui le cellule eliminano componenti danneggiati. Un malfunzionamento di questo processo è strettamente associato a malattie neurodegenerative e all’invecchiamento precoce. Inoltre, le microplastiche indurrebbero ferroptosi neuronale, un meccanismo di morte neuronale programmata legata al ferro.
L’esposizione prolungata alle microplastiche potrebbe quindi contribuire a un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive.
È possibile contrastare l’effetto delle microplastiche sul nostro cervello?
Eliminare le microplastiche dalla propria vita non è purtroppo attualmente possibile: sono onnipresenti nel nostro ambiente e la loro produzione non è legata a decisioni in mano nostra.
Tuttavia è possibile ridurre l’esposizione con alcune scelte di consumo: ad esempio, privilegiare alimenti freschi rispetto a quelli confezionati riduce il numero di imballaggi di plastica. Evitare il riscaldamento di cibi in contenitori di plastica e limitare l’uso di bottiglie monouso può contribuire a diminuire l’ingestione di particelle.
La strada migliore rimane per adesso quella del rafforzare la resilienzaSecondo l'American Psychological Association, la resilienza ... Leggi cognitiva del nostro organismo. Una dieta ricca di antiossidanti – come frutta, verdura, noci e pesce ricco di omega-3 – aiuta a contrastare lo stress ossidativo.
L’attività fisica regolare, oltre a migliorare la salute cardiovascolare, ha effetti positivi sulla funzione cerebrale e sui processi infiammatori. Anche il sonno di qualità e la gestione dello stress giocano un ruolo cruciale nel mantenere l’equilibrio neurobiologico.
Agendo sugli altri fattori dell’invecchiamento cerebrale precoce, più controllabili, si può ridurre il declino cognitivo che si andrebbe ad aggiungere a quello provocato dalle microplastiche. Sebbene queste strategie non eliminino completamente il rischio, rappresentano strumenti concreti per rallentare i processi di invecchiamento e preservare le funzioni cognitive nel lungo termine.
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- Prüst, M., Meijer, J., & Westerink, R. H. S. (2020). The plastic brain: neurotoxicity of micro- and nanoplastics. Particle and Fibre Toxicology. DOI: 10.1186/s12989-020-00358-y
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