Passa al contenuto principale

I Tesori del Cervello: che cos’è la sinestesia?

Uno speciale ponte fra i sensi, correlato anche all’arte

Immaginate di visualizzare macchie di colore che si muovono mentre ascoltate una sinfonia, oppure di percepire un sapore metallico in bocca quando sentite la parola “venerdì”, oppure di vedere la lettera “A” sempre di colore rosso, non importa il contesto. Questi sono solo alcuni esempi del fenomeno della sinestesia, una modalità percettiva nella quale i nostri sensi si associano in maniera insolita e involontaria di fronte a determinati stimoli. Questa affascinante condizione, sotto esame da oltre un secolo da parte delle neuroscienze, non è ancora del tutto compresa. E la ricerca sta poco a poco mettendo alla luce i suoi meccanismi e le sue possibili origini. 

Quanti tipi di sinestesia esistono

Dal greco syn (insieme) e aisthesis (sensazione), la sinestesia non è una malattia e nemmeno un disordine, bensì una modalità percettiva involontaria. Uno stimolo normalmente associato a solo uno dei nostri sensi (la vista, l’udito, il gusto) ne attiva automaticamente e contemporaneamente anche un altro. Questa esperienza non può essere soppressa. Ed è costante e ripetuta nel tempo. Se, ad esempio, guardare il numero 7 evoca nella mia mente il colore giallo, questo succederà stabilmente nel tempo, anche a distanza di anni.

Sarebbe più corretto, inoltre, parlare di sinestesie invece che di una sola: poiché si tratta di una associazione combinatoria tra sensi diversi in risposta a uno stimolo, queste combinazioni possono essere le più varie e dipendono molto dall’individuo. Un catalogo compilato dalla psicologa Julia Simner ne documenta più di 150 varianti; tra queste, le più comuni:

  • la sinestesia grafema-colore, la forma più comune e più indagata in laboratorio, in cui lettere e numeri evocano colori specifici;
  • la cromestesia (o sinestesia suono-colore), in cui suoni, note musicali o timbri strumentali generano percezioni visive di colore, forma o movimento;
  • la sinestesia auditorio-tattile, dove certi suoni inducono sensazioni tattili in determinate parti del corpo;
  • la sinestesia spaziale-sequenziale, in cui numeri, giorni della settimana o mesi dell’anno vengono percepiti come disposti lungo mappe spaziali tridimensionali.

Altre forme sono molto più rare, come la sinestesia lessicale-gustativa, in cui parole o suoni linguistici scatenano sapori precisi in bocca, oppure addirittura la sinestesia emotiva, nella quale una specifica emozione scatena un altro tipo di risposta sensoriale

Quanto è comune la sinestesia e quali sono le sue cause

Data la grande variabilità dello spettro della sinestesia, quantificare di preciso la sua incidenza non è facile. E molte percentuali sono basate su autosegnalazioni poco affidabili. Uno studio del 2006 pubblicato su Perception stima che circa il 4% della popolazione generale sperimenti un qualche tipo di sinestesia, con la sinestesia grafema-colore presente in circa l’1-2% delle persone. Vi è anche una componente familiare: avere un parente sinestesico aumenta la probabilità di esserlo a propria volta, suggerendo una potenziale origine genetica della condizione. Sono state individuate alcune regioni cromosomiche associate alla sinestesia audio-visiva. Mentre una ricerca pubblicata nel 2018 su PNAS ha identificato nei sinesteti varianti rare in geni coinvolti nella guida assonale, cioè nei processi che durante lo sviluppo determinano come gli assoni dei neuroni trovano la propria destinazione nel cervello.

Per quanto riguarda le teorie più gettonate sull’origine della sinestesia, la maggior parte di esse ha a che fare con il collegamento neuronale tra diverse aree cerebrali deputate all’elaborazione di stimoli sensoriali differenti. Rispondere a uno stimolo coinvolge moltissime connessioni neuronali che a volte attraversano l’intero cervello. Se le immaginiamo come cavi che trasportano un segnale sensoriale specifico, allora è possibile che due cavi appartenenti a sensi diversi ma che casualmente passano molto vicino tra loro facciano “interferenza”. Questa è l’ipotesi della cross-activation, proposta da Vilayanur Ramachandran ed Edward Hubbard nel 2001. Nella sinestesia grafema-colore, ad esempio, l’area cerebrale del giro fusiforme che elabora le forme delle lettere è molto vicina alla V4, la regione implicata nella percezione del colore. Secondo questa ipotesi, nei sinesteti esisterebbe una connettività atipica che fa “straripare” l’attivazione da un’area dentro l’altra.



    LEGGI APPASSIONATAMENTE

    Il periodico semestrale sugli stili di vita e le risorse interiori, le emozioni, le relazioni e le intelligenze, per una salute globale

    "*" indica i campi obbligatori

    Dati Anagrafici*

Una spiegazione alternativa è quella della disinibizione dei circuiti di retroazione: nel cervello esistono connessioni tra aree multisensoriali di ordine superiore e aree sensoriali primarie, che però di solito sono sotto controllo inibitorio; nei sinesteti questo freno sarebbe più debole, permettendo a segnali che normalmente restano “dietro le quinte” di emergere alla coscienza come vere percezioni.

Infine, la sinestesia potrebbe essere dovuta a uno sviluppo neonatale preservato in età adulta. Tutti i neonati attraversano una fase in cui le connessioni tra le aree sensoriali sono più abbondanti e meno specializzate rispetto all’età adulta (si potrebbe quasi dire che tutti i neonati hanno un cervello sinestetico). In alcune persone, parte di questa iperconnettività non verrebbe eliminata nel corso della maturazione cerebrale. La sinestesia rappresenterebbe quindi la persistenza, in forma attenuata, di una modalità percettiva infantile.

Sinestesia e arte

La sinestesia è celebre anche per il suo presunto legame con il mondo dell’arte, al punto che sinestesia è anche il modo di descrivere una figura retorica che associa sensi diversi. Moltissimi pittori, compositori e musicisti sono presunti sinestesi, o hanno dichiarato di esserlo. Tra gli esempi più citati c’è lo scrittore Vladimir Nabokov. Questi descrisse con precisione i colori associati a ciascuna lettera dell’alfabeto, parlandone come di un tratto ereditato insieme alla madre. Per quanto riguarda la musica, gli artisti che hanno raccontato pubblicamente esperienze sinestesiche spaziano dal compositore Franz Wagner al  produttore e rapper Pharrell Williams. 

La ricerca scientifica ha provato a verificare se questo legame aneddotico corrisponda a un dato statistico reale. Uno studio del 2010 pubblicato su Perception, ha confrontato la prevalenza della sinestesia tra studenti d’arte e popolazione generale, trovando una proporzione di sinesteti significativamente più alta tra i primi. I ricercatori hanno suggerito che la stessa iperconnettività cerebrale che unisce due sensi potrebbe favorire, più in generale, la capacità di cogliere somiglianze tra domini concettuali distanti, abilità alla base del pensiero metaforico e della creatività artistica. 

Tuttavia, si tratta di una correlazione statistica, non di un’associazione deterministica. La maggior parte delle persone sinestesiche non sono artisti di professione, e la grande maggioranza degli artisti non è sinestesica. Ciò che questi studi suggeriscono, piuttosto, è che l’osservazione di cervelli che uniscono spontaneamente i sensi offre una finestra su come nasce, in generale, la capacità umana di trovare connessioni inaspettate: la stessa scintilla che alimenta ogni gesto creativo.

 

Bibliografia
  • Ward, J., & Simner, J. (2022). How do Different Types of Synesthesia Cluster Together? Implications for Causal Mechanisms. Multisensory Research, 35(6), 517–541. 
  • Simner J., Mulvenna C., Sagiv N., Tsakanikos E., Witherby S.A., Fraser C., Scott K., Ward J. (2006), Synaesthesia: The Prevalence of Atypical Cross-Modal Experiences, Perception, 35(8), 1024-1033.
  • Ramachandran V.S., Hubbard E.M. (2001), Psychophysical investigations into the neural basis of synaesthesia, Proceedings of the Royal Society B, 268, 979-983.
  • Asher J.E. et al. (2009), A whole-genome scan and fine-mapping linkage study of auditory-visual synesthesia reveals evidence of linkage to chromosomes 2q24, 5q33, 6p12, and 12p12, American Journal of Human Genetics, 84(2), 279-285.
  • Tilot A.K. et al. (2018), Rare variants in axonogenesis genes connect three families with sound-color synesthesia, PNAS, 115(12), 3168-3173.
  • Rouw R., Scholte H.S. (2007), Increased structural connectivity in grapheme-color synesthesia, Nature Neuroscience, 10, 792-797.
  • Rothen N., Meier B. (2010), Higher prevalence of synaesthesia in art students, Perception, 39(5), 718-720.
Immagini

Sii parte del cambiamento. Condividere responsabilmente contenuti è un gesto che significa sostenibilità

Alleniamo l'intelligenza emotiva: che emozione ti suscita questo articolo?

Potrebbe interessarti

Anche dimenticare aiuta il nostro cervello

La memoria è fondamentale per le nostre funzioni cerebrali e per il mantenimento della nostra salut…

Tesori del cervello: come migliorare l’attenzione

Notifiche sui social media, email di lavoro, voglia di uno spuntino - durante la quotidianità siamo…

Gli stati di coscienza

Sonno, veglia, coma, stato vegetativo… Il nostro cervello può attraversare stati di coscienza diffe…

Neuroscienze dell’amicizia

Tutti abbiamo bisogno di amici: poter contare su qualcuno, o prendersene cura, è fondamentale per i…

La neuroscienza del lutto

Il lutto è un’esperienza universale. Tutti noi abbiamo sperimentato, in un modo o nell’altro, quell…

    Iscriviti alla newsletter

    NEWSLETTER GEN

    Modulo per l'iscrizione alla newsletter FPP

    Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.
    Nome(Obbligatorio)
    Email(Obbligatorio)
    Privacy Policy(Obbligatorio)
    Exit mobile version