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Milano Marathon: sport e solidarietà per la salute mentale dei giovani

Dalla charity relay alla prevenzione del disagio mentale, l’impegno di Fondazione Patrizio Paoletti per agire prima che sia troppo tardi

Si è tenuta domenica 12 aprile la Milano Marathon, non solo una gara sportiva, ma un grande evento collettivo capace di unire atleti, famiglie, volontari e organizzazioni in un’unica direzione: quella della partecipazione e dell’impegno condiviso. Accanto alla competizione individuale, la formula della charity relay ha confermato ancora una volta il valore sociale della manifestazione. Squadre composte da quattro persone, spesso alla loro prima esperienza, hanno corso insieme per sostenere cause importanti, trasformando ogni chilometro in un gesto concreto di solidarietà. È qui che la maratona smette di essere solo sport e diventa comunità, responsabilità, attenzione verso l’altro. Ma se da un lato la corsa racconta energia e vitalità, dall’altro ci richiama a una riflessione urgente: quella sul benessere psicologico, in particolare dei più giovani.

Il disagio giovanile: un’urgenza che non possiamo ignorare

Negli ultimi anni, i dati sul disagio mentale tra adolescenti e giovani adulti hanno evidenziato una crescita significativa di ansia, depressione e senso di isolamento. Non si tratta di fenomeni episodici, ma di segnali strutturali che interrogano profondamente il nostro modo di educare, relazionarci e costruire contesti di crescita.

La difficoltà non è solo nella manifestazione del disagio, ma spesso nella sua invisibilità: molti giovani non trovano spazi adeguati per esprimersi, né strumenti per riconoscere e affrontare ciò che provano. Intervenire “prima che sia troppo tardi” significa allora agire in modo preventivo, creando condizioni che favoriscano equilibrio, consapevolezza e resilienza.



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L’impegno di Fondazione Patrizio Paoletti

È proprio in questo scenario che si inserisce l’azione di Fondazione Patrizio Paoletti, da 25 anni impegnata nella promozione del benessere psicologico attraverso un approccio scientifico e integrato.

La partecipazione alla Milano Marathon rappresenta non solo un momento di visibilità, ma soprattutto un’occasione concreta per attivare persone e risorse intorno a un obiettivo comune: la salute mentale dei giovani. Correre per una causa significa trasformare un gesto individuale in un atto collettivo, capace di generare consapevolezza e sostenere interventi reali.

Ogni staffetta, ogni donazione, ogni passo contribuisce a costruire una rete di attenzione e salute globale.

Alberto Favero, Co-founder Verticalie
“Esperienza bellissima che ha unito il nostro spirito sportivo del team Verticalie allo spirito solidale di Fondazione Patrizio Paoletti per sostenere l’educazione mentale degli adolescenti. L’aspetto più significativo è che ero ben consapevole che non stavo correndo da solo: sapere di far parte di una squadra e, soprattutto, di un progetto solidale molto più ampio, ha trasformato l’impegno in energia ed entusiasmo. Oltre al divertimento di partecipare a un grande evento sportivo, avevamo la percezione chiara di prendere parte a una missione sociale. Sapere di correre, in prima linea, per le nuove generazioni dà un senso di gioia e pienezza. Da ripetere, sicuramente!”

Alberto Favero, Co-founder Verticalie

“Prima che sia troppo tardi”: una campagna per agire in anticipo

Al centro di questo impegno si colloca la campagna di prevenzione “Prima che sia troppo tardi”, che si sviluppa su tre direttrici fondamentali.

  • La prima è la divulgazione, per informare e sensibilizzare famiglie, educatori e comunità sull’importanza della prevenzione e della salute mentale. Parlare di questi temi in modo chiaro e accessibile è il primo passo per superare stigma e silenzi.
  • La seconda riguarda le scuole, luoghi privilegiati in cui intercettare precocemente bisogni e fragilità. Qui la Fondazione promuove programmi educativi basati su evidenze scientifiche, volti a sviluppare competenze emotive e relazionali nei ragazzi.
  • Infine, l’azione sui territori, per costruire reti locali capaci di sostenere i giovani nel loro contesto di vita quotidiano. Intervenire vicino alle persone significa rendere il supporto più efficace, continuo e radicato.

Lo sport come fattore protettivo

In questo quadro, lo sport assume un ruolo cruciale. Non solo come attività fisica, ma come esperienza educativa completa: disciplina, condivisione, gestione delle emozioni, senso di appartenenza.

Progetti come “Sport per Crescere: Sport e Salute Mentale per la Generazione Olimpica” valorizzano proprio questa dimensione, promuovendo lo sport come strumento di prevenzione del disagio e di sviluppo armonico della persona. Il progetto, che nasce dalla collaborazione con Fondazione Ospedale Niguarda, affronta il crescente problema del disagio psicologico negli adolescenti attraverso l’utilizzo dello sport come strumento di prevenzione e di supporto psicologico.

Obiettivo centrale del progetto è quello di migliorare il benessere psicofisico dei giovani dagli 11 ai 14 anni. Il progetto si articola in attività destinate a educatori, allenatori sportivi e famiglie, con un focus sul potenziamento delle competenze degli educatori sportivi, creando modelli scalabili che possano essere replicati in altre regioni o contesti. 

Oltre il traguardo

La Milano Marathon si è conclusa, ma il suo significato va oltre il traguardo tagliato dai runner. Resta nelle storie di chi ha corso per una causa, nell’impegno delle organizzazioni coinvolte, nella consapevolezza che ogni azione condivisa può generare cambiamento.

In questa prospettiva, la maratona diventa simbolo di un percorso più ampio: quello verso una società più attenta, capace di prendersi cura dei propri giovani prima che il disagio diventi emergenza. Perché, proprio come nella corsa, anche nella vita la differenza la fanno la preparazione, il supporto e la capacità di non restare soli lungo il percorso.

Continua anche tu a sostenere il progetto “Prima che sia troppo tardi”. 

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