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RINED all’ICEM 2026: dall’ambiente interiore alla responsabilità ambientale

Alla International Conference on Environmental Mindfulness di Roma, RINED ha messo in dialogo neuroscienze, ricerca sulla coscienza e pratiche contemplative con la responsabilità ambientale e la Global Health.

Dal 17 al 19 settembre 2026, Roma ha ospitato la International Conference on Environmental Mindfulness (ICEM) presso UNINT – Università degli Studi Internazionali di Roma. Il forum scientifico internazionale, guidato da Luca Simione, ha riunito ricercatori e professionisti impegnati nei campi della psicologia ambientale, della mindfulness, della neuropsicologia e degli studi contemplativi. Esperti accomunati dall’interesse a comprendere come la trasformazione interiore possa contribuire a modalità più sostenibili di relazione con sé stessi, con gli altri e con l’ambiente.

RINED – Research Institute for Neuroscience, Education and Didactics della Fondazione Patrizio Paoletti ha contribuito alla conferenza con un ruolo centrale nel programma scientifico. Tal Dotan Ben-Soussan, Direttrice di RINED e membro del Comitato Scientifico di ICEM 2026, ha presieduto e guidato il simposio “Creating an Internal Mindful Environment: From Biological Plasticity to Environmental Responsibility and Global Health”.

Al centro del simposio una domanda fondamentale: la trasformazione del nostro ambiente interiore può cambiare il modo in cui ci relazioniamo con il mondo al di là di noi stessi?

Dalla plasticità biologica alla responsabilità ambientale

Il simposio ha esplorato un possibile percorso che collega la plasticità biologica e le dinamiche cerebrali alla flessibilità dei processi legati al sé, al senso di connessione e alla responsabilità ambientale.

Il contributo di apertura, “A Neuroecological Framework for Environmental Mindfulness: Beyond the Self”, è stato presentato da Patrizio Paoletti e Tal Dotan Ben-Soussan. Il loro intervento ha illustrato lo Sphere Model of Consciousness e le ricerche condotte da RINED sul Quadrato Motor Training (QMT).

La presentazione ha esaminato come i cambiamenti nei processi neurali e biologici possano essere associati a una maggiore flessibilità nel modo in cui le persone percepiscono sé stesse e la propria relazione con il mondo circostante. Questa prospettiva ha messo in dialogo neuroscienze, studi sulla coscienza ed environmental mindfulness. Passando dalla trasformazione dell’ambiente interiore alle questioni dell’interconnessione, della cura collettiva e della responsabilità.

Il simposio ha inoltre riunito ricercatori provenienti da diversi ambiti scientifici. Caterina La Porta e colleghi, dell’Università degli Studi di Milano e del Center for Complexity & Biosystems, hanno presentato una ricerca sull’elettrofisiologia e sulle dinamiche cerebrali associate al movimento consapevole. Kevin Rozario e colleghi, della Friedrich Schiller University Jena, dell’Helmholtz Centre for Environmental Research (UFZ), del German Centre for Integrative Biodiversity Research (iDiv) e della Leipzig University, hanno esplorato le esperienze psichedeliche, la natura e il senso di connessione trascendente. Yair Dor-Ziderman e colleghi, dell’Integrated Brain and Behavior Research Center dell’Università di Haifa, hanno affrontato i temi della meditazione, della dissoluzione del sé, dell’accettazione della mortalità e della sensibilità verso le questioni ambientali.

Una prospettiva di Global Health

Il simposio ha inserito questi diversi contributi all’interno di una più ampia prospettiva di Global Health.

La discussione ha collegato diversi livelli di indagine, dalla plasticità biologica e dalle dinamiche cerebrali all’autotrascendenza, al senso di connessione con la natura e alla responsabilità ambientale.

Da questa prospettiva, la salute umana non può essere considerata separatamente dai contesti sociali e ambientali in cui le persone vivono. Il benessere individuale, l’esperienza sociale e le condizioni ambientali sono continuamente interconnessi.

Il dialogo sviluppato durante ICEM 2026 ha quindi creato uno spazio interdisciplinare per esaminare come la ricerca sulla coscienza e sulle pratiche contemplative possa contribuire a una comprensione più ampia della relazione tra salute umana, benessere ambientale e sostenibilità.



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Oltre il quadrato: la meditazione in movimento e l’ambiente

Accanto al ruolo svolto nel simposio, RINED ha presentato un ulteriore studio dedicato in particolare all’esplorazione della relazione tra meditazione in movimento e ambiente circostante.

Lo studio “Beyond the Square: Exploring Expanded Environments through Movement Meditation”, presentato da Ludovica Ortame, Leonardo Lamas, Lucia Barbero e Tal Dotan Ben-Soussan, ha confrontato il tradizionale Quadrato Motor Training (QMT) con l’Expanded Quadrato Motor Training (QMT-E).

Nel QMT-E, i partecipanti si muovevano all’interno di un ambiente spaziale più ampio e complesso, introducendo una diversa relazione tra movimento, consapevolezza corporea e spazio circostante.

Lo studio ha coinvolto 46 partecipanti, che hanno praticato il QMT tradizionale oppure il QMT-E per un periodo di un mese. I partecipanti sono stati valutati prima e dopo l’intervento attraverso misure relative a stato affettivo, qualità del sonno, percezione soggettiva del tempo ed EEG. Insieme a diari quotidiani sulle esperienze vissute e sul sonno.

Sebbene la ricerca sia ancora in corso, i risultati presentati a ICEM hanno mostrato una riduzione della pressione temporale percepita e un miglioramento della qualità del sonno a seguito della pratica. Questi risultati hanno evidenziato il potenziale della meditazione in movimento in ambienti ampliati nel sostenere il benessere psicologico. Aprendo al contempo nuove domande sulla relazione tra sé, corpo e ambiente.

Dall’ambiente interiore al mondo che ci circonda

I contributi presentati da RINED a ICEM 2026 hanno evidenziato un filo conduttore comune tra diverse linee di ricerca: la possibilità di comprendere l’environmental mindfulness non soltanto come un modo per modificare il rapporto delle persone con l’ambiente esterno, ma anche come un processo che prende avvio dall’ambiente interiore.

Dalla flessibilità dei processi legati al sé all’esperienza dello spazio attraverso il movimento. Le ricerche presentate a Roma hanno esplorato come i cambiamenti nella coscienza, nella consapevolezza corporea e nella plasticità neurale possano influenzare il modo in cui le persone vivono la propria relazione con gli altri e con il mondo circostante.

La conferenza ha offerto a RINED l’opportunità di contribuire a un dialogo internazionale di ricerca emergente, capace di mettere in relazione neuroscienze, studi sulla coscienza, pratiche contemplative, psicologia ambientale e Global Health.

Dall’ambiente interiore all’ambiente che condividiamo, il contributo di RINED a ICEM 2026 ha esplorato nuove prospettive sul benessere umano, sull’interconnessione e sulla responsabilità ambientale.

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