E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Dal Mali al Congo a caccia di risorse. Giù le mani dall'Africa
Dal Mali al Congo a caccia di risorse. Giù le mani dall'Africa

L’odierna guerra in Mali è la ribalta di cronaca di una serie di conflitti che dilaniano frequentemente, e spesso nel silenzio, il cuore del continente africano. Dopo la primavera araba e dopo il riaccendersi della guerra nella Repubblica Democratica del Congo nell’aprile 2012, l’opinione pubblica mondiale ha cominciato a guardare con più attenzione verso ciò che accade in Africa.

Il perché è facilmente spiegabile, ma poco conosciuto e ancor meno evidenziato dai nostri mass media. Le politiche e il destino dell’Africa toccano direttamente gli equilibri economici e politici dell’affannata Europa, degli USA e della Cina. Ce lo conferma oggi Louise Arbour, presidente dell’International Crisis Group, organizzazione che si occupa della prevenzione dei conflitti, secondo la quale nel 2013 sulle guerre africane si giocheranno gli equilibri della geopolitica economica degli anni a venire. Oro, diamanti, petrolio, legno e coltan non sono gli unici elementi cui guardano con interesse tutte le grandi potenze; l’Africa è anche uno dei più grandi mercati al mondo.

Il colonialismo è formalmente finito da tempo, ma l’Africa con le sue immense risorse naturali è ancora schiava di interessi governati altrove. Le sue materie prime generano interessi d’enorme portata, alimentano le nostre economie e generano ricchezze immense. Non a caso la Repubblica Democratica del Congo, una delle nazioni più ricche di risorse al mondo, è 187esimo su 187 paesi secondo l’indice di sviluppo umano.

Nel suo articolo pubblicato su Foreign Policy, Louise Arbour elenca tra le zone più a rischio del pianeta proprio la Repubblica Democratica del Congo, paese in cui, dopo la “rivolta” del gruppo M23 ad aprile del 2012, la stabilità politica ha fatto nuovamente un notevole passo indietro. Durante lo scorso dicembre, la mediazione nella Conferenza internazionale della regione dei Grandi laghi ha ottenuto il ritiro dei ribelli dalla città di Goma e la fine di gran parte dei conflitti, ma il rischio di una nuova escalation violenta è in aumento.

La guerra per le risorse minerarie della Repubblica Democratica del Congo ha causato negli ultimi 15 anni più vittime di quante ne abbia provocate l’olocausto in Europa, senza contare gli innumerevoli stupri a danno delle giovani donne e l’altissimo numero di bambini costretti ad arruolarsi nelle milizie locali.

Ma gli africani non possono cibarsi di oro e zinco, non possono costruire scuole e case, o trovare lavoro solamente attraverso il coltan, il cobalto e i diamanti, tanto più se le potenze mondiali utilizzano milizie armate per avvantaggiarsi di una destabilizzazione politica e sociale già cronica.

A pagare i tentativi di acquisizione violenta del potere, quindi delle risorse, sono sempre i più deboli: 1.152 stupri al giorno nel 2011 (fonte: peacereporter.net), 114 bambini morti su 1.000 ogni anno fanno della Repubblica Democratica del Congo una delle quattro nazioni al mondo in cui si hanno meno possibilità di andare oltre il primo mese di vita.

In questo contesto, Fondazione Patrizio Paoletti è attiva in Congo dal 2007 per garantire scuola, cibo e medicine con 2 progetti di cooperazione e sviluppo.

L’idea che guida l’intervento è ancora oggi poco compresa, forse poco divulgata, certamente poco sostenuta: attraverso istruzione ed educazione adeguate è possibile iniziare un processo di sviluppo, che però non deve più coinvolgere solamente le vittime, ma anche coloro che guidano le sorti economiche del mondo.

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