E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Educazione musicale: as soon as possible!
Educazione musicale: as soon as possible!

Mercoledì 11 Aprile 1770. Il piccolo Wolfgang Amadeus Mozart, in compagnia del padre Leopold, si trova a Roma per assistere ad una messa nella Cappella Sistina. Durante la funzione ha l’occasione di ascoltare il celeberrimo Miserere di Allegri. Il brano è considerato talmente prezioso che ai musicisti è vietato, pena la scomunica, farne uscire dalle sacre mura anche la minima parte.

Solo tre giorni dopo, in una lettera alla moglie, Leopold Mozart, compositore ed insegnante di musica, scrive che il giovane Wolfgang, dopo aver ascoltato il brano, lo ha riscritto per intero come se gli fosse stato dettato.

Un’impresa quasi impossibile per un adolescente di soli quattordici anni. Quanto si può dire che abbia influito sullo sviluppo delle eccezionali capacità cognitive del genio Mozart, l’essere stato in contatto con musicisti, compositori e insegnanti sin dalla tenerissima età, grazie ad un ambiente familiare intriso di materia musicale?

Secondo i ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston i due elementi sono strettamente correlati. Infatti, il team del prof. Gottfried Schlaug, nella ricerca“Effects of music training on the child’s brain and cognitive development”, ha dimostrato come lo studio di un solo anno di musica possa modificare il cervello dei bambini, anche molto piccoli, sia dal punto di vista strutturale che funzionale. La ricerca ha rilevato come la pratica musicale influenzi positivamente oltre alle capacità motorie ed uditive, anche la concentrazione e l’apprendimento di lingue straniere.

Nello studio sono stati coinvolti bambini di sei anni d’età che non avevano mai studiato musica o suonato uno strumento. A parte di loro, i ricercatori hanno fatto seguire delle lezioni di musica per circa un anno e mezzo. Il cervello di tutti i bambini è stato monitorato prima e dopo il periodo di studio. I risultati delle risonanze magnetiche hanno evidenziato come, nei bambini che avevano frequentato le lezioni di musica, le aree neurali motorie ed uditive erano aumentate.

I vantaggi di un precoce esercizio musicale, inoltre, possono permanere nel lungo periodo, anche quando lo studio della musica viene sospeso, grazie alle modificazioni di strutture e funzioni cerebrali che la pratica induce.

Dal punto di vista neuroscientifico, infatti, i benefici che il cervello umano può ricevere dalla pratica musicale sono molteplici. Durante la fase dell’ascolto, ad esempio, si coinvolgono le strutture sottocorticali, come il cervelletto (predisposto alla sincronia e al ritmo) e l’amigdala (sede dell’elaborazione corticale delle emozioni). Mentre nell’esecuzione sono sollecitati a turno i lobi frontali e la corteccia sensoriale, a seconda se si tratti dell’intenzionalità o dell’aspetto tattile.

Anche i ricercatori italiani hanno indagato sull’utilità di una precoce scoperta della musica. Il team composto da ricercatori del CNR e dell’Università di Milano-Bicocca, nella ricerca pubblicata sulla rivista “Neuropsychologia”, dal titolo “Musical expertise affects neural bases of letter recognition” ha dimostrato che chi è abituato a leggere il pentagramma legge più velocemente anche le parole e durante la lettura mostra un’attivazione cerebrale diversa da chi non sa leggere le note.

Queste scoperte della neuroscienza si pongono in linea di continuità e danno maggiore importanza al lavoro svolto da Edwin E. Gordon nel campo della didattica musicale. La sua Music Learning Theory, infatti, si basa sulla convinzione che la musica può essere appresa secondo gli stessi meccanismi di apprendimento della lingua materna. Pertanto, avvicinando il bambino alla musica fin dai primi giorni di vita, lo predispone a sfruttare il massimo potenziale offerto dalla successiva istruzione formale.

Le ricerche di Gordon parlano di un’attitudine musicale innata in ogni individuo, che deve il suo sviluppo all’ambiente in cui si vive nei primi anni. Questa dinamica trova la sua espressione nel concetto di audiation , che si può tradurre come pensiero musicale, ovvero la capacità di sentire e comprendere internamente i suoni. Gordon crede che il percorso di apprendimento ideale sia quello che vede il pensiero musicale e il linguaggio svilupparsi parallelamente, come avviene per il linguaggio parlato.

Come abbiamo visto la pratica musicale offre molti benefici dal punto di vista dello sviluppo delle capacità cognitive. Ma l’educazione musicale, come diceva avanguardisticamente Maria Montessori nel suo testo “Il Metodo della Pedagogia Scientifica” ha una funzione primaria, inerente non solo allo sviluppo cognitivo, ma alla formazione globale del bambino, anche dal punto di vista sensoriale, psichico e morale.

Per questo nei programmi educativi a base scientifica sviluppati secondo il metodo Pedagogia per il Terzo Millennio dalla Fondazione Patrizio Paoletti sono presenti numerose attività che coinvolgono genitori e figli nella sperimentazione musicale. È il caso dei laboratori musicali dell’Assisi International School e delle attività di Junior Training: buongiorno in musica e fiaba della buonanotte.

 
BIBLIOGRAFIA

- De Napoli I., Dal silenzio alla musica col metodo Montessori, EONM, 2014.
- Lechevalier B., Il cervello di Mozart, Bollati Boringhieri Editore, 2006.
- Montessori M., Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini, Casa Editrice S. Lapi, 1909
- Nardozzi R., La Music Learning Theory di Edwin E. Gordon: aspetti teorici e pratici, Edizioni Curci, 2014.