E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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La Scuola che cambia il mondo. Una giornata Scientifica all’Università Sapienza di Roma
La Scuola che cambia il mondo. Una giornata Scientifica all’Università Sapienza di Roma

Mercoledì 25 giugno alle ore 14.00, la Fondazione Patrizio Paoletti organizza la Giornata scientifica “La scuola che cambia il mondo” presso la Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica dell’Università Sapienza di Roma (P.le Aldo Moro 5).

L’evento è realizzato in partnership con L’Università Sapienza di Roma, con l’Università degli Studi di Padova, con l’Ambasciata della Repubblica Democratica del Congo in Italia e con l’International Hope Research Team.

Scarica il programma   |   Scarica il comunicato stampa

Intervengono Patrizio Paoletti, presidente della Fondazione, S.E. Albert Thiseleka Felha, Ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo presso il Quirinale, Salvatore Soresi, Prof. ordinario di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Padova, Anna Silvia Bombi, Prof.ssa ordinaria di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università Sapienza di Roma, e Tania di Giuseppe, psicologa della Fondazione Paoletti. 

LA SCUOLA CHE CAMBIA IL MONDO

“La scuola che cambia il mondo” è una giornata scientifica dedicata alla figura dell’insegnante, mediatore di straordinaria importanza per la crescita della persona. Il suo lavoro gioca un ruolo chiave nello sviluppo sociale ed economico di qualsiasi Paese, specialmente in questo momento di crisi.

La scuola, infatti, è il luogo in cui ogni bambino impara a “leggere” il suo tempo e a viverlo attivamente e liberamente, al pieno delle sue potenzialità. Grazie alla preparazione professionale specifica e alla passione degli insegnanti, le nuove generazioni possono acquisire conoscenze, competenze, capacità cognitive, psicologiche e comportamentali talmente flessibili da poter imparare a interpretare in tempo reale i cambiamenti e rispondere positivamente a quelle prospettive di mobilità occupazionale, antropologica e culturale con le quali, sempre più spesso, sono chiamate a confrontarsi.

Ecco perché è così importante riconoscere agli insegnanti il loro ruolo, la loro professionalità, i loro diritti e necessità a livello internazionale, come indicato dall’Unesco: “le condizioni di lavoro degli insegnanti dovrebbero essere tali da favorire al massimo un insegnamento efficace e permettere loro di dedicarsi pienamente alle finalità della loro professione” (Raccomandazione sullo status degli insegnanti, Parigi 1966).

Eppure sempre più spesso si trovano nella delicata condizione di non riuscire ad assolvere pienamente e con personale soddisfazione al proprio compito. Diventa quindi indispensabile sostenerli attraverso idee e strumenti che possano mantenere vivi in loro i valori e le motivazioni su cui si fonda la loro professione. E’ necessario affiancare con percorsi di formazione continua coloro che si occupano di scuola ed educazione per tracciare nuove vie di sviluppo e crescita.

La Fondazione Paoletti lo fa da 10 anni attraverso il programma Scuole nel Mondo, oggi attivo con 10 progetti in 8 Paesi. Attraverso questo programma di cooperazione, e in collaborazione con l’Università di Padova e l’International Hope Research Team, la Fondazione nel 2012 ha condotto uno studio cross culturale in 4 Nazioni (Italia, Repubblica Democratica del Congo, India e Perù) indagando la percezione che gli insegnanti hanno di se stessi e del proprio lavoro.

Questa ricerca,  che sarà pubblicata a settembre sul volume "Psicologia positiva a scuola" (editore Loescher), ha l’obiettivo di inquadrare i risultati dei percorsi di formazione continua realizzati a supporto degli insegnanti e di confrontarli in diversi Paesi, con un focus sullo sviluppo di competenze quali speranza, resilienza e ottimismo: fattori determinanti in ogni contesto educativo.

La giornata scientifica dà particolare evidenza ai risultati del lavoro condotto nella Repubblica Democratica del Congo (R.D.C.): S.E. Albert Tshiseleka Felha, Ambasciatore della R.D.C presso il Quirinale, conferirà a Patrizio Paoletti e alla Fondazione da lui presieduta il diploma d’Onore e Benemerenza per il programma Scuole nel Mondo.

LA RICERCA

La qualità dell’iniziativa è stata garantita dalla collaborazione sinergica della Fondazione Paoletti, ente di ricerca accreditato alla formazione dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con professori ordinari di prestigiosi Atenei pubblici (l’Università Sapienza di Roma e l’Università di Padova) e con l’Ambasciata della Repubblica Democratica del Congo in Italia, la cui volontà politica favorevole è stata determinante per la buona riuscita del programma pluriennale promosso dalla Fondazione Paoletti in questo Paese sin dal 2007 e tutt’ora in corso.

I numeri della ricerca:
Operatori coinvolti: 225 insegnanti e educatori dai 18 ai 64 anni
Nazioni coinvolte: Repubblica Democratica del Congo, India, Perù, Italia

Assunti teorici: Alcuni dei risultati dell’indagine sono stati presentati in occasione della partecipazione della Fondazione Patrizio Paoletti alla Conferenza internazionale “Life Design e Career Counseling: instillare la speranza e fortificare la resilienza”, (Università di Padova, 21-23 giugno 2013) con una relazione dal titolo “Speranza, ottimismo, prospettiva temporale nelle professioni di aiuto: contesti a confronto”. La Fondazione Paoletti ha preso parte alla Conferenza Internazionale in virtù della sua collaborazione con il gruppo di ricerca “International Hope Research Team” (IHRT), coordinato dal Prof. Soresi (UniPD) con il quale ha condotto la ricerca. L’impegno del Prof. Soresi nello studio dei costrutti indagati nella ricerca di cui si intendono presentare i risultati è stato di recente riconosciuto dalla Società Italiana per l’orientamento. A questo riguardo si suggerisce di visitare il link: http://newslettersio.giuntios.it/showArticolo.do?idArt=245&print=true.

I temi indagati
si riferiscono alle rappresentazioni degli insegnanti verso il futuro e quali sono le motivazioni che sottendono il loro lavoro. La ricerca presuppone la necessità di supportare la formazione degli insegnanti attraverso l’incremento anche di competenze aspecifiche: capacità di ottimismo, speranza e di resilienza.

Con il termine Ottimismo si fa riferimento alla capacità di trarre il massimo vantaggio dalle proprie esperienze, dalle proprie capacità e delle opportunità offerte a vantaggio del proprio futuro professionale (Soresi, Nota, Ferrari, et al., 2009). Secondo Seligman (2005), le persone ottimiste attribuendo il merito del proprio successo alle proprie azioni, sono portate ad impegnarsi per il raggiungimento dei propri obiettivi; i pessimisti, invece, attribuendo i propri successi al caso, alla fortuna e agli altri, sono portati a pensare di avere poco controllo sugli eventi e non sono motivati, di conseguenza, ad investire tempo e risorse per il perseguimento dei propri obiettivi. Per quel che riguarda la speranza, Snyder (2000; 2002) la definisce come la motivazione che si nutre nei confronti della possibilità di conseguire determinati risultati e obiettivi. La speranza, secondo l'autore, si articola nelle capacità di: (a) mettere a fuoco chiaramente degli obiettivi, (b) individuare delle strategie specifiche per raggiungerli, e (c) stimolare e sostenere la motivazione ad usare queste strategie. Infine, considerando che potrebbe essere controproducente pensare ad un contesto lavorativo e/o ad una professione che sia completamente rosea e soddisfacente, numerosi autori sostengono l'importanza di studiare la resilienza all'interno dei contesti lavorativi. Con il termine “resilienza” si fa riferimento ad una serie di abilità che permetto all'individuo di riuscire a fronteggiare in modo positivo avversità e situazioni di rischio e a riprendersi prontamente dopo un insuccesso (Masten & Reed, 2002).

I contesti di applicazione della ricerca – istituzioni scolastiche dislocate in paesi terzi - si caratterizzano infatti per la loro instabilità in termini di governance economica, politica e sociale, che si accompagna a limitate possibilità di scelta e di realizzazione per i docenti e le popolazioni scolastiche coinvolte. In tali contesti, il personale scolastico delle istituzioni educative si trova a dover maturare la capacità di impegnarsi su più fronti per manifestare, di volta in volta, sensibilità, abilità e competenze diverse per risultare appropriato ai diversi ruoli che è chiamato a ricoprire.

Rilevanza dell’iniziativa:
L’iniziativa di formazione e di aggiornamento del personale scolastico di alcuni istituti scolastici situati nella periferia di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) e la ricerca correlata a questa iniziativa incentrata su: “Il Lavoro, la speranza, la resilienza oltre i confini: non arrendersi di fronte alle difficoltà. Una ricerca cross culturale”, di cui si intende presentare i risultati nel corso della giornata di studi, hanno mostrato entrambe di essere altamente significative nel contesto di riferimento in cui sono state condotte. In particolare, l’attuazione del programma “Scuole nel Mondo” nella Repubblica Democratica del Congo ha permesso di sostenere la motivazione, l’autonomia, la maturazione e il successo formativo della popolazione scolastica del Groupe Scolaire Thiseleka, nel comune di Mont-Ngafula e del Complexe Scolaire Maman Gina Kumbi Kumbi, nella baraccopoli di Mpile. I risultati della ricerca possono essere ulteriormente capitalizzati per replicare l’iniziativa di formazione e di aggiornamento del personale scolastico in contesti analoghi (paesi poveri, a basso indice di sviluppo umano, caratterizzati da contesti instabili e da limitate possibilità di scelta e di realizzazione). Svariate sono le ricerche che danno rilievo al valore dell’istruzione per il miglioramento del capitale umano di ogni Paese. Questo assunto rappresenta una forte motivazione per i paesi a medio e basso reddito e non solo, ad investire nell’istruzione per poterne favorire la crescita economica (Hanushek e Woessmann, 2008; 2010; Lochner, 2011). L’innalzamento della qualità e della motivazione dei docenti dovrebbe essere, dunque, una priorità in tutti i paesi, anche se questo non è sempre vero, in particolare modo, per quei paesi la cui governance politica ed economica è fragile, a causa della frequenza con cui sono soggetti all’insorgere di catastrofi naturali o umane (conflitti armati). L’obiettivo dello studio condotto dalla Fondazione Patrizio Paoletti in collaborazione con l’International Hope Research Team dell’Università di Padova è stato quello di determinare quantitativamente sia l’influenza di fattori contestuali (come l’appartenenza nazionale) che il condizionamento esercitato da variabili positive come la Speranza, l’Ottimismo e la Resilienza nel determinare le credenze di autoefficacia professionale e la soddisfazione lavorativa di docenti operanti in diversi Paesi (Italia, Repubblica Democratica del Congo, India e Perù). Nel corso del convegno sarà discussa l’importanza di individuare metodologie e pratiche per pianificare programmi di formazione continua a beneficio del personale scolastico che opera in contesti caratterizzati da forte instabilità sociale, politica ed economica.
 

10 ANNI DI CAROVANA DEL CUORE: L'INAUGURAZIONE

Il programma internazionale Scuole nel Mondo è realizzato grazie alla campagna di sensibilizzazione La Carovana del Cuore, promossa ogni anno dalla Fondazione Paoletti con l'obiettivo di appassionare la popolazione italiana alle tematiche educative e sociali.

Grazie all'impegno dei numerosi volontari coinvolti nella Campagna, che dal 2005 percorrono le principali città italiane sensibilizzando il pubblico, il programma Scuole nel Mondo ad oggi ha raggiunto con le sue azioni (scolarizzazione, assistenza sanitaria e alimentare, formazione dei docenti e degli educatori) oltre 130.000 tra bambini e insegnanti in Perù, India, Repubblica Democratica del Congo, Amazzonia, Haiti, Israele, Brasile e Indonesia.

La 10ª edizione della Carovana del Cuore, Patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero della Salute, sarà inaugurata al termine della giornata scientifica.
 

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