E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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21Minuti 2013: paura e futuro non possono convivere
21Minuti 2013: paura e futuro non possono convivere

“Saper gestire un imprevisto fa sempre la differenza” (Patrizio Paoletti). Lo sperimentiamo quotidianamente in un momento storico che si spinge a confrontarci con scenari economici, sociali e ambientali in rapido cambiamento.

21Minuti 2013 ci ha offerto strumenti e idee per l’Inner Design Technology, suggerendoci la consapevolezza che le difficoltà e gli imprevisti possono essere affrontati e gestiti mettendo a frutto il pieno potenziale umano, individuale prima che collettivo.

Abbiamo imparato che ognuno di noi può sognare, prefigurare, trasformare piani d’azione in strategie per realizzare concretamente mondi possibili e sostenibili con le proprie risorse ed energie, con la sua capacità di creare e di innovare. Abbiamo imparato che “ci sono sempre tante cose da imparare, limiti da superare ed errori da compiere nella nostra vita” (Luca Prasso), ma “non per questo dobbiamo aver paura di agire” (Rosy Canale). Abbiamo imparato che il futuro, in realtà, è già presente perché è già disegnato dalla nostra mente.

Le neuroscienze, infatti, ci dicono che “il cervello ci prepara agli imprevisti lavorando incessantemente per prefigurare il futuro” (Moshe Bar). Sta a noi coltivare questa capacità, basilare per la nostra esistenza, non accontentandoci mai della conoscenza che abbiamo già acquisito, ma intersecando i saperi, aprendoci alla novità e al cambiamento anche nelle piccole azioni quotidiane, investendo nelle relazioni sociali, perché “le conoscenze crescono a dismisura nel confronto” (Luca Prasso).

Imparare da cose nuove, ampliare la nostra capacità di ascoltare noi stessi e gli altri, essere disposti a cambiare il nostro stato e le nostre abitudini è importante perché “il cervello ha bisogno di ampliare la sua banca dati per prefigurare possibili scenari futuri” (Bar). Più il nostro cervello è in grado di farlo, più noi, consapevoli delle risorse a nostra disposizione, siamo in grado di rispondere in tempo reale agli imprevisti, senza perdere la bussola dei nostri obiettivi e delle nostre aspirazioni.

L’Inner Design Technology, la nostra tecnologia interiore, altro non è che “la capacità di ridurre la distanza tra il disegno fatto dal nostro cervello e la realtà" (Paoletti).

Rispettare la nostra natura di “macchine che hanno bisogno di imparare per vivere e di vivere per imparare” (Paoletti) ci rende capaci di dare una risposta adeguata agli imprevisti e di ottenere il massimo rendimento dal nostro agire, cioè di fare economia.

E’ questo il punto di partenza per tramutare l’io in noi.

Il futuro, l’innovazione e il cambiamento sono sempre scaturiti da progetti individuali ben mediati, “connessi a rete e condivisi” (Claudio Ricci). Ciò che è individuale diventa collettivo solo se mediato da un’attenzione empatica all’altro, alla sua economia individuale. Negoziare, “muoversi verso” e imparare a sentire il battito del cuore di chi ci sta accanto, ci farà necessariamente crescere come società, perchè “non c'è economia più grande dell’economia del cuore" (Canale).

Prima beneficiaria di quest’attenzione deve essere l’infanzia, “la base del nostro futuro. Spetta a noi adulti creare le condizioni che favoriscano il pieno sviluppo cognitivo di ogni bambino” (Maria Herczog), tutelare i suoi diritti, rafforzare i processi di apprendimento, sostenere le famiglie e gli insegnanti, perché solo migliorando i processi educativi riusciremo a creare domani il futuro che vogliamo oggi.

Guarda l'intervista a  Maria Herczog, sociologa e presidente della rete Eurochild


21Minuti   |   Edizione 2013