E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Education for Peace! Un’unica grande voce per la pace
Education for Peace! Un’unica grande voce per la pace

“L'educazione deve coltivare il reciproco rispetto per gli altri e il mondo in cui viviamo, e aiutare le persone a formare una società più giusta, inclusiva e pacifica". (Segretario generale dell’ONU, Ban Ki-Moon)

L’indissolubile relazione tra educazione e pace, sottolineata in queste parole dal Segretario generale dell’ONU, è il tema della Giornata Internazionale per la Pace 2013.

Sabato 21 settembre, il mondo intero si unisce in un’unica grande voce: “Education for Peace”, un appello ai leader del mondo affinchè mettano fine ai conflitti e alle guerre promuovendo un serio programma globale per l'educazione alla pace

A livello planetario oggi stiamo vivendo una situazione davvero critica, sono 60 le Nazioni in cui sono attivi conflitti armati o tensioni (il 30,6% della globalità dei 196 Stati riconosciuti sovrani nel mondo), e sono be 443 le milizie coinvolte in guerre e guerriglie di cui spesso si ignora l’esistenza, la portata e le aspre conseguenze.

Ad esempio in questo preciso momento, in Siria contiamo oltre 1 milione di bambini² “strappati alla loro casa, spesso anche alla famiglia, che si sono trovati di fronte ad orrori che solo ora iniziamo a comprendere" (Anthony Lake, Direttore esecutivo dell'agenzia Onu per l'infanzia). Nei primi nove mesi del 2013, sono già arrivati in Italia 2.872 bambini in fuga dalla guerra in Siria, molti dei quali non accompagnati³.

Sono 8 i Paesi africani (Egitto, Mali, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, nord Sudan, Sud Sudan) percorsi da tensioni o conflitti armati, 10 quelli asiatici (Corea del Nord, Corea del Sud, Afghanistan, Birmania-Myanmar, Pakistan, Iraq, Israele, Siria, Turchia, Yemen), 2 quelli del continente europeo (Cecenia, Daghestan) e 2 quelli del Sud America (Colombia, Messico)¹.

In questa Giornata Mondiale per la Pace vogliamo rilanciare due idee, di per sé generative.

In primo luogo è necessario prevenire i conflitti, partendo dalla centralità dell'educazione e della scuola definendo programmi di intervento a lungo termine.

E' infatti doveroso, ma non risolutivo attivare risorse ed interventi esclusivamente per le gravi emergenze umanitarie. Bisogna coltivare quotidianamente la pace che desideriamo per la nostra terra:  “la pace non cade dal cielo, va costruita giorno per giorno” ha affermato il Premio Nobel per la Pace Betty Williams, nostra ospite alle conference internazionale 21 minuti,

In quella stessa cornice Patrizio Paoletti, dialogando con la Williams, affermò che la sfida più importante del nostro tempo è “sconfiggere la fame e la violenza ricominciando dalla ricerca, dalla formazione degli insegnanti, dall’educazione dei bambini: il nostro futuro, il futuro del mondo intero".

La seconda idea che desideriamo condividere oggi riguarda la frammentazione degli interventi umanitari. Se da un lato, nei territori di crisi, la presenza di molte organizzazioni non governative è lodevole ed utile, dall'altra parte la mancanza di coordinamento spesso osta alla reale risoluzione delle emergenze umanitarie e può produrre difficoltà anche molto complesse da risolvere.

“Fare molto, fare il necessario, fare insieme” è l’appello che vogliamo lanciare oggi a tutte le organizzazioni nazionali ed internazionali che operano e hanno le loro basi in Italia. “Le organizzazioni e le istituzioni – ha affermato il Nobel per la pace Betty Williams - devono lavorare insieme. Dobbiamo diventare un’unica grande voce”.

In questa Giornata Mondiale per la Pace, auspichiamo un’effettiva unione ed un concreto coordinamento delle differenti organizzazioni non governative, perché “non si pensi solo al prossimo euro che verrà, ma si possa lavorare in sintonia (Betty Williams).

Guarda il video  #EducationForPeace


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¹ guerrenelmondo.it
² ansa.it
³ ilpost.it