E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Scuola in Italia: quale direzione?
 Scuola in Italia: quale direzione?

L’istruzione e la cultura sono il principale strumento per perseguire il benessere e rilanciare l'economia del Paese.

Le parole del presidente del Consiglio Letta, pronunciate dopo il via libera del CdM al decreto scuola, aprono uno spiraglio proprio in questa direzione: "Ci interessa ricominciare a investire sulla scuola e l'istruzione perché sono il centro per il rilancio del nostro Paese".

Dopo un’epoca di tagli, il cambio di prospettiva che il decreto suggerisce potrebbe restituire vitalità al nostro sistema scolastico ed educativo.

Nonostante la scuola italiana non sia in buona salute da molto tempo (gli ultimi dati Eurostat del 2012 collocano l'Italia tra le nazioni con il più alto tasso di alunni che abbandonano prematuramente gli studi: il 17,6 per cento, 2 punti sopra l’obiettivo europeo 2020), la scuola italiana si rilancia.

Il governo ha scelto di mettere in campo 400 milioni di euro per affrontare alcune delle principali problematiche della scuola italiana: dispersione scolastica, formazione e stabilizzazione del corpo docente, digitalizzazione, merito e costo dei libri di testo.

Ciò che ci aspettiamo ora sono strumenti efficaci per rispondere in tempo reale ai cambiamenti che la società impone, specialmente in un momento storico come quello che stiamo vivendo.

Mancano, ad esempio, programmi ben definiti che integrino didattica tradizionale e tecnologia e rendano più appetibile l’istruzione. Altresì va aggiornata la formazione del corpo docente e vanno definite nuove e più adeguate politiche per preparare i nostri ragazzi al mercato del lavoro.

Ci auguriamo che il decreto approvato oggi sia il primo di una lunga serie provvedimenti capaci di avviare un adeguato processo di ristrutturazione e rilancio della nostra scuola.

Cosa prevede la riforma?

- Formazione e stabilizzazione del corpo docente. Il Dl destina 10 milioni alla formazione del personale scolastico. Il provvedimento punta al rafforzamento delle competenze digitali degli insegnanti, della formazione in materia di percorsi scuola - lavoro e a potenziare la preparazione degli studenti nelle aree ad alto rischio socio-educativo.

 

- Dispersione scolastica. Sarà una delle emergenze scolastiche anche per il prossimo anno, visto che non si riesce ad abbatterla in maniera consistente. L'ultimo dato - relativo al 2012 - reso noto da Eurostat colloca l'Italia tra le nazioni con il più alto tasso di alunni "che abbandonano prematuramente gli studi": il 17,6 per cento. Soltanto dopo Spagna, Portogallo e Malta e distante 6 o 7 punti percentuali da nazioni come Francia e Germania. Al termine della riunione del Cdm il ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio, ha spiegato: "Prosegue il programma per la lotta alla dispersione scolastica e per l'apertura della scuola al pomeriggio". Il dl del Governo stanzia 15 milioni (3,6 per il 2013 e 11,4 per il 2014) per la lotta alla dispersione scolastica. Verrà avviato un programma di didattica integrativa che contempla il rafforzamento delle competenze di base e metodi didattici individuali e il prolungamento dell'orario per gruppi di alunni nelle realtà in cui è maggiormente presente il fenomeno dell'abbandono e dell'evasione dall'obbligo, con attenzione particolare alla scuola primaria.

- Digitalizzazione e tecnologia. L'ultimo dossier dell'Ocse sulla digitalizzazione delle scuole italiane fa emergere tre aspetti: pochi strumenti, poche risorse economiche e docenti poco inclini al cambiamento. Nelle scuole italiane ci sono pochi computer (42 computer ogni cento studenti in prima superiore, contro gli 83 della Danimarca e i 51 della Germania) e spesso sono affollatissimi di alunni: solo il 20 per cento dei computer in quarta elementare lavorano con meno di tre scolari davanti. In Spagna la percentuale sale al sono 50 percento. Il decreto prevede inoltre delle misure per la modernizzazione degli strumenti, in particolare all'uso dello "wi fi nelle scuole". Il premier ha aggiunto che nel provvedimento ci sono "molti passaggi per gli insegnanti", tra cui l'ingresso gratuito dei docenti nel sistema museale del Paese. Il decreto stanzia 15 milioni spendibili subito per la connettivita' wireless nelle scuole secondarie, con priorita' per quelle di secondo grado. Gli studenti potranno accedere a materiali didattici e contenuti digitali in modo rapido e senza costi.

- Libri di testo. Dal primo gennaio partira' l'assunzione del personale Ata nelle scuole, mentre cambiano le regole sui tetti di spesa dei libri di testo: d'ora in poi dovranno essere i dirigenti scolastici ad assicurarne il rispetto non approvando le delibere del collegio dei docenti che ne prevedono il superamento. Il decreto legge approvato dal CdM stabilisce che i testi cosiddetti 'consigliati' potranno essere richiesti agli studenti solo se avranno carattere di approfondimento o monografico. L'adozione dei testi scolastici diventa facoltativa: i docenti potranno decidere di sostituirli con altri materiali.

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