E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

Cerca per argomento

Store

  • Quaderno Millecolori (PRODOTTO ESAURITO)

    Quaderno Millecolori (PRODOTTO ESAURITO)
    Prezzo: 5,00 €

    (PRODOTTO MOMENTANEAMENTE ESAURITO) Paghi uno, regali due! E' arrivata una bellissima......

    approfondisci
  • Scatola per confetti

    Scatola per confetti
    Prezzo: 3,00 €

    Un’idea regalo semplice con un messaggio importante da condividere con le persone a cui vuoi......

    approfondisci

Fondazione Patrizio Paoletti

news
home / elenco news / Ricerca e innovazione, l'economia della conoscenza come...

News

Bookmark and Share
Ricerca e innovazione, l'economia della conoscenza come risposta alla crisi italiana

Gli investimenti in ricerca e innovazione sono una via concreta da percorrere per uscire dalla crisi economico-sociale profonda che stiamo vivendo. Lo spiega bene sulla testata greenreport.it la coordinatrice dell'osservatorio Enea sull'Italia nella competizione tecnologica internazionale, Daniela Palma. Attraverso la valorizzazione delle risorse dell'uomo, il sapere si può tradurre nella miglior economia auspicabile: l'economia della conoscenza

Leggi l'articolo

"La ricerca in Italia, nonostante l'enfasi con cui è trattata dai grandi mezzi di comunicazione, vive da tempo una stagione di tagli, confermati anche ultimamente dalle disposizioni della "Spending Review", con un taglio a regime al fondo ordinario degli enti di ricerca di 88 milioni di euro dal 2013. Nei confronti internazionali le cifre parlano chiaro e ci dicono che ancora nel 2011 l'Italia investe in ricerca poco più dell'1% del Pil, un dato pari a circa la metà di quello della media europea (Ue27) e meno della metà della media Ocse, mentre la spesa attribuita alle imprese è di poco superiore allo 0,5% del Pil, con ciò segnando una distanza ancora più forte (quattro volte circa) sia dalla media Ue che da quella OcseE (3 volte circa).

Ma basse spese in ricerca, diminuzione del numero dei ricercatori, "fuga dei cervelli" italiani e soprattutto mancata attrazione di ricercatori dal resto del mondo, sono solo i sintomi più espliciti, ancorché importanti, di un fenomeno che attanaglia la realtà italiana da ormai troppo e lungo tempo e che potremmo così definire: il mancato riconoscimento che la crescita della conoscenza ha per lo sviluppo del Paese, ed il ruolo sempre più significativo che la conoscenza ha nel condizionare il paradigma della produzione economica. Non è un caso, infatti, che oggi si parli sempre di più di "economia della conoscenza", di nuove "catene del valore" che vanno dalla produzione manifatturiera ai servizi, e che traggono il loro humus dalla capacità che ha il "sapere" di tradursi in risposte ai bisogni dell'economia e della società."

Continua a leggere su Greenreport.it