E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Io, noi, l'altro da noi: un percorso verso la cooperazione sociale. Patrizio Paoletti al World Forum 2012
Io, noi, l'altro da noi: un percorso verso la cooperazione sociale. Patrizio Paoletti al World Forum 2012

NAPOLI, mercoledì 28 novembre - Patrizio Paoletti, presidente dell'omonima Fondazione e membro del comitato scientifico del World Forum,  apre la terza giornata dell'International Forum for Child Welfare, in corso presso il Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli. Siamo lieti di pubblicare il suo intervento dal titolo: "Io, noi, altro da noi, una rete neurale espansa. Ruolo, responsabilità, priorità, delega, controllo, un lungo cammino da percorrere insieme per giungere alla coesistenza e alla cooperazione sociale".

“Sono lieto di condividere con voi qualche idea sullo sviluppo e l’evoluzione. Io credo fermamente che il futuro del mondo dipenda dalla nostra evoluzione interiore, dalla nostra capacità di contenere e bilanciare in noi stessi le tre parti che ci compongono: il cervello limbico e rettile, quelle più antiche e connesse ad istinti come l’aggressività, e quello neocorticale, che ci permette di valutare, imparare, costruire dai nostri errori. Quest’ultimo è oggi la nostra frontiera evolutiva, il suo giusto impiego è l’unica risorsa che ci consentirà di realizzare domani le nostre visioni di oggi.

Questo giusto utilizzo è l’obiettivo del processo educativo. Educazione, ex ducere, significa tirar fuori, far brillare al di fuori di noi le nostre migliori risorse, mettendole a disposizione degli altri. Il naturale estuario, l’obiettivo ultimo di questo percorso, è l’eccellenza, vista come un modello a tendere: percepire la domanda che l’ambiente pone a ognuno di noi e rispondere in modo migliorativo, accrescitivo.

L’io è la piena misura della facoltà di un uomo di riconoscersi e di agire sull’ambiente che lo circonda, ma non esiste un io senza l’incontro con l’altro. Far sapere all’altro che esistiamo è molto più di un “esistere”, è un progetto di esistenza.

Per realizzare un vivere proattivo e prosociale, dobbiamo sottrarci alla vecchia corrispondenza stimolo-risposta, affidandoci a quella stimolo-comprensione-risposta. E la comprensione può venire esclusivamente dai dati. La qualità dei dati che riceviamo è il primo punto irrinunciabile di un processo educativo. Bisogna dire sempre la verità, non accettare mai falsificazioni e mistificazioni. La relazione autentica è una condicio sine qua non del processo educativo e dello sviluppo umano.

Dall’io, si passa dunque al noi, la crescita. Quando comprendiamo l’io come qualcosa di non costretto in se stesso, scopriamo l’altro. Tale nuova frontiera ci deve rinnovare, ci deve far rinunciare alle nostre posizioni per accogliere l’altro. Solo da quest’incontro si può generare cambiamento.

Dall’io siamo passati al noi, ma c’è anche l’altro da noi. Tutti condividiamo una cosa: lo spazio, il pianeta su cui viviamo. La terra non è di qualcuno, ma di un insieme: l’umanità. Il suo essere specie apice sul pianeta comporta un’alta responsabilità, la gestione dell’ambiente che ci circonda e che gentilmente ci sostiene. Oggi noi non lo stiamo gestendo con altrettanta chiarezza e gentilezza: stiamo sfruttando le risorse del pianeta, non le stiamo gestendo. Dobbiamo cambiare questa mentalità. Il pianeta stesso ci sta chiedendo di farlo, infatti sempre più persone sono costrette a vivere oggi di stenti e in difficoltà, anche in occidente, anche vicino a noi. Non possiamo più esimerci dalla gestione coerente delle risorse del pianeta, ripensando i nostri sistemi economici in un’ottica di rigenerazione delle stesse.

Il World Forum 2012 è dedicato al tema delle migrazioni. Pochi migrano perché amano farlo, la migrazione di cui parliamo oggi è di stato e di necessità. Purtroppo l’ambiente sociale, le circostanze che dovrebbero accogliere l’uomo e lo sviluppo dell’essere, troppo spesso invece reagiscono negativamente e si chiudono, creando disagio e tensione sociale. 12,3 milioni di persone, 2 ogni 1.000, sono vittime di questo vuoto di relazione, sono costrette a vivere in una condizione di rifiuto, non più considerate come esseri umani capaci di portare ricchezza.

E’ una condizione complessa che inquieta molti. Ma non basta provare repulsione di fronte a questi numeri, bisogna agire concretamente e il miglior modo di farlo è affidarci alla nostra rete neurale espansa: la soluzione non è certamente nel singolo, ma nel confronto con l’insieme. Voi, che mi state ascoltando, siete la mia soluzione, nella misura in cui riesco a rendervi parte della mia rete neurale espansa. Solo la relazione può generare cambiamento, il futuro dell’umanità è nella comunicazione relazionale. Ognuno può arricchire l’altro del proprio bagaglio e arricchirsi dall’altro, vivendo molte vite nella propria vita. Accogliere il punto di vista dell’altro è il primo passo di questa splendida occasione che tutti noi abbiamo.

Per riassumere, il futuro nasce da noi e dalla nostra capacità di comprendere il nostro ruolo nel mondo. Il ruolo di ogni individuo dipende dal controllo delle sue emozioni negative (aggressività), che gli permette di promuovere all’esterno il meglio di sé e mettere in campo la sua dimensione cooperativa. Offrendo il meglio delle mie capacità, delegando all’insieme il mio costante arricchimento, io divento capace di stabilire priorità che creino vantaggio all’ambiente che mi circonda, riassumendo appieno la mia responsabilità verso l’altro e verso l’altro da noi.

Vorrei concludere quest’intervento con una frase a me molto cara, un invito alla vita: arriva fin dove riesci a vedere, giunto là potrai vedere più lontano
.

Patrizio Paoletti


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