E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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"Sguardi Oltre": Paoletti, Spadafora e Rossi-Doria presentano il Dossier su minori e periferie
"Sguardi Oltre": Paoletti, Spadafora e Rossi-Doria presentano il Dossier su minori e periferie

Fondazione L’Albero della Vita Fondazione Patrizio Paoletti presentano il Dossier “Sguardi Oltre, i ragazzi riprendono le periferie” martedì 6 novembre a Roma, in occasione di una conferenza nazionale presso la sede dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Intervengono Patrizio Paoletti, presidente dell'omonima Fondazione e de L'Albero della Vita, Vincenzo Spadafora, Garante Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza, e Marco Rossi-Doria, fondatore del progetto Chance e sottosegretario del MIUR.

Le 50 città più grandi d’Italia ospitano oggi quasi il 23% dei minori che vivono sull’intero territorio nazionale, e la percentuale ha registrato un sensibile aumento in coincidenza dell’inizio della crisi economica. Migliaia di giovani coppie alla ricerca di occupazione migrano sempre più spesso verso i centri abitati di maggiori dimensioni (la sola Roma ha visto crescere la sua popolazione di oltre 1 milione di persone negli ultimi 50 anni). Insieme ai loro figli, essi popolano sempre di più le periferie dei grandi centri urbani e chiedono nuovi servizi (asili, scuole, ospedali, centri di aggregazione, ecc.), una sfida alla quale le amministrazioni non sempre riescono a rispondere adeguatamente e tempestivamente.

Così la vita in diverse periferie cittadine, tra degrado ambientale e sociale, povertà e fragilità familiari diffuse, può arrivare a definire intorno ai minori un ambiente sostanzialmente povero di stimoli e di opportunità, dove una quotidianità carente semina un futuro purtroppo già segnato, alimentando la catena della povertà materiale e culturale, creando condizioni negative allo sviluppo e alla crescita.

Eppure l’ambiente è considerato da buona parte della pedagogia contemporanea “il terzo educante”, al di là e prima dei genitori, degli educatori e degli insegnanti. Il contesto è l’insieme delle storie delle persone che abitano l’ambiente, degli intrecci che queste producono, delle relazioni che si vengono a creare all’interno di esso.

La periferia può diventare un territorio di “incompiutezza”, di “esclusione”, di emarginazione, dove problemi come l’abbandono e la dispersione scolastica, la carenza di servizi, i conflitti interculturali, la violenza ed il rischio di devianza minorile sono più evidenti. Ma può essere anche un’opportunità per innescare un nuovo processo educativo che parta dal diritto alla partecipazione di bambini e adolescenti e arrivi a restituire loro spazi e relazioni per il futuro.

Il Dossier "Sguardi Oltre", realizzato con l’autorevole contributo di urbanisti, sociologi, pedagogisti, docenti, assessori alle politiche sociali, dirigenti scolastici e Autorità Garanti per l’infanzia, è un viaggio alla scoperta dei quartieri più degradati delle grandi città italiane, dove si nasce e si diventa grandi.Il testo ci conduce a confrontarci con il concetto di periferia, come si definisce e come si è evoluto nel tempo, ci porta a comprendere come si vive, come si costituiscono le condizioni che limitano l’espressione del potenziale individuale e collettivo. Ma porta il nostro sguardo anche oltre tutto questo, per illustrare chiaramente quanto può essere fatto per migliorare la qualità della vita e l’accesso ai diritti fondamentali dei minori nelle periferie.

Sono indicazioni che nascono dall’attenta osservazione dei contesti, dall’esito delle esperienze progettuali, dalle conoscenza in ambito socio-psico-pedagogico che portano al centro della riflessione le persone, l’impegno che il nostro welfare deve garantire, ma anche e soprattutto la capacità che può essere risvegliata in ognuno di attingere alle risorse più profonde, di trovare nuove soluzioni ai problemi, di riappropriarsi del proprio destino.