E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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"La crisi sta unendo le persone". Intervista ad Alba, volontaria della Carovana del Cuore.

"Il mondo sta cambiando? Allora cambiamo anche noi!". E' disarmante la semplicità con cui Alba Losa, volontaria della Fondazione Paoletti, legge il difficile momento economico e sociale che l'Italia e l' Europa attraversano oggi. 'Solidarietà' e 'cambiamento' sono le parole che questa solare ragazza spagnola pronuncia più spesso mentre la intervistiamo prima che inizi la sua giornata in spiaggia.

No. Non è qui a Marina di Pisa per una 'tintarella' come ci si aspetterebbe durante l'esodo estivo. Il suo, e quello di tanti altri volontari come lei, è un contro-esodo, un impegno forte tutto orientato al futuro. Alba, infatti, è in Toscana per partecipare alla Carovana del Cuore, una delle più importanti campagne di sensibilizzazione sui diritti dell'infanzia in Italia. Ogni anno, ogni estate da ben otto anni, circa 100 volontari girano l'Italia in camper per parlare con migliaia di persone e ricordare loro quanto il futuro di ogni società dipenda dalla tutela dei diritti dell'infanzia e dall'investimento sui giovani.

Abbiamo voluto intervistare Alba perché è una ragazza grintosa, piena di ottimismo, che sa comunicare con semplicità la sua passione per la vita e il valore della solidarietà:

Da quanto partecipi alla Carovana del Cuore e perché hai fatto questa scelta? Che cosa significa per te?
Ho cominciato nel 2007 e non mi sono più fermata. Ogni estate puntualmente intraprendo questo viaggo per poter guardare negli occhi le persone e dire loro “Vivi appassionatamente”. Quello che voglio comunicare alla gente è che un mondo migliore è possibile, insieme è possibile fare qualcosa di concreto per chi è più in difficoltà. Quest’anno la Carovana, oltre a sensibilizzare sui diritti dell’infanzia nei paesi più poveri del mondo, sostiene anche l’intervento della Fondazione Paoletti al fianco dei bambini e delle famiglie colpite dal sisma in Emilia Romagna, quindi per me quest’ottava edizione ha un valore ancor più speciale. Tante delle persone che incontro durante il viaggio sono molto partecipative e sensibili ai temi che proponiamo, anche se magari sono sdraiate sulla spiaggia in pieno relax, e questo mi emoziona davvero tanto e mi fa essere ottimista.

La nostra società sta attraversando forse il momento più difficile di questa crisi economica, sentiamo ogni giorno di persone che perdono il lavoro e sempre più famiglie sono in difficoltà. Hai notato dei cambiamenti nelle persone che incontri rispetto agli anni scorsi? Come reagiscono quando parli di infanzia, di solidarietà, quando proponi loro di aiutare gli altri?
Non me l’aspettavo, ma non noto una grande differenza. Effettivamente c’è qualcuno che mi parla della crisi e delle sue difficoltà, ma mi basta dire "Il mondo sta cambiando? Allora cambiamo anche noi!" e subito esce tutto l’ottimismo e la voglia di cambiare. Credo che questo momento di crisi stia unendo le persone, mi sembra che ci sia soltanto il bisogno di stimoli e noi volontari della Carovana del Cuore vogliamo fare esattamente questo. Se leggo i giornali mi faccio l’idea che tutti oggi guardano al negativo e che non ci sia una via d’uscita. Invece stare tra la gente, far sentire il valore della solidarietà, proporre idee per il futuro e per aiutare gli altri cambia totalmente la mia prospettiva. Sento che c’è tanta voglia di cambiamento e che le persone hanno bisogno di vedere intorno a loro qualcuno che promuova ottimismo per riprenderci tutti insieme il futuro che ci spetta.

Quale rapporto hai con gli altri volontari? Che sensazioni ti da convivere e lavorare con loro per tutta l’estate, viaggiando in camper e condividendo l’esperienza della Carovana?
E’ un’esperienza bellissima. La Carovana del Cuore è multiculturale: io sono spagnola, ma ci sono anche volontari italiani, svizzeri, israeliani, americani, sudamericani. Insieme viaggiamo in camper ed è normale incontrare qualche difficoltà o stare un po’ scomodi, ma essere a contatto ravvicinato con gli altri e condividere lo stesso obiettivo ti fa crescere umanamente. La Carovana è un’esperienza meravigliosa che consiglierei a tutti.