E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Anche i neonati si annoiano. Studiosi avvertono: catturiamo la loro attenzione.
Anche i neonati si annoiano. Studiosi avvertono: catturiamo la loro attenzione.

Secondo una ricerca dell’Università di Rochester, pubblicata sulla rivista PlosOne, i bambini sarebbero in grado di distinguere ciò che è interessante ed istruttivo da ciò che non lo è già in tenerissima età (7-8 mesi).

Gli studi scientifici, e in particolare le neuroscienze, continuano a dirci sempre di più sul cervello umano e sul suo sviluppo. Per molto tempo si è pensato che i neonati fossero totalmente passivi di fronte agli stimoli del mondo esterno, incapaci di selezionarne la qualità e di giudicarli. Ma gli studi più recenti hanno dimostrato il contrario, richiedendo un radicale aggiornamento degli approcci educativi dei genitori.

Basti pensare che gli studiosi dell’ Università di Rochester sono riusciti a dimostrare che i bambini sanno scegliere cosa è importante per il loro apprendimento e sanno dare giudizi su cosa, al contrario, è noioso. Essi, inoltre, sanno organizzare le informazioni intorno a loro in modo da avere un apprendimento efficiente. Cosa significa? Vuol dire che tutto ciò che proponiamo al nostro bimbo, dai giochi alle canzoncine, deve essere divertente e interessante per lui: se distoglierà lo sguardo avrà già fatto la sua scelta e sarà il caso di inventare qualcosa di nuovo.

Il team di ricercatori, guidato dalla dott.ssa Celeste Kidd, ha analizzato il livello di attenzione di 72 bambini di 7 e 8 mesi tramite un software in grado di tracciare lo sguardo, accorgendosi che se i bambini osservavano una situazione che cambiava costantemente, la guardavano con maggiore attenzione. Laddove gli stimoli non mostravano variazioni per troppo tempo, invece, subentrava la noia. Gli scienziati americani hanno utilizzato dei filmati per capire che cosa potesse suscitare l'interesse dei neonati. Di volta in volta i bambini finivano col distrarsi quando i video che guardavano diventavano 'scontati', perché simili ad altri visti in precedenza. Secondo l’interpretazione di Kidd, dunque, questa è la prova che i bambini sono in grado di comprendere il basso valore di apprendimento di un 'evento noioso' e di scegliere di non seguirlo con attenzione.

Più uno stimolo è complicato, dunque, più riusciamo a mantenere l’attenzione del bambino? In realtà non è neanche così. Lo sguardo dei bambini si distoglieva anche nei casi in cui le immagini cambiavano in modo troppo sorprendente, come se a quel punto i piccoli non si aspettassero più nulla di imprevedibile. Lo stesso accadeva, dunque, anche quando lo stimolo proposto al bambino era troppo complesso e difficile da imparare.

Come si deve comportare, allora, un genitore? La risposta è piuttosto semplice. Ogni bambino ha una sua specificità ed è desideroso di apprendere, uno spettatore piuttosto esigente che non ha alcun interesse ad annoiarsi. Parallelamente, ogni genitore ha il compito di trovare il linguaggio che più si adatta a suo figlio e di aggiornarlo nel momento in cui esso perde il suo appeal. Per capirlo è necessaria la massima attenzione: lo sguardo del bambino, lo stesso riferimento che hanno usato i ricercatori di Rochester per il loro studio, può essere un ottimo strumento di controllo.

I giochi, i racconti, i suoni devono diventare imprevedibili, ma sempre nei giusti limiti. Solo conquistando l’interesse del bambino avremo risposto correttamente e alimentato la sua insaziabile curiosità, un prezioso desiderio di apprendere che gli permetterà di crescere sfruttando a pieno tutte le sue potenzialità.
 

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