E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Dislessia: impariamo a gestirla. Un workshop formativo per i docenti della scuola secondaria
Dislessia: impariamo a gestirla. Un workshop formativo per i docenti della scuola secondaria

La formazione di Fondazione Patrizio Paoletti approda a Reggio Emilia per un workshop pedagogico dedicato a docenti di scuola secondaria di secondo grado, prima tappa della proposta formativa “Praticamente dislessia...per trasformare la difficoltà in risorsa”.

Si tratta di un progetto sviluppato e realizzato dal “Centro servizi per l’integrazione delle persone disabili” (CSI), teso principalmente ad offrire agli insegnanti strumenti per gestire efficacemente classi in cui siano presenti alunni con disabilità, e in particolare quelli colpiti da dislessia, nell’ottica dell’integrazione con gli altri ragazzi.

In occasione del primo incontro, tenutosi il 15 febbraio presso Il Centro Internazionale Loris Malaguzzi del capoluogo emiliano, il CSI ha scelto l’esperienza in campo pedagogico della Fondazione Paoletti per approfondire il tema della comunicazione relazionale.

La lezione, intitolata “La comunicazione in classe” e tenuta dalla docente Elena Perolfi, ha affrontato il tema della comunicazione docente-alunno, passando attraverso concetti come l’intelligenza emotiva e la mediazione, principi cardine del metodo “Pedagogia per il Terzo Millennio”.

In particolare, l’idea di un indagine profonda sui valori alla base della professione dell'insegnante ha coinvolto e appassionato la classe. “La passione per il proprio lavoro e la piena comprensione del proprio ruolo - ha sottolineato la dott.ssa Perolfi - è la risorsa primaria per un’efficace comunicazione con gli studenti, per magnetizzarli e trasmettere loro l’amore per l’apprendimento”.

I disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), secondo i dati dell'Associazione italiana Dislessia, interessano circa il 3-4% della popolazione scolastica e, se non affrontati adeguatamente, possono provocare conseguenze sul piano psicologico, sociale e lavorativo.

Il disturbo della dislessia è ancora poco conosciuto nel nostro Paese e spesso non identificato, benché si calcoli che riguardi almeno 1.500.000 persone. E’ un disturbo che non consegue da un deficit di intelligenza, né da problemi ambientali, psicologici o da deficit sensoriali e neurologici.

Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica. Perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura, nel calcolo e, talvolta, anche in altre attività mentali. Tuttavia questi bambini sono intelligenti, vivaci e creativi.

La disabilità e la difficoltà possono trasformarsi in ogni momento in nuova possibilità per questi bambini e ragazzi, ma richiedono un approccio specifico da parte degli educatori. Per questo motivo è così importante che gli insegnanti, specialmente nella scuola pubblica, siano preparati ad affrontare adeguatamente queste disabilità e siano supportati nella loro gestione.

Il lavoro del CSI di Reggio Emilia rappresenta un prezioso contributo in questa direzione. Fondazione Patrizio Paoletti ringrazia l'Associazione per il coinvolgimento in questo progetto pedagogico ed in particolare Luisa Zaccarelli, Marzia Benassi e Daniele Zanoni.


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