E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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L'appello dell'Ocse: costruite una scuola per l’equità sociale

Dopo quelli di Turchia, Messico, Portogallo, Spagna e Islanda, sono i giovani italiani a far registrare il più alto tasso di abbandono scolastico tra i paesi Ocse. Il 30% della popolazione tra i 25 e i 34 anni non ha conseguito il diploma superiore.

Sono i recenti dati sulla scuola pubblicati dall’Ocse (OECD, Organisation for Economic Co-operation and Development) nel suo rapporto “Equity and Quality in Education: Supporting Disadvantaged Students and Schools”, nel quale raccomanda: il sistema scolastico è il primo fattore propulsivo di un Paese, sia a livello economico che sociale.

La possibilità di accedere all’educazione, infatti, rappresenta l’ago della bilancia dell’equità sociale. I dati raccolti dall’Ocse dimostrano come l’alta percentuale di abbandono scolastico in Italia sia chiaramente determinata dalle risorse economiche di cui dispongono le famiglie.

“Coloro che hanno la maggiore probabilità di andare male a scuola o di abbandonarla senza diplomarsi, molto spesso vengono da famiglie povere o di immigrati” (Ocse), al contrario le famiglie più agiate seguono meglio i ragazzi nel loro percorso scolastico, potendo accedere, tra le altre cose, anche all’istruzione privata.

Un Paese come il nostro, che registra un tasso di dispersione scolastica superiore di ben dieci punti alla media degli Stati Ocse (20%), sembra dunque non garantire, ad oggi, le stesse possibilità a tutti. Il nostro sistema scolastico si mostra poco accogliente verso chi, per integrarsi, dispone di minori risorse economiche (le famiglie più povere) e culturali (le famiglie di immigrati).

Nella scuola si coltiva il futuro di un Paese, ma nella scuola possono determinarsi e accentuarsi anche le diseguaglianze sociali: quel 30% di ragazzi italiani tra i 25 e i 34 anni ha a disposizione già oggi minori risorse da spendere sul mercato del lavoro, con conseguenti minori possibilità di scelta e di guadagno economico in futuro rispetto a quelle dei loro coetanei.

Il 30% è una percentuale altissima, che rappresenta quasi un terzo della popolazione giovanile italiana. Qual è, allora, la risposta da dare?

E’ ancora l’Ocse ad indicare la via, e lo fa attraverso due parole: equità e qualità.

Puntare sulla scuola per promuovere una crescita equa del Paese significa garantire uguaglianza proprio nell’accesso all’istruzione: assegnare finanziamenti ad hoc alle scuole che agevolano l’iscrizione dei ragazzi delle famiglie più povere ed evitare le “segregazioni” (Ocse), laddove spesso i genitori più ricchi tendono a scegliere le scuole migliori per i loro figli, mentre i più poveri devono accontentarsi.

Dall’equità deriva poi la qualità dell’istruzione, intesa come: adeguamento delle strutture, formazione e maggiore remunerazione per i docenti, miglioramento e aggiornamento continuo dei programmi didattici, con particolare attenzione a una formazione orientata al futuro ingresso del ragazzo nel mondo del lavoro.

Sulla scuola si deve investire con razionalità, dunque, per ripristinare l’equilibrio sociale. Dall’educazione si deve ripartire per costruire prospettive eque e restituire competitività all’Italia di questo nuovo millennio.


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