E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Il ricordo dell'olocausto: dalla memoria collettiva a quella individuale
Il ricordo dell'olocausto: dalla memoria collettiva a quella individuale

“Spesso i diritti sono disattesi perché dimentichiamo che ad un diritto corrisponde un dovere, cioè quello di applicare all’altro ciò che vorremmo fosse fatto a noi” (Patrizio Paoletti – “Saperi in rete” – Roma, 28 novembre 2011)

Si celebra oggi la “giornata della memoria”, un momento di riflessione collettiva sulla tragedia dell’olocausto che ci aiuta a riaffermare la forte identità democratica della nostra Europa, ma anche un’occasione in più per raccontare alle nuove generazioni il nostro duro percorso verso la conquista di una cultura del rispetto dei diritti umani.

Lo staff della Fondazione Patrizio Paoletti tiene a onorare la memoria di tutte le vittime del nazismo e a sottolineare l’importanza del ricordo nella costruzione della nostra coscienza collettiva.

La memoria è la risorsa fondamentale attraverso cui ogni individuo ridisegna i suoi limiti imparando dagli errori. Il ricordo è la bilancia del peso emotivo che la nostra mente assegna alle esperienze, condizionando le nostre credenze personali e le nostre scelte future.

Nel suo lungo cammino evolutivo, infatti, l’uomo ha imparato ad attribuire valore agli eventi, acquisendo quella facoltà tutta umana che è la sensibilità. Avvalendosi delle emozioni e della capacità empatica, la nostra sensibilità ci aiuta a selezionare ed archiviare i ricordi che condizioneranno, poi, i nostri comportamenti futuri.

Ecco perché è così importante ricordare: la selezione dei ricordi riduce la complessità di tutto ciò che ci circonda e che noi esperiamo durante la nostra esistenza, fornendoci una misura per ciò che ancora ci aspetta.

Per un bambino che si affaccia pian piano al mondo, adattarsi al proprio habitat significa scoprire l’ambiente che lo circonda, cioè “fissare” dei ricordi del contesto fisico, socio-culturale e interpersonale in cui si trova. Egli selezionerà e archivierà più facilmente i ricordi che evocano le emozioni più forti, anche se si tratta di tristezza o dolore.

Si tratta del ruolo cruciale della percezione emotiva: le emozioni sono la spinta fondamentale che porta ognuno di noi a distinguere, nel comportamento dei nostri simili, ciò che è meglio da ciò che è peggio.

L’olocausto è stato un evento fortemente negativo della storia umana, capace di evocare in profondità il dolore e l’angoscia di chi lo ricorda o di chi ne ascolta il racconto, ed è esattamente il tipo di spinta emotiva che può dare ad ognuno di noi la misura di ciò che non deve essere ripetuto.

Come ben evidenziano le parole di Patrizio Paoletti in apertura di articolo, è proprio il dimenticare che ci espone al rischio di disattendere il rispetto dei diritti degli altri.

In questo senso la nostra memoria collettiva, che oggi richiamiamo, è fondamentale per ricordarci che ognuno di noi ha un ruolo nel mondo, una capacità di incidere che si compie nella piena assunzione di responsabilità verso gli altri e che ci spinge ad esercitare un controllo perché ciò che di negativo è accaduto, non accada di nuovo.