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Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Gioco d’azzardo: patologia e rischio sociale - Parte I
Gioco d’azzardo: patologia e rischio sociale - Parte I

Una corposa letteratura scientifica in materia ed una serie di recenti ricerche realizzate tramite le più evolute tecniche di neuroimaging, dimostrano oggi che la dipendenza dal gioco d’azzardo deriva da meccanismi cerebrali del tutto simili a quelli della tossicodipendenza. I “grandi giocatori”, oltre che agli ovvi pericoli per la propria economia, corrono un altissimo rischio biologico, capace di pregiudicare fortemente la loro salute mentale.

Quello della dipendenza dal gioco d’azzardo è un fenomeno in rapida espansione, che corre a tutta velocità insieme alle innovazioni tecnologiche ed è sempre più difficile da tenere sotto controllo.

Nel “Libro verde sul gioco d’azzardo on-line nel mercato interno” (2011) la Commissione Europea ha delineato con precisione lo straordinario aumento di interesse per il gioco in tutti i Paesi Comunitari negli ultimi anni.

L'offerta on-line è il segmento più in rapida crescita: ha rappresentato il 7,5% dei proventi annui del mercato complessivo del gioco d'azzardo nel 2008, il cui volume, secondo le previsioni, dovrebbe raddoppiare entro il 2013.

La spesa degli italiani per il gioco d'azzardo è aumentata del 19,7% nel 2007 rispetto al 2006 (dati Alea - Associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio), ed è stata pari a 73,6 miliardi di euro nel 2011. In Regioni come la Sicilia, la Campania, la Sardegna e l’ Abruzzo, le famiglie investono in gioco d'azzardo in media il 6,5% del proprio reddito.

Ovviamente non tutti i giocatori sono “patologici”, esiste però un serio problema di dipendenza, trasversale a tutte le fasce d’età e più diffuso tra ii gruppi sociali più deboli, che ha ricadute socio-sanitarie importanti ed è spesso alimentato dall’offerta (sia statale che privata) di giochi d’azzardo legali a basso costo e di facile accesso. Pensiamo al moltiplicarsi dei videopoker, dei gratta e vinci, delle sale giochi, dei micro-casinò, ma anche dei siti di poker on-line e dei canali televisivi tematici. 

I giocatori patologici in Italia sono il 3% del totale, circa 700.000 persone (dati Censis). Purtroppo tutte le ricerche dimostrano che la maggior quantità di giochi a disposizione e il loro sempre più elevato grado di accessibilità sono direttamente proporzionali all’aumento del numero di persone che perdono il controllo del gioco, sfociando nella problematicità e nella patologia.

Il fenomeno non risparmia neanche i giovani: circa l’80% degli studenti di scuola superiore afferma di aver giocato d’azzardo nell’ultimo anno, tra loro una quota tra il 4 e l’8% evidenzia segni di dipendenza e una percentuale tra il 10% e il 14% è a rischio di svilupparla.

L’attenzione dei genitori e degli educatori può fare moltissimo per prevenire l’emergere di queste problematiche. Alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che i giocatori d’azzardo problematici iniziano a giocare molto precocemente, spesso in età comprese tra i 10 e i 19 anni.

Ciò che è importante comprendere è che la dipendenza dal gioco è una vera e propria patologia, riscontrabile in determinati processi cerebrali e capace di modificare la vita biologica, oltre che economica e sociale, dell’individuo e delle persone che lo circondano.

Nella seconda parte del presente articolo, descriveremo cosa accade nel cervello dei giocatori patologici, riferendoci alle più importanti indagini neuroscientifiche e psicologiche in materia e cercando di chiarire quanto la tematica sia attuale e degna di attenzione da parte di tutti noi.

Continua nella seconda parte

 

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