E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Allarme povertà infantile in Italia. Porte aperte alla criminalità
Allarme povertà infantile in Italia. Porte aperte alla criminalità

La Fondazione Patrizio Paoletti svolge quotidianamente un intenso lavoro di ricerca per la tutela dei diritti dell’infanzia, per il miglioramento dei sistemi educativi e per la lotta alla povertà. Oggi esprimiamo una forte preoccupazione per i dati che emergono da un'indagine sulla povertà infantile in Italia.

L’elevato grado di industrializzazione del nostro paese e il buon tenore di vita che, fortunatamente, larga parte degli italiani conduce, inducono troppo spesso a pensare che la povertà non possa riguardare l’Italia troppo da vicino.

Eppure il fenomeno esiste ed è allarmante. E' difficile immaginare, ad esempio, quanti possano essere oggi i minori che vivono in condizioni di povertà nel nostro paese. Secondo i dati riportati dall'Agenzia Dire, il fenomeno si attesta sulla cifra da capogiro di 1.876.000 bambini (fonte: Agenzia Dire, www.dire.it - Link Articolo ).

La situazione è di gran lunga più preoccupante al sud, dove le difficoltà economiche di molte famiglie non permettono a tantissimi bambini e adolescenti di frequentare con continuità la scuola e li espongono, di conseguenza, al rischio della marginalità sociale.

L’enorme divario tra nord e sud si legge facilmente proprio nei dati relativi all’istruzione: in alcune regioni, come la Campania e la Calabria, il tasso di abbandono scolastico tocca il 30%; le classi a tempo pieno nel Nord-Ovest hanno raggiunto il 42%, mentre nelle regioni del sud sono ferme all’8,6% e scendono al 7,1% nelle isole; già negli asili nido la frequenza è di 4 volte inferiore al sud (addirittura di 2 bambini su 100 in Campania e Calabria).

Quelle sull’abbandono scolastico sono, purtroppo, cifre direttamente proporzionali ai tassi di criminalità minorile. Nel 2007, il coinvolgimento diretto di minori in reati ha riguardato 14.931 casi nel sud dell’Italia.

Da sempre sosteniamo che l’accesso ad un’istruzione di qualità per tutti sia una priorità assoluta, un obiettivo che ogni paese civile deve perseguire ad ogni costo. Nel 2008, la spesa per l'educazione in Italia è stata del 4,8% del Pil, contro una media del 6,1% dei paesi dell’Ocse. Ci siamo così collocati al 29° posto nella classifica che misura gli investimenti nell’educazione di 34 paesi.

L’investimento nelle strutture e nei servizi per la prima infanzia, fondamentali per lo sviluppo dei bambini soprattutto se provenienti da contesti difficili, la riduzione della dispersione scolastica, la il sostegno e la sensibilizzazione delle famiglie, sono azioni che le istituzioni devono potenziare per ridurre il gap educativo tra nord e sud.

Ci appelliamo a tutti perché questi segnali di forte allarme non cadano in quel silenzio che, troppo spesso, avvolge e alimenta il disagio di questi bambini.

In un momento difficile, in cui le nostre sicurezze sono rimesse in discussione da una forte crisi economica e sociale di cui l'Europa è l'epicentro, l’investimento più efficace sul futuro che tutti noi dobbiamo sostenere è certamente l’educazione, diritto fondamentale di tutti i bambini e discriminante tra un futuro di disagio e un avvenire che li veda protagonisti dello sviluppo sociale dell’Italia.

 

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